venerdì 31 ottobre 2008

31 ottobre


Come ogni anno si ripresentano le discussioni relative alla serata del 31 ottobre.
"Mamma, stasera le mie amiche e io avremmo pensato di organizzare una pizzata e poi vederci un film insieme. Sia ben chiaro, non è per fare la festa di Halloween, ma solo così..."
Chiaro che con quanto predico ormai da anni era necessario un tentativo di depistaggio.
Perchè non sopporto la sudditanza commerciale che sta alla base della serata, perchè sono contraria all'introduzione colonialista di ricorrenze di altri, perchè ritengo che il messaggio di fondo dell'irrisione della morte sia profondamente errato.
Certo che atteggiarmi alla solita Don Chisciotte contro il martellare della pubblicità, contro le maestre che fin dall'asilo hanno cominciato a far disegnare zucche e fantasmi, contro l'esempio delle mamme che accompagnano i loro figli a suonare ai campanelli di tutto il vicinato, suggerendo la frase di rito nel caso il bimbo la scordi, è dura.
Mugugni a non finire smorzati solo dal compromesso dell'acquisto di una video cassetta da guardare in famiglia stasera.
Anche in questo caso l'acquisto non è stato proprio tranquillo per la tendenza a scegliere i titoli più terrificanti o traculenti.
Risultato: ci guarderemo un bel cartone animato, tranquillo e rilassante.

giovedì 30 ottobre 2008

Laurea II

Nel deserto piovigginoso cerchiamo tra gli edifici tutti uguali, simili a lisci parallelepipedi, il numero U5- Dipartimento Scienza dei Materiali e Matematica, perchè lì c'è l'Aula Tesi della Facoltà.
Entriamo e ci incamminiamo per il corridoio sbagliato, costellato di porte metalliche con finestrini chiusi da griglie di acciaio.
Immagino che una visita turistica in un carcere dia la stessa impressione.
Così si snocciolano uno dopo l'altro i laboratori dai nomi più strani e qua e là ti imbatti in enormi bombole di azoto liquido, unica decorazione del corridoio.
Fatto l'intero perimetro ci ritroviamo al punto di partenza ma scorgiamo la scala per accedere al secondo piano.
Venirci a guidare non deve proprio aver sfiorato la mente di Matteo.
Dalla ressa individuiamo subito la zona della discussione delle tesi: tanti studenti e tanti parenti, tutti stipati in circa 10 metri quadrati.
Arriva finalmente la Commissione, si chiude in aula e aspettiamo altri quindici minuti.
Risbuca il Presidente, esce, si allontana, torna accompagnato da un tecnico, perchè il collegamento portatile-proiettore non funziona (allora non è solo al Mascheroni che la tecnologia zoppica).
Altri dieci minuti e ho tutti i sintomi della carenza di ossigeno.
Finalmente si può accedere all'aula per assistere alla presentazione delle sette tesi di laurea.
Forse qualche collega dei laureandi riesce a seguire con competenza il discorso, attenti i professori, soprattutto per cercare difetti nella presentazione e con le loro domande mettere in difficoltà i candidati, praticamente stralunati tutti gli altri.
Per capire il riferimento all'atteggiamento dei professori è necessaria una parentesi: il corso di laurea di fisica vede contrapporsi teorici e sperimentali e non passa occasione per gli uni di denigrare gli altri e viceversa.
Quale occasione più ghiotta della discussione delle tesi, presentate sì dagli studenti ma di fatto realizzate sulle orme del relatore?
E pur ai profani appare subito chiaro chi sia il relatore di chi (perchè interviene a rispondere al posto dello studente), chi sia il teorico e chi sia lo sperimentale.
Argomenti discussi:
Diseguaglianza di Bell e non località
Geometria generalizzata e modelli sigma non lineari (di Matteo. Unico termine che ricordo "fibrati")
Scattering per potenziali a simmetria sferica (scopro che pronuncio sbagliato il termine quando lo cito per Rutherford)
Simmetrie e leggi di conservazione
Collisione dei Mesoni B (simulazione al computer)
Ricerca Bosoni di Higgs (dati provenienti da Ginevra!!)
Metodi per aumentare l'efficienza dei pannelli solari
L'attenzione è tutta sui pallini lampeggianti che nella presentazione ti permettono di capire quanto manchi alla fine
Segnalo l'argomento dell'ultima tesi per diversi motivi:
- quasi tutti i presenti riescono a capire quello che viene detto
- si coglie immediatamente la ricaduta pratica (anche se il miglioramento testato è irrisorio)
- si scopre a cosa può servire l'Europio (prima volta in assoluto che lo incontro al di fuori della Tavola Periodica).
Discussione terminata, tutti di nuovo nel corridoio-bugigattolo.
Non si capisce perchè l'attesa duri tanto a lungo e cosa blocchi la Commissione.
Si ripresenta l'esaurimento dell'ossigeno.
Per fortuna si rientra, tutti proclamati "dottore"

Durante il viaggio di ritorno osservo quanto poco abbia capito della trattazione.
"Ma non c'è problema - mi rassicura Matteo - sul deskop del mio portatile puoi trovare tutte le presentazioni e riguardartele con calma"
Quale eccellente opportunità!

mercoledì 29 ottobre 2008

Laurea

Ieri pomeriggio trasferta a Milano.
"Faremo in mezz'ora: a quest'ora sulla Bergamo Milano il traffico è scarso"
Percorsi pochi chilometri, tutti al rallentatore: un'auto della polizia sta procedendo a 50-40 Km/h sulla corsia centrale. Si scorgono dal finestrino destro braccio e paletta rossa ondeggiare su e giù.
Davanti, la strada è completamente vuota: situazione piuttosto irreale.

Così provo cosa significhi in formula 1 procedere con la safety car:



l'auto della polizia quale ape regina a guidare tutto lo sciame di vetture disposte sulle quattro corsie.
Finalmente un display chiarisce: ostacolo sulla carreggiata.
E ripenso a quando abbiamo perso la bicicletta dal portapacchi ed è finita sulla corsia dell'autostrada: nello specchietto retrovisore una bicicletta saltellante tra le auto in corsa.
Bravissimi gli autisti ad evitarla.

Continuiamo a procede a passo di lumaca per un bel po' finchè appare seduto sul guard rail un signore al telefono vicino ad un'auto a cui manca la ruota anteriore, il cofano accartocciato a terra.

Ancora un poco di strada ed ecco, solitaria, la sua ruota, appoggiata allo spartitraffico.
L'apripista si ferma: il poliziotto scende, recupera la ruota, la fa rotolare dall'altro lato della strada, l'appoggia in orizzontale e finalmente ci dà il via libera.
Tutti ripartono frettolosi, perdiamo subito la pol position ma dopo poco siamo alla meta: il grigio, grigissimo quartiere della Bicocca ci accoglie.

continua..

martedì 28 ottobre 2008

S. Francesco

So di arrivare con un notevole ritardo, perchè San Francesco si ricorda in modo particolare il 4 ottobre.
Il suo messaggio è però attuale sempre. Buon ascolto







lunedì 27 ottobre 2008

Agrifoglio


Oggi è una grigia giornata autunnale.
Nel giardino le rose scolorite perdono petali che si mescolano ai gialli delle foglie, la lavanda intristisce, l'ortensa sembra quasi risucchiata.
Solo una nota di colore vivace si staglia nella nebbiolina: è la pianta di agrifoglio nel massimo del suo splendore.
Sono molte le leggende che parlano dell'agrifoglio.
Nei paesi del nord si narra che da Odino, re degli dei e da Frigg, dea della bellezza nascesse uno splendido giovane di nome Baldur.
Baldur divenne il dio della vegetazione e personificava le stagioni: egli era così amato da tutti da suscitare l'invidia di Loki, genio del male.
Per sottrarre il figlio alla furia omicida di Loki, Frigg fece giurare a tutti gli esseri di proteggere Baldur.
Ma si dimenticò del vischio e Loki da questa pianta ricavò la freccia con cui uccise Baldur, il quale morendo cadde su un cespuglio di agrifoglio, spruzzandolo col suo sangue.
Odino allora maledisse il vischio e benedisse l'agrifoglio, che fu l'ultimo giaciglio del corpo senza vita di Baldur.
L'agrifoglio fu ricompensato con una profusione di rosse bacche, ricordo delle gocce di sangue versato da Baldur, e con una bella chioma sempreverde.
In Italia la tradizione di usare l'agrifoglio a scopo augurale è arrivata grazie ai Romani che conquistata la Bretagna, scoprirono che i sacerdoti celti usavano la pianta per proteggere le persone dai disagi dell'inverno.
Mentre una leggenda cristiana narra che un piccolo orfanello seguendo i pastori chiamati alla grotta di Betlemme non trovò altro da portare in dono se non una corona di alloro. Sembratagli però indegna cominciò a piangere sconsolato, ma Gesù toccata la corona la fece diventare di un verde brillante e tramutò in bacche rosse le lacrime del bimbo.

Meglio le lacrime delle gocce di sangue.

domenica 26 ottobre 2008

Don Fabrizio Lazzari

Oggi la comunità di Rosciate accoglie il nuovo prevosto: Don Fabrizio Lazzari




Per la prima volta nella vita ho un parroco più giovane di me.
Brutto segno

sabato 25 ottobre 2008

James Lind

Chi era costui?
Già il suo lavoro fu ignorato per quarant'anni, cerchiamo di riportarlo alla memoria noi.

Chirurgo navale imbarcato sulla Salisbury nel 1747, nel periodo in cui per mare si moriva più per malattia che per naufragio, si preoccupò dello scorbuto, pur non sapendo nulla di vitamine e metabolismo cellulare.

Sceglie 12 uomini dell'equipaggio, ammalati di scorbuto e con lo stesso tipo di sintomi (immaginiamoli con gengive sanguinanti e ecchimosi su tutto il corpo).
Fornisce a tutti la stessa dieta (immaginiamoli ad una tavola imbandita, tra portate di pesce e gallette, dopo tutto sono le nostre cavie).
Aggiunge alla dieta alimenti diversi: a due marinai somministra 1/4 di gallone di sidro (saranno stati contenti); ad altri 2 1/4 di gallone di aceto (questi un po' meno perchè immaginiamo l'effetto
dell'aceto sulle gengive sanguinanti); a due 1/4 di gallone di elisir di vetriolo diluito (e bontà sua che l'acido solforico l'ha diluito, anche se immaginiamo gli effetti sull'apparato digerente); a due 1/4 di gallone di acqua di mare (questi almeno li fa solo vomitare); a due un miscuglio di noci moscate, aglio, semi di senape, gomma di birra, cremore di tartaro e infuso d'orzo (e io mi lamento per le pasticche a base di solfato di ferro).
Agli ultimi due vengono date due arance e un limone al giorno.
Dopo sei giorni questi guariscono perfettamente e si spera che gli altri dieci non siano morti nel frattempo.

Perchè tutto questo racconto?

E' stato crudele Lind ad utilizzare i marinai come cavia
per i suoi esperimenti?

Sono crudeli gli scienziati di oggi che continuano il lavoro dello sperimentatore?

venerdì 24 ottobre 2008

Tregua


Aspettiamoci un poco di tregua: il favoloso montepremi è stato vinto!
Cioè, tregua si fa per dire: chi ci risparmierà le interviste a mezza Catania e le indicazioni su come investire la cifra stratosferica?
Probabilmente solo il telecomando e l'accumulo cronico di riviste e quotidiani che caratterizza la mia vita (giusto ieri leggevo il giornale del 27 settembre...le notizie decantate fanno tutto un altro effetto)
Riporto però questo:
ESPOSTO CODACONS - Non tutti però apprezzano il fenomeno. Sul tavolo del Procuratore capo della Repubblica di Roma è finito l'esposto presentato dal Codacons, in cui si chiede il sequestro del jackpot, divenuto oramai eccessivamente «pericoloso».
«Dopo l'esposto presentato martedì - spiega il presidente Carlo Rienzi - il nostro ufficio legale sta studiando la possibilità di intentare una
class action in favore dei giocatori rovinati dal Superenalotto, non appena entrerà in vigore la legge sulle azioni collettive. Si pensi a tutti coloro che, nella speranza di vincite stratosferiche, hanno già speso tutto lo stipendio o la pensione di ottobre puntando cifre elevate, e si ritrovano ora con il portafogli vuoto e bollette, rate e mutui da pagare. Conservando le ricevute di tali giocate - prosegue Rienzi - i cittadini rovinati dal Superenalotto potranno adire all'azione legale attualmente in fase di studio, sostenendo in Tribunale come il gioco si sia trasformato in qualcosa di troppo simile al gioco d'azzardo, a causa del montepremi eccessivamente elevato rispetto a un principio di legalità secondo cui un concorso a premi legato esclusivamente all'alea non può mettere in palio un premio in denaro così sproporzionato.
Ad aggravare la situazione - conclude il Codacons - anche la presenza di cartelli pubblicitari posti nelle rivendite, che «incantano» i cittadini richiamando il maxi-jackpot, inducendoli così ad effettuare giocate».

Commento in famiglia: "ma se uno vuole?"
Risposta: "fino a che punto è veramente libero di decidere?"

giovedì 23 ottobre 2008

Da phd comics


Stavolta però non fa ridere, anzi fa proprio piangere
(qualcuno potrebbe anche commentare: "Ma vuoi mettere l'importanza degli allenatori rispetto a quella degli insegnanti? Vuoi mettere la loro responsabilità? Se non hanno successo poi li mandano a casa, non come quei mangia pane a ufo, puri parassiti per la nostra società.)
Si noti nel grafico la presenza delle femmine solo tra i ranghi più bassi e l'altezza degli istogrammi di riferimento.

mercoledì 22 ottobre 2008

Riunione commissione Pof

Tra le altre incombenze, ho anche l'ingrato compito di redigere il verbale delle riunioni della Commissione Pof.
Ingrato perchè riuscire a concretizzare due-tre ore di discussione, a volte infarcite di divagazioni fantasiose, non è proprio facile.
In estrema sintesi quanto discusso ieri:
Il nostro liceo deve potenziare l'asse scientifico attraverso un nuovo approccio metodologico che privilegi l'aspetto della ricerca in tutte le discipline, con una partecipazione di tipo "laboratoriale" degli studenti.
Primo grande ostacolo: indurre il Collegio a condividere tale impostazione (immagino un'impresa titanica)
Secondo grande ostacolo: siamo tutti in attesa delle indicazioni ministeriali che potrebbero di punto in bianco obbligarci ad altro tipo di scelta (quindi le nostre discussioni risulterebbero del tutto inutili)
Mentre ci interroghiamo a proposito di quale morte moriremo, l'open day avanza.
Cosa illustreremo alle prossime matricole?
Mi sembra quasi di scorgere lo spettro della nostra ministro che aleggia sogghignando sopra le nostre teste

martedì 21 ottobre 2008

Il gelato estemporaneo



Stamattina un alunno mi porge due libri mandatimi da suo papà.

Penso sia la prima volta in assoluto che mi succede. (spero il significato non sia: tenga e si informi)

Incuriosita comincio a leggere il primo di Davide Cassi, professore associato di fisica della materia all'università di Parma, e di Ettore Bocchia, chef creatore nel 2002 del primo menù italiano di cucina molecolare. (per me che ancora non ho assimilato le tecniche della cucina tradizionale, una bella sfida)

Ne riporto il Manifesto:

1 ogni novità deve ampliare, non distruggere, la tradizione gastronomica italiana

2 le nuove tecniche e i nuovi piatti devono valorizzare gli ingredienti naturali e le materie prime di qualità

3 sarà una cucina attenta ai valori tradizionali e al benessere di chi mangia, non solo agli aspetti estetici e organolettici

4 realizzerà i suoi scopi creando nuove testure di ingredienti scelti in base ai criteri sopra enunciati.

Così passo da ricette a base di cagliata d'uovo ottenuta a freddo con alcool, a salse a base di schiuma di lecitina, dai dolci a base di gel di amidi, a cotture in zuccheri fusi fino all'uso dell'azoto liquido in cucina.

Chiaramente rimanendo al livello della pura teoria (non mi sembra che l'azoto liquido sia già comparso sugli scaffali dei supermercati) col proposito qualora passassi da Bellagio di assaggiare i piatti preparati direttamente dallo chef (un proposito più, un proposito meno non fa molta differenza; sto pensando seriamente di prepararne una banca dati perchè finirò per dimenticarmeli)

Comunque, in attesa di fare gli assaggi, ringrazio caldamente il genitore perchè mi ha aperto nuovi orizzonti

lunedì 20 ottobre 2008

Caccia


Domenica mattina: nel silenzio, uno sparo in lontananza.

Già, con l'autunno anche la stagione della caccia.

E ripenso all'entusiasmo di un alunno di prima mentre salivamo in città alta: "Non vedo l'ora di avere sedici anni per poter avere il porto d'armi (devo controllare se l'età è giusta) e così andare a caccia con mio nonno"

Di nuovo, di fronte alle vetrine espositive del museo: "Questi si uccidono col calibro 12 (non indago i dettagli). Quest'anno è un'ottima annata per i tordi, pensi che mio nonno ne ha cattuarti 160"

E immagini i 160 tordi allineati, domandando: "E cosa se ne fa? Era proprio necessario?"

"Certo! Ne abbiamo mangiato tutti e li ha anche regalati. Non deve essere contraria alla caccia. Io penso che se vengono uccisi è perchè sono deboli rispetto agli altri e quindi viene fatta una specie di selezione"

Anche utile per l'ecosistema quindi, e penso a quanto lavoro dovrò fare nel quinquiennio, piano piano.

Sarei potuta essere più dissacratoria in quell'istante, ma ci sarebbe stata una ricaduta, si sarebbe di colpo convinto della meraviglia della vita, di qualsiasi vita?

Anche mio papà andava a caccia, pur non avendo mai fatto stragi poichè le battute più fortunate si concludevano con sei sette allodole.

Da piccola era solo un dato di fatto, divertita tra fischietti e attrezzi strani che usava a prepararsi le cartucce.

Da grande solo blande osservazioni per non ferirlo troppo anche alla luce degli scarsissimi successi venatori, di fatto era quasi innocuo.

Già l'ho deluso tante volte, a cominciare dal fatto di essere nata femmina, per assumere con lui una decisa posizione anticaccia.

domenica 19 ottobre 2008

Scuola

Per oggi avevo deciso di non pubblicare nulla.

Mi è però capitato di leggere un post sul quale riflettere.

Vi rimando quindi a tale lettura

sabato 18 ottobre 2008

Visita laboratorio G. Lanzani


Oggi l'ultima uscita con gli alunni per l'edizione Bergamoscianza 2008: visita al Laboratorio di Terapia Cellulare e Genica G. Lanzani del Dipartimento di Ematologia e di Oncologia degli Ospedali Riuniti, presso il presidio ospedaliero Matteo Rota.
Realizzato grazie all' AIL, associazione italiana contro leucemie, linfomi e mielomi, sez. di Bergamo P. Belli, il laboratorio ha da subito (inaugurato nel 1994) rappresentato un punto di riferimento nel panorama italiano per la ricerca e la moltiplicazione delle cellule staminali.
Dopo il faticoso tragitto dei due chilometri che separano il laboratorio dalla scuola, faticoso perchè trascinare gli alunni ad un'andatura decente è pressochè impossibile, siamo stati accolti nella struttura e il dott. Introna, responsabile scientifico del Laboratorio ci ha presentato l'attività del centro.
Da donatori tipizzati per le HLA viene ottenuto sangue per estrarre le cellule staminali presenti, moltiplicarle e poi utilizzarle per i trapianti di midollo onde poter curare ad esempio gli ammalati di leucemia.
Mostrandoci la mappa mondiale dei donatori il cui sangue è stato utilizzato per i trapianti negli scorsi anni è interessante notare come la maggior similitudine tra marcatori HLA si riscontri in quelle nazioni ove è stata più massiccia l'immigrazione di italiani alla ricerca di lavoro nel secolo scorso (chissà quanti alunni avranno notato questo particolare relativo alla genetica di popolazione)
Scesi nei laboratori gli studenti hanno potuto vedere gli strumenti e i materiali utilizzati: un citofluometro per l'individuazione delle diverse popolazioni cellulari presenti nel sangue (ottima la spiegazione del funzionamento), una cappa a flusso laminare, le diverse colture cellulari (anche osservabili direttamente), i terreni e le caratteristiche a cui devono soddisfare.
Interessante anche la stanza ove sono conservate le sacche di sangue in azoto liquido e curioso conoscere le tecniche per il congelamento.
Finita la visita, la classe è dovuta rientrare per l'ultima ora di lezione e se già era stata lenta l'andata, il ritorno sembrava la processione dei condannati a morte diretti al patibolo.
Almeno leggendo la prima parte della Divina Commedia (in programma avevano Dante) non avranno faticato ad immaginarsi i vapori sul fiume Acheronte: bastava ripensare all'azoto traboccante dal contenitore ad avvolgere col suo fumo gelato le nostre gambe



venerdì 17 ottobre 2008

Drosophilae II


Il tepore di questi giorni ha determinato il ripopolamento del mio composter.
Risultato: basta sollevare il coperchio e sei avvolto da una nuvola di Drosophilae.
Ci sono anche ragnettini rossi, larve grigiastre nelle quali si vede benissimo la metameria, qualche cetonia, moschini non meglio identificati e tanto altro materiale del regno dei funghi che al momento però non mi interessa.
Armata di un vasetto di vetro, rovistando tra i resti vegetali per individuare i moscerini comincio la paziente caccia.
Ci vuole una certa abilità per bloccare nel vasetto le Drosophilae e soprattutto tanta tanta pazienza.
Per cui dopo tre esemplari catturati decido che sono sufficienti.
Però osservandoli camminare sul vetro noto che sono tutti maschi (della serie quelli che si fanno catturare più facilmente) e sarebbe utile almeno una femmina.
Altro contenitore e di nuovo a caccia.
In cucina poi il compito estremamente delicato di convincere i moscerini a stare tutti nello stesso contenitore.
Qualche colpetto sul vetro per farli volare dall'uno all'altro e il risultato è: cucina con moscerini che volano da tutte le parti.
Ricomincio da capo e finalmente ottengo il risultato sperato.
Una femmina e quattro maschi, tutti rigorosamente di ceppo selvatico.
Pronta anche la ricetta per il terreno di coltura:
in 250 mL di acqua sciogliere 1,25 g di agar e 20 g di zucchero.
Portare all'ebollizione e aggiungere 22,5 g di farina di mais.
Far cuocere per 5 - 10 minuti mescolando.
Spegnere e aggiungere 5 mL di acido propionico e 5 g di lievito di birra.
(ricetta getilmente fornita dal tecnico di laboratorio del Lussana che l'ha già testata).
In attesa che arrivino i ceppi dal San Raffaele potremmo già cominciare l'allevamento.
Ci sono solo due difficoltà da prendere in considerazione:
primo i colleghi del Lussana non hanno mai ricevuto nulla dalle poste italiane e si sono dovuti recare a Milano (magari noi siamo più fortunati)
secondo quando ho avvisato la nostra tecnica di laboratorio ha dimostrato tutto il suo entusiasmo con le seguenti affermazioni: "ma mi stai prendendoin giro perchè non è possibile che abbia fatto una cosa del genere. dovevi prima avvisarmi. mi riempirai il laboratorio di insetti

giovedì 16 ottobre 2008

Morti assurde

Premesso che l'uomo non ha il dono dell'immortalità e, detto con filosofia spicciola, di qualcosa di deve pur morire, nel preparare le lezioni relative all'atomo la mia attenzione è stata attirata dalle notizie relative alla morte degli scienziati citati.


Maria Curie muore per leucemia, contratta con buona probabilità lavorando senza precauzioni con il materiale radioattivo.


Ha 67 anni, le sue soddisfazioni nella vita le ha avute (prima donna a ricevere il premio Nobel, ne riceve addirittura due) e anche da morta (prima donna sepolta nel Pantheon di Parigi), a differenza di quanto è successo a Rosalind Franklin




Commento mio: però poverina, morire per le ricerche che fai


Commento di Matteo: poteva stare anche più attenta, lavorare col radio...

Aggiunta mia: ma allora non si conoscevano gli effetti delle radiazioni sul nostro organismo

Replica sua: poteva anche immaginarseli

Deduco: Maria Curie deve essergli antipatica, non per altro ma "una donna nella ricerca universitaria", uno scandalo (da buon misogino e della serie educhi i figli e ottieni il risultato opposto)

Ma la morte più assurda è quella di Ernest Rutherford.

Figlio di un artigiano, come riconoscimento per i suoi studi, è nominato prima baronetto e poi barone.
Mal gliene coglie.
Infatti ricoverato per una banale ernia inguinale, essendo nobile, non può essere operato che da un chirurgo pure nobile.
Risultato: questo non è prontamente disponibile, arriva troppo tardi e Rutherford muore


mercoledì 15 ottobre 2008

Metà autunno

All'autunno perdono i primi freddi perchè mi riempie gli occhi di colori, perchè la decomposizione che l'accompagna è come un soffio di pace.

Chanson d'automne

Les sanglots longs
Des violons
De l'automne
Blessent mon cour
D'une langueur
Monotone.

Tout suffocant
Et blême, quand
Sonne l'heure,
Je me souviens
Des jours anciens
Et je pleure,

Et je m'en vais
Au vent mauvais
Qui m'emporte
Deçà, delà,
Pareil à la
Feuille morte.

P. Verlaine


Veder Cadere le Foglie

Veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali
Soprattutto se sono ippocastani
soprattutto se passano dei bimbi
soprattutto se il cielo è sereno
soprattutto se ho avuto,quel giorno,
una buona notizia
soprattutto se il cuore,quel giorno,
non mi fa male
soprattutto se credo,quel giorno,
che quella che amo mi ami
soprattutto se quel giorno
mi sento d'accordo
con gli uomini e con me stesso.
Veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali
dei viali d'ippocastani.


N.Hikmet


Bosco d'Autunno

Ha messo chiome il bosco d'autunno.
Vi dominano buio,sogno e quiete.
né scoiattoli, nè civette o picchi
lo destano dal sogno.
E il sole pei sentieri dell'autunno
entrando dentro quando cala il giorno
si guarda intorno bieco con timore
cercando in esso trappole nascoste.


B.Pasternak

martedì 14 ottobre 2008

La torre del sole


Stamani visita alla Torre del Sole di Brembate Sopra con i ragazzi di quinta.
Confesso che avevo molti dubbi sulla validità della visita e pur passandoci tutte le domeniche pomeriggio, mai mi ero fermata per verificare.
Quando ho quindi visto la proposta nell'ambito di Bergamoscienza ho subito approfittato dell'occasione prenotando l'attività per la mia classe.
Gli operatori dell'osservatorio ci hanno accolto e illustrato la storia della costruzione, ci hanno fatto visitare il laboratorio solare, la cupola per le osservazioni, dotata di un buon telescopio a rifrazione, la sala del planetario digitale, unico in Italia, e spiegato quale è lo scopo della loro attività.

Alcune considerazioni:
- la struttura è nuova e oltre ad essere funzionale è anche bella dal punto di vista architettonico.
- il personale mi è sembrato preparato, le informazioni fornite precise pur senza entrare in molti dettagli tecnici, non essendo questo lo scopo della visita. Infatti è possibile prenotare attività di approfondimento per le classi, alcune particolarmente interessanti
- dopo il periodo di minimo le macchie stanno ricominciando a formarsi (per ora un gruppettino sparuto) e questo vuol dire più energia che ci verrà dal Sole e per una gelata come me è una buona notizia
- la salita con l'ascensore con pareti di vetro fino alla cupola è stato meglio della visione panoramica di Gardaland (anche se è vero che, pur essendo il mio paese, Brembate, non posso sostenere sia meglio del lago di Garda)
- il funzionamento di un telescopio, così perfetto nei suoi ingranaggi, ti rende fiero di appartenere ad una specie che riesce a costruire tali strumenti

- la sala del planetario è spettacolare: più piccolo di quello di Milano ti porta però così vicino alla volta celeste che ti ci trovi immerso e i filmati tridimensionali sono veramente affascinanti

- nel complesso i ragazzi hanno seguito con attenzione
- peccato che il radiotelescopio non sia ancora pronto perchè sarebbe stato bello sentire la voce del sole. Vuol dire tornerò un'altra volta


In conclusione: attività positiva sotto tutti gli aspetti, sicuramente da riproporre

Commento dei figli (invidiosi): " ma tu quando fai lezione che sei sempre a spasso?"

lunedì 13 ottobre 2008

Drosophilae

Mercoledì scorso la classe terza ha partecipato all'attività didattica relativa alla genetica organizzata dal Liceo Lussana per la VI edizione di Bergamoscienza: "...sulle ali del valzer del moscerino..."
Perfettamente allineati con il programma svolto, i ragazzi hanno potuto ripassare le informazioni studiate e soprattutto osservare i moscerini oggetto dello studio di Morgan agli stereomicroscopi.
Sarebbe stato meglio scrivere "avrebbero potuto ripassare" perchè l'attenzione non è stata particolarmente viva, al punto che un interrogato stamani è rimasto perfettamente muto di fronte alla domanda: "Ma cosa significa Drosophila melanogaster?"
Si sa, queste sono domande da insegnante pignola e fissata.
Sicuramente se le Drosophile fossero state
vive e integre le osservazioni avrebbero reso di più.
Ma perchè non procurarcele anche noi?
Ricordo il composter del giardino avvolto da nuvole di moscerini pronti ad essere catturati, chiaramente quando non servivano a nessuno.

Il freddo di due settimane fa deve averne fatto strage completa perchè non ce n'è più nessuno.
Quando però si è determinati nel voler qualcosa non ci si arrende al primo ostacolo.

Così, recuperati nominativo e indirizzo e-mail dell'Assistant Telethon Scientist del San Raffaele Scientific Institute di Milano,
la richiesta è subito fatta.
Con estrema sollecitudine è già arrivata anche la risposta: anche il Liceo Mascheroni avrà i suoi ceppi selvatici e mutanti di Drosophila da allevare e incrociare, per poter studiare statisticamente la trasmissione dei caratteri e magari osservare le diverse percentuali di ricombinazione.
Estrema la soddisfazione dell'insegnante, che così si diverte.
Più o meno apatica la reazione degli studenti che ben difficilmente riesco ad entusiasmare.
Non ho ancora comunicato la notizia alla nostra assistente di laboratorio che non farà certamente salti di gioia dopo le esperienze degli anni precedenti.
Infatti non apprezza particolarmente le attività di laboratorio con protagonisti animali vivi.






domenica 12 ottobre 2008

Vampiri


Una rientra dopo una giornata massacrante, come tutte le sue giornate, e si trova nel sito della scuola un quesito relativo alle interrogazioni di domani.
Primo s'arrabbia perchè gli alunni aspettano la domenica, con l'aggravante del tardo pomerioggio, per preparare le interrogazioni del giorno dopo.
Secondo s'arrabbia perchè la domanda richiede un'intera spiegazione e si chiede cosa mai si sono appuntati della sua lezione.
Terzo s'arrabbia perchè le informazioni le ha fornite giovedì scorso e di tempo per chiedere a suo avviso ce n'è stato parecchio
Poi fornisce la risposta chiedendosi se è così difficile digitare la parola porfiria e gironzolare tra i diversi siti che ne parlano.
Le porfirie sono un gruppo di malattie rare per la maggior parte ereditarie, dovute ad un'alterazione dell'attività di uno degli enzimi che sintetizzano il gruppo eme nel sangue.
La Porfiria eritropoietica congenita (epatica) o Morbo di Gunther causa anemia emolitica (distruzione dei globuli rossi) e fotosensibilità: i sintomi sono presenti fin dalla nascita. Le urine sono rosso scuro, per la grande quantità di porfirine eliminate. Particolare di questa malattia è l'eritrodonzia: illuminando i denti con luce ultravioletta questi sono rosso fluorescente. La fluorescenza è dovuta alle porfirine che si depositano nel fosfato di calcio dei denti

Il collegamento va ai vampiri: queste figure leggendarie sono state ispirate da questa malattia
Il malato di porfiria non può esporsi alla luce del sole, a causa di un eccesso di porfirine, sostanze che, interagendo con la luce, danneggiano irreparabilmente i tessuti del suo organismo, soprattutto quelli più esposti come l’epidermide, gli occhi, le mucose della bocca.
La porfiria è attualmente incurabile, anche se si è notato che frequenti trasfusioni possono alleviarne i sintomi.
Nello studiarla, tuttavia, ci si è resi conto che le capacità delle porfirine potevano essere utili, nel caso dei tumori, per esempio.
Porfirine sintetiche sono inoculate nel tumore , poi trattato con laser o altre fonti di luce esterna che lo distruggono.
I tumori della pelle o di zone che possono essere esposte alla luce esterna sembrano essere sensibili ad un simile trattamento.
Certo, la mia spiegazione è stata un po' più vivace, ma le notizie basta cercarle.

sabato 11 ottobre 2008

Superenalotto

Il monte premi cresce, cresce e si gonfia a dismisura, ma non scoppierà riversando banconote a pioggia su noi tutti.
Farà di meglio: come da un'enorme cornupia metterà nelle mani di uno solo la ricchezza e la felicità.

Corri che ancora c'è tempo, corri a giocare, un euro, pochi euro.. la fortuna è lì che ti aspetta.

E come affetti da una febbre delirante già vediamo i nostri sogni realizzati, un futuro roseo distendersi ai nostri piedi.
Finita la fatica quotidiana, non sono più necessari l'impegno e la dedizione: basta versare l' obolo e chissà...
Ci chiedessero un contributo straordinario per risollevare il bilancio dello Stato saremmo pronti a protestare a gran voce mentre in questo caso l'euforia di una probabile vincita ci sostiene, siamo felici di contribuire.

Perchè la mente mi rimanda a Pinocchio?

"Finalmente il carro arrivò: e arrivò senza fare il piú piccolo rumore, perché le sue ruote erano fasciate di stoppa e di cenci.

Lo tiravano dodici pariglie di ciuchini, tutti della medesima grandezza, ma di diverso pelame.

Alcuni erano bigi, altri bianchi, altri brizzolati a uso pepe e sale, e altri rigati da grandi strisce gialle e turchine.

Ma la cosa piú singolare era questa: che quelle dodici pariglie, ossia quei ventiquattro ciuchini, invece di esser ferrati come tutte le altre bestie da tiro o da soma, avevano in piedi degli stivaletti da uomo fatti di pelle bianca.

E il conduttore del carro?...

Figuratevi un omino piú largo che lungo, tenero e untuoso come una palla di burro, con un visino di melarosa, una bocchina che rideva sempre e una voce sottile e carezzevole, come quella d’un gatto, che si raccomanda al buon cuore della padrona di casa.

Tutti i ragazzi, appena lo vedevano, ne restavano innamorati e facevano a gara nel montare sul suo carro, per esser condotti da lui in quella vera cuccagna conosciuta nella carta geografica col seducente nome di "Paese deiBalocchi"

Perchè mi irrito di fronte a questo furto legalizzato da parte dello Stato, di fronte al messaggio che educa alla fiducia nella sorte?

"Oggi gioco, mi ha detto un'alunna uscendo da scuola, solo un euro, non investo molto"

Oggi il superenalotto, domani il gratta e vinci, dopodomani una lotteria, il bingo, il videopoker


Corriamo felici e spensierati verso il nostro paese dei balocchi


venerdì 10 ottobre 2008

Museo Scrigno della Natura


Stamane con la classe prima, ed è la quarta volta questa settimana (Bergamoscienza mi ucciderà), sono salita in città alta per un percorso guidato al Museo di Scienze Naturali.
Ci aspettavano come guida quattro ragazzi del Liceo Amaldi di Alzano che ci hanno illustrato le sale del Museo dimostrando una buona preparazione.

La parte più interessante però è stata la visita ai settori normalmente vietati al pubblico.
Siamo infatti saliti nei laboratori a diretto contatto con i conservatori del museo.
Prima tappa: attraversi corridoi tappezzati da armadi stipati di provette e contenitori contenenti organismi sotto formalina, arrivi in una stanza con armadi pieni di cassetti contenenti tutta la collezione Curò di insetti tenuti qui perchè i colori non sbiadiscano nel tempo e le bacheche delle farfalle sono uno spettacolo.
Anche l'armadillo congelato ed estratto dal freezer esercita un certo fascino.

Nulla però a confronto di quanto ci aspetta nel laboratorio vero e proprio.

Perchè qui alcuni animali sono vivi e volendo puoi anche toccarli.

Cominciamo con i bruchetti azzurrini importati per sostituire i nostri bachi da seta affetti da malattia non meglio identificata (esperimento fallito, si ammalano anche loro).

In un recipiente una povera mamma tarantola è morta proprio stamattina e i suoi piccoli le sono ancora tutti sull'addome e prima o poi la abbandoneranno; in un altro una mantide religiosa pigramente ci osserva, decine e decine di insetti-stecco di tutte le dimensioni stanno cercando la fuga, le larve della zanzara tigre sotto la lente di uno stereomicroscopio non danno segni di vita, un ragno pericoloso (dice il cartello) si è rintanato sul fondo e non c'è possibilità di osservazione, bisce di tutte le dimensioni recapitate al museo dopo la cattura sul territorio riempiono recipienti appoggiati ogni dove.
In effetti si respira quel sano disordine tanto simile a quello dei laboratori che frequentavo in università, tanto simile a quello che sempre mi circonda.
Sì, proprio un ambiente dove trovarsi a proprio agio.
Ragazzi stupiti di tutto.

Rifletto: è bello avere tredici-quattordici anni perchè ancora ci si stupisce.
Magari un po' troppo fracassoni per la guardiana che più volte ci riprende e minaccia di espellerci dal museo ma probabilmente non sa più apprezzare gli occhi spalancati di un bambino.

giovedì 9 ottobre 2008

Attese


Poichè dall'ultima volta a parere del mio medico è passato troppo tempo, armata di un mucchietto di moduli bianco-rosa parto da casa per effettuare tutta una serie di accertamenti, con prima tappa il prelievo di sangue.

Tra i diversi ospedali a disposizione scelgo i Riuniti perchè è più facile trovare il parcheggio.

L'animo è predisposto alle lunghe attese, nella cartella tutto quanto fare durante le stesse.

Prima tappa l'accoglienza: la signorina gentilmente ti indica dove si trova l'accettazione.

Tempi richiesti: 20 secondi circa

Seconda tappa: prelevare il bigliettino per l'accettazione e rivolgersi allo sportello.

Tempi richiesti: 2 secondi circa e lo sportello è già lì a tua disposizione, il tempo per digitare un po' di codici e vieni indirizzato alla sala d'attesa

Terza tappa: sala d'attesa piena di sedie e di persone sedute.

Finalmente immagini ti possa sedere, togliere il soprabito, osservare un poco la variopinta popolazione che ti circonda, magari scambiare due parole con qualcuno, togliere l'agenda dalla borsa, preparare le domande da sottoporre agli interrogati, predisporre l'attività della settimana.

Niente di tutto questo: sul display i numeri corrono troppo velocemente, nel giro di tre minuti è già il tuo turno, non hai fatto nemmeno a tempo a metterti seduto che sei nel corridoio verso il box per il prelievo.

Legatura del braccio, due colpettini, l'ago che si infila, quattro provette che si riempiono fino all'orlo, ago sfilato (un po' troppo velocemente con conseguente sussulto), scuse della signora che ha effettuato il prelievo, cerotto con batuffolo di cotone e sei fuori.

In totale sono passati cinque minuti

Osservazione possibile: certo che agli Ospedali Riuniti sono super efficienti ed è da consigliare per chi non volesse perdere tempo

Però a me è sembrato di essere un pacchetto su un nastro trasportatore che senza intoppi ha percorso tutto il tragitto ed è stato scaricato all'esterno.

Sembrerà strano ma la coda mi è mancata

Mai contenta si potrà dire.

Già, mai contenta.


mercoledì 8 ottobre 2008

Bergamoscienza

E' iniziata la VI edizione di Bergamoscienza: anche quest'anno alla città viene offerta una ghiotta occasione di approfondire molti argomenti attraverso conferenze, proiezioni, tavole rotonde, visite guidate e laboratori attivi.
Anche per gli insegnanti è un'opportunità di completamento dei programmi che non deve essere sprecata: infatti le prenotazioni sono sature da tempo.
La nostra stessa scuola, come tante altre, ospita un laboratorio attivo, ideato e gestito da colleghi che con la loro dedizione hanno permesso di realizzare un percorso relativo alle proprietà delle onde, coinvolgendo i ragazzi col ruolo di guida.
Tutto bene quindi?

Complessivamente sì, ma c'è sempre una nota stonata.
Domenica 5 ottobre; Centro Congressi Giovanni XXIII.

Tema: Religione naturale e Religione rivelata
Relatori: un biologo, Edoardo Boncinelli; un filosofo, Orlando Franceschelli; un teologo, Massimo Epis; un matematico, Piergiorgio Odifreddi (non nel ruolo di matematico)
Tre a uno, per par condicio

Tema molto interessante ma dialogo tra sordi, come troppe volte avviene.

Segnalo solo due cose: forse il matematico crede di essere spiritoso quando afferma che durante l'intervento del teologo lui ha dormito, e qualcuno infatti ha riso.
E' noto che alla base della scienza più rigorosa sta il disprezzo totale dell'opinione altrui, un'osservazione così accurata della realtà che ci circonda come si può fare staccando la spina e dormendo, certi che la sede della verità assoluta è nella nostra mente e guai a chi afferma altro, costui il ridicolo e la gogna se li cerca.
Il rispetto degli altri e delle loro opinioni è stato tolto dal nuovo galateo.

Proprio esattamente quanto in trent'anni ho cercato con fatica di insegnare, ma rientrerò nella categoria dello stadio inferiore dell'evoluzione antropologica. Pazienza.
Seconda annotazione: il giornale locale riporta la notizia e chiude l'articolo con "naturalmente esistono anche scienziati non più religiosi, ma più profondi: non dispiacerebbe ogni tanto ascoltarne qualcuno, anche a Bergamo"
Bene, anche se un po' troppo morbido per i miei gusti, troppo riguardo nei confronti dell'organizzazione


Se questi sono stati i relatori chiamati ad intervenire, questi i messaggi che si voleva venissero mandati.


lunedì 6 ottobre 2008

Gardaland


Domenica a Gardaland per l'ultima figlia, che per non essere sola si porta anche l'amica.

Mancava solo lei: le visite di rito per gli altri tre sono ormai lontanissime nel tempo.

Partenza un po' rocambolesca, come tutte le nostre partenze ma nella norma.

Arrivo alla meta con ben quindici minuti di ritardo sull'apertura ufficiale.

Prima discussione: la scelta delle attrazioni non coincide

Si impone la regola del più forte: tutti sul trenino alla ricerca di nostalgiche impressioni.

Concesso il trenino ai "matusa" cominciano le code di attesa per le attrazioni più moderne.

Viaggio ad Atlandide: ingresso che mi viene vietato per le mie condizioni di salute.

Bene, così mentre gli altri sono in coda passo il mio tempo a fare il giro completo, già che ci sono salgo a vedere il panorama dall'alto ma non faccio a tempo a scattare nemmeno una foto perchè prima di aver sistemato la macchina la giostra è già scesa.

Ritorno ad Atlandide decisa che cuore o non cuore sulle altre attrazioni salirò lo stesso.

Inizia la fila per Mammuth: i muretti di cemento sono stati realizzati apposta per non farti vedere quanto è lunga la coda che abbiamo davanti.

Dopo due ore (dico due ore) finalmente saliamo: per montagne russe camuffate dalle ambientazioni non so se valesse la pena. Sottoporre l'organismo a tali accelerazioni, pure quello.

Facciamo finta sia un test da sforzo così evito la visita dal cardiologo.

Alle due è il caso di pranzare.

Brontolamenti delle due minori perchè stiamo perdendo tempo e tante altre attrazioni aspettano.

Ripresa del tour con attese per fortuna più brevi che ci permettono di salire su almeno altre cinque o sei attrazioni, giusto per bagnarsi completamente, tra un pastrocchio di merenda e un altro, tra una strega e un mostro (già tutto pronto con largo anticipo per Halloween)

A chiudere ben tre ore e mezza per percorrere settanta chilometri, con i nostri soliti percorsi alternativi da un lago all'altro, poichè mezza Italia settentrionale pare abbia scelto di trascorrere la domenica fuori porta.

Però le due fanciulle sono state contente.


sabato 4 ottobre 2008

Deodoranti


Perchè non sono così decisa da troncare sul nascere ogni possibile deviazione al nostro percorso didattico?

Presentazione degli epiteli ghiandolari.
Esempio di ghiandola esocrina: brevissimo cenno alle ghiandole sudoripare
Inizio di una divagazione senza fine.

Come funzionano i deodoranti?
Componente adsorbente: talco per assorbire l'eccesso di acqua
Componente disinfettante: alcool per uccidere i batteri responsabili del cattivo odore
Componente vernice: così otturiamo tutti i dotti escretori
Componente profumo: su tutto stendiamo un odore più forte per avere l'effetto coprente.
Il passaggio dai deodoranti ai prodotti a base di fosforo per i capelli ha una logica che mi sfugge.
Ma se parliamo di capelli non si può sorvolare sui prodotti con sali di piombo il cui effetto è togliere il grigio e intossicare le cellule.
Tentativo di riprendere il discorso con gli epiteli sensoriali.
Ma dai chemiocettori del gusto passiamo a quelli dell'olfatto e c'è chi scopre (colpa mia perchè non gliel'ho mai detto prima) che alla base del funzionamento c'è il riconoscimento tra sostanze chimiche e proteine di membrana ed è come gli si aprisse un baratro davanti.

Neanche il tempo per riprendersi che la musica di sottofondo dimenticata su una diapositiva invade l'aula e si porta la classe via, già predisposta a lanciarsi all'esterno visto che mancano cinque minuti alla fine della quinta ora del sabato.

E i connettivi tristemente aspettano il loro momento di gloria per la prossima lezione.

venerdì 3 ottobre 2008

Il mago di Oz

Stamane, sul tragitto per la scuola, inserendo un cd completamente a caso nel lettore (caso favorito dal disordine assoluto che mi perseguita in auto, a casa, nella vita), è capitata una canzone di Vecchioni.
Quello che apprezzo di questo cantautore è il continuo rimando ad aspetti legati alla sua antica professione di insegnante, cioè tutti i riferimenti che si possono trovare nei suoi testi alla letteratura italiana e straniera; quello che apprezzo meno è il linguaggio troppo vicino alcune volte al linguaggio della maggior parte delle persone che mi circonda.
Tornando al testo ascoltato lo riporto perchè seguendolo bene si possano trarre utili insegnamenti.
Soprattutto si rifletta su come ciascuno debba farsi carico dei propri problemi, senza sperare che qualcosa (una bella vincita alla lotteria o al lotto) o qualcuno (salvatore della patria) li risolva al posto nostro.



giovedì 2 ottobre 2008

Stelle


Parlando con i genitori ieri scopro che per ricordare il compagno morto a luglio i ragazzi hanno acquistato una stella per darle il suo nome.

E' difficile nell'equilibrio precario di una serenità di facciata affrontare con loro adesso qualsiasi discorso e lo farò più avanti ma il mercato della vendita dell'estraterrestre merita una annotazione.

Tanti se ne sono già occupati e vi rimando a questi

Un genitore mi ha detto :"Così i ragazzi hanno per un momento trovato consolazione"

Ognuno trova modalità diverse di consolazione perchè il dolore si assopisca e la vita continui, non discuto di questo.

L'importante è che sia ben chiaro che si tratta di un inganno

mercoledì 1 ottobre 2008

Elezione rappresentanti genitori CdC

Mercoledì pomeriggio dedicato all'elezione dei rappresentanti dei genitori nel Consiglio di Classe.
Giorno e orario, ore 16.00, infelici per chi lavora e per i coordinatori.
Solitamente i colleghi si lamentano di dover rientrare nel pomeriggio del giorno libero, ma almeno così mezza giornata sono rimasta a casa.
Certo, non si accavallasse l'appuntamento del dentista dell'ultima figlia, sarebbe meglio.
Appuntamento fissato prima del calendario relativo agli impegni scolastici con l'illusione che avere due figli forniti di patente possa in qualche modo essere utile.
Infatti quando servono diventano irreperibili, dissolti più rapidamente della neve di aprile.
Anche il dentista contribuisce, con l'accumulo dei suoi ritardi, a far inceppare ingranaggi che si incastrano l'un l'altro già a fatica.
Così, necessariamente, non avendo ancora sviluppato nè la tecnica di moltiplicazione di Naruto, ripresa dalla pubblicità della Citroen (ma è colpa mia perchè ho preferito altra marca di automobile) nè il dono dell'ubiquità comincio a preparare la figlia all'abbandono dal dentista per correre a scuola e poi ritornare a recuperarla.
E ti guarda disorientata perchè essendo la sua prima carie avrebbe bisogno di sostegno morale.
(Non è da oggi che i miei figli sostengono di essere abbandonati a se stessi perchè quando servo non ci sono mai)
Ma i due riuniti sono entrambi occupati, per cui l'otturazione è rimandata ad altra data; per oggi solo l'inserimento rapido di quattro elastici.
Partenza, rientro a casa, collezionando tutti i semafori rossi del tragitto, ripartenza e finalmente a scuola.
Genitori che intasano con le automobili la strada che porta al cancello e ti aspetti la folla.
Totale cinque genitori presenti, nella mia classe.
Da ammirare perchè nonostante il giorno, nonostante l'ora, nonostante il ruolo ormai quasi completamente svuotato, però sono venuti lo stesso.
Forse per lo stesso motivo che mi porterà nelle classi dei figli a votare quando sarà il loro turno: la nostalgia per quei Decreti Delegati che tanto hanno significato per noi, studenti di allora.
Ma i nostri ragazzi sanno cosa hanno rappresentato?
Nella riunione Pof di ieri si diceva che la nostra è cultura da sub contrapposta alla loro cultura da surf.
Quando c'è una tempesta però il sub sopravvive mentre il surfista viene completamente travolto