martedì 30 settembre 2008

lunedì 29 settembre 2008

Jean Jacques Rousseau

Sarà probabilmente sbagliato e sicuramente non scientifico ma ho la tendenza a credere alle mie impressioni, alle sensazioni, alle intuizioni al primo colpo.
Ricordo quanto poco avessi amato al Liceo la figura di Rousseau, forse per l'obbligo di leggere tutto il Contratto Sociale o forse proprio perchè certe cose si colgono "a pelle".



Oggi la maggiore doveva comporre un saggio breve con alcuni documenti .
Mi sottopone un estratto dell'Emile che vi trascrivo:
"Nell'unione dei due sessi, ciascuno concorre ugualmente all'oggetto comune, ma non vi concorre nella stessa maniera. Nasce da questa diversità la prima differenza da assegnarsi tra i rapporti morali dell'uno e dell'altro. L'uno deve essere attivo e forte, l'altra passiva e debole: è necessario che uno possa e voglia, e basta che l'altra resista un poco.
Stabilito questo principio, ne segue che la donna è fatta specialmente per piacere all'uomo: che l'uomo debba a sua volta piacere è una necessità meno diretta giacchè il suo pregio sta nella potenza e piace in quanto egli è forte. Questa non è la legge dell'amore, ne convengo, ma è quella della natura, anteriore all'amore stesso.
Se la donna è fatta per piacere e per essere soggiogata, essa deve, invece di provocarlo, rendersi piacevole all'uomo: la sua violenza sta nelle sue attrattive; per mezzo loro essa deve costringerlo a trovare la sua forza e adoperarla.
La rigidità dei doveri dei due sessi non è, e non può essere, la stessa. La donna ha torto quando si lamenta della ingiusta ineguaglianza che vi mette l'uomo: questa ineguaglianza non è un'istituzione umana, o almeno non è l'opera del pregiudizio, ma l'opera della ragione; quello dei due a cui la natura ha dato di generare e costudire i figliuoli deve risponderne all'altro. Non è permesso, senza dubbio, a nessuno violare la propria fede, e qualsiasi marito infedele che privi la propria moglie dell'unico premio degli austeri doveri del proprio sesso, è un uomo ingiusto e barbaro; ma la moglie infedele fa di più: dissolve la famiglia e spezza tutti i legami della natura dando all'uomo figliuoli che non sono suoi; tradisce gli uni e gli altri, unisce la perfidia all'infedeltà.
Dalla buona costituzione dellemadri dipende quella dei figliuoli. ..Tutta l'educazione delle donne deve riguardare gli uomini. Piacer loro, esser loro utili, farsi amare e onorare da loro, educarli da giovani, curarli da grandi, consigliarli, consolarli, render loro la vita piacevole e dolce"

Probabilmente Rousseau è stato uomo del suo tempo, ma il mio unico commento al trascritto, che sicuramente tra i lettori troverà entusiasti sostenitori, è questo: " Che Dio ci salvi dagli illuministi"

domenica 28 settembre 2008

Ciclamini


Nelle vetrine dei fioristi sono ritornati numerosi i ciclamini, giusto per ricordarmi, ce ne fosse bisogno, che si avvicina l'inverno.

Sono i fiori che più facilmente mi muoiono senza che abbia ancora capito se sia perchè manca luce, manca acqua oppure ce ne sia troppa.

Eppure viene descritta come pianta facile da coltivare.


Gli antichi greci assegnavano a questo fiore virtù magiche a causa della sfericità del tubero e la predisposizione del gambo del fiore ad attorcigliarsi a forma di spirale se fecondato e associavano queste forme circolari al cerchio, figura magica rappresentante dell’eterno rinnovamento dell’’universo.

Infatti il nome ciclamino deriva dal greco “kyklos”che significa cerchio.

Le numerose leggende che gravitano intorno a questo fiore però sono, per la maggior parte, incentrate sul liquido velenoso contenuto nelle sue radici tuberose.
Un tempo si pensava addirittura che le donne in gravidanza dovessero evitare di passare vicino ai ciclamini, perchè l'influsso della loro linfa nefasta le avrebbe fatte abortire.
Nel linguaggio dei fiori vuol dire diffidenza, proprio perché le sue radici contengono una piccola quantità di veleno e per questo bisogna diffidare della sua bellezza e dei suoi presunti poteri magici. Non a caso c'è chi lo considera "erba del diavolo".


In effetti nel tubero è presente la ciclamina, un tipo di saponina (glicoside) che la pianta produce per difendersi dall'attacco dei funghi.


Poichè credo che a nessuno tra i miei venga mai la malsana idea di sgranocchiarsi un tubero di ciclamino ricomincerò a comperarli, perchè la speranza di vederli sopravvivere per più di quindici giorni è l'ultima a morire

sabato 27 settembre 2008

Oltre le parole




Forse servirebbe la legenda anche per la vita di tutti i giorni.

venerdì 26 settembre 2008

Natura matrigna

Solitamente sono piuttosto critica nei confronti dei giornalisti per come riportano le notizie attinenti alle discipline che insegno (si veda come recentemente la melamina sia stata storpiata in melanina).
Stavolta però il quotidiano locale è riuscito a stupirmi favorevolmente.
La notizia è di qualche giorno fa perchè sono sempre in arretrato a far tutto, figurarsi a leggere i giornali.
Una pagina intera è dedicata all'allarme lanciato dal centro antiveleni degli Ospedali Riuniti di Bergamo per l'aumento dei casi di avvelenamento dovuti ai prodotti naturali.
E' infatti il periodo dell'anno nel quale per i boschi si va a raccoglier funghi e capita che l'esperto improvvisato ingerisca qualche prodotto tossico. (nella bergamasca dai 10 ai 20 all'anno)
Vengono però segnalati casi più assurdi: overdose di carote (si riveda il post relativo alle vitamine) o ustioni provocate dal lattice dei fichi per abbronzarsi di più; trapianto di fegato reso necessario dall'ingestione di un decotto di piante non meglio identificato; decesso da polmonite conseguenza dalle lesioni provocate da un aerosol di estratto di aloe.
Già abbiamo parlato poi della ricerca nelle piante di sostanze psicotrope sostitutive di droghe di sintesi ma non per questo meno pericolose.
Perchè "naturale" non vuol dire automaticamente sicuro: le tossine più pericolose al mondo sono quelle che si trovano in natura.
Non perchè la natura sia così matrigna nei nostri confronti da volerci avvelenare in modo subdolo: ogni sostanza ha un ruolo ben preciso e indispensabile per la sopravvivenza della specie da cui proviene.
Semmai siamo noi gli sconsiderati che ignorando i pericoli ci affidiamo a falsi esperti o alla nostra ispirazione del momento, con una superficialità che nel caso di assunzione di prodotti chimici di sintesi non ci sfiorerebbe mai.
Cerchiamo di ricordarlo



giovedì 25 settembre 2008

Facebook

Passando vicino alla scrivania del maggiore noto sullo schermo del computer uno strumento nuovo.
(almeno per me che arrivo sempre a scoppio ritardato)
Tre minuti di spiegazione (impossibile avere da lui in regalo più tempo) e via.


Adesso ci sono anch'io.
A cosa serve? Forse solo a collezionare amici virtuali così come un tempo si collezionavano le figurine?
Dipende dall'uso che se ne vuol fare.
Pian piano sto ricucendo tutti i fili; ritrovo studenti dispersi per il mondo e altri che sono rimasti qui accanto ma invisibili.
I loro volti a volte sono così diversi che incontrandoli di persona avrei faticato a riconoscerli, qualcuno già è laureato, sposato, lavora.
Mi sembra di essere una chioccia che richiama a sè i suoi pulcini, pulcini che mi ricordano con l'aggettivo "temibile", ma che rispondono al richiamo.
Sono contenta di ritrovarli anche se vedi la vita riavvolgersi e forse ti rendi conto che ormai la quantità di filo che rimane è poca, troppo poca.
Però dalle loro parole mi consola constatare che un poco del mio umorismo surreale sono riuscita a trasmetterlo e almeno di questo sorrido

mercoledì 24 settembre 2008

Citazione


"Gli ingegneri credono che le equazioni approssimino il mondo reale;

i fisici che il mondo reale approssimi le equazioni;

i matematici, che le equazioni siano il mondo reale."


E tu?

martedì 23 settembre 2008

Ofiuco


Oggi nella simulazione di interrogazioni (fatta per rassicurare i ragazzi di quinta che si sono visti catapultare in classe nell'ultimo anno del liceo la peggiore delle insegnanti di scienze che potesse capitare loro) ci soffermiamo sulla costellazione di Ofiuco.
Non perderò mai infatti l'occasione di mostrare quanto poco l'astrologia sia corrispondente alla situazione delle costellazioni nel cielo. (si veda il post del 1 febbraio 2008)
Ed è talmente avvincente il mito che l'accompagna che val la pena di leggerlo (ecco a cosa si sono ispirati gli autori delle telenovelas)

Ofiuco rappresenta un uomo con un enorme serpente avvolto attorno alla vita. Egli tiene la testa del serpente nella mano sinistra e la coda nella mano destra. Il serpente è rappresentato dalla costellazione del Serpente

I Greci lo identificarono con Asclepio, il dio della medicina.

Asclepio era figlio di Apollo e di Coronis (sebbene qualcuno sostenga che sua madre fosse Arsinoe).

Coronis, figlia di Flegia re dei Lapiti divenne amante di Apollo, questi dovendosi recare a Delfi la affidò in custodia a un corvo dalle penne bianche come la neve. Coronis da lungo tempo nutriva una segreta passione per Ischiys, e lo accolse nel suo letto, benchè fosse già incinta di Apollo.

Prima ancora che il corvo allarmato, fosse partito alla volta di Delfi per riferire lo scandalo e dar prova del proprio zelo, già Apollo aveva divinato l'infedeltà di Coronis e maledisse il corvo perché non aveva accecato Ischys a colpi di becco quando esso si era avvicinato a Coronis.

Per questa maledizione le penne del corvo divennero nere e tali rimasero in tutti i suoi discendenti. Apollo si lagnò con la sorella Artemide dell'offesa ricevuta, e Artemide lo vendicò scagliando contro Coronis un intero turcasso di frecce. Quando si vide dinanzi il cadavere dell'amante, Apollo fu preso da tardivi rimorsi, ma ormai non c'era più nulla da fare.

L'ombra di Coronis era scesa al Tartaro, e sul suo corpo steso sulla pira già si versavano gli ultimi profumi, allorchè Apollo chiamò in aiuto Ermete il quale alla luce delle fiamme che lambivano la pira, liberò dal ventre di Coronis un bimbo ancora in vita.

Il bimbo fu affidato a Chirone, il centauro saggio (rappresentato nel cielo dalla costellazione del Centauro).

Chirone allevò Asclepio come un figlio e gli insegnò le arti della guarigione e della caccia.

Asclepio divenne talmente abile nella medicina che non solo riuscì a salvare vite umane, ma anche a resuscitare i morti.

Una volta, a Creta, Glauco, il giovane figlio del re Minosse, mentre stava giocando cadde dentro un barattolo di miele e vi annegò. Asclepio era intento a osservare il corpo di Glauco, quando un serpente si avvicinò. Lui prontamente l'uccise con il suo bastone; allora si fece avanti un altro serpente con in bocca un'erba che depose sul corpo di quello morto, che magicamente ritornò in vita. Asclepio prese la stessa erba e la pose sul corpo di Glauco, e l'effetto magico si ripeté.

A causa di quest'incidente, Ofiuco è rappresentato in cielo con in mano un serpente, che è divenuto il simbolo del recupero della salute per la caratteristica che i serpenti hanno di cambiare pelle ogni anno, come se ogni volta rinascessero.

Alcuni, però, dicono che Asclepio ricevette dalla dea Atena il sangue di Medusa la Gorgone.

Il sangue che sgorgava dalle vene del suo fianco sinistro era velenoso, ma quello del fianco destro aveva il potere di fare risorgere i morti.

Uno degli uomini che si suppone Asclepio abbia resuscitati fu Ippolito, figlio di Teseo, che morì precipitando dal suo carro (qualcuno lo identifica con la costellazione dell'Auriga).

Mentre prendeva le erbe guaritrici, Asclepio toccò per tre volte il torace del ragazzo, pronunciando parole propiziatrici ed Ippolito sollevò la testa.

Ade, dio del Mondo dell'Oltretomba, si rese presto conto che il flusso di anime morte nel suo regno si sarebbe drasticamente ridotto se questa tecnica fosse diventata di conoscenza comune. Protestò presso Zeus, il dio suo fratello, e quello colpì Asclepio con la folgore.

Apollo si sentì oltraggiato per il trattamento severo riservato a suo figlio e si vendicò uccidendo i tre Ciclopi che forgiavano le folgori di Zeus.

Per placare Apollo, Zeus rese Asclepio immortale (date le circostanze non era certo possibile riportarlo in vita) e lo pose fra le stelle come costellazione di Ofiuco.


Conclusione: l'astrologia è per i creduloni ma le favole sono tanto belle

lunedì 22 settembre 2008

Caccia grossa

Eppure sembrava una giornata normale, nulla lasciava presagire quanto stava per compiersi.
Pranzando guardo fuori dalla finestra e vedo il gatto che sale su una delle sedie poste in giardino.
Niente di particolare: a volte appoggio il suo cibo sul tavolo e ci sale per mangiare.
Ma si sofferma troppo a lungo sulla sedia e con la zampa muove qualcosa.
La mia vista da falco mi impedisce di mettere a fuoco con cosa stia giocando però intuisco qualcosa di scuro
Poichè ogni domanda ha diritto ad una risposta, mi alzo per guardare da vicino.
E scopro che dopo tre anni di tentativi falliti il mio gatto ha catturato il suo primo topolino.
Da restare sconvolti
Non più farfallette distratte o lucertole appena nate, no. Un topolino vero e proprio.
Con la zampa cerca di rianimarlo senza successo. Poi cerca di rosicchiarlo un poco. Invano.
Infatti il povero topolino è lì con la coda stecchita: tipico esempio di rigor mortis (per i miei alunni:si ripassi la contrazione muscolare e l'effetto del blocco delle teste della miosina).
Vorrei sapere dove è avvenuta la cattura, ma questo resterà un mistero insoluto.
Diffondo la notizia.
La figlia minore si complimenta col gatto e come ricompensa gli riempie la ciotola di croccantini.
Ricompensa per cosa?
Bisogno di cibo non ne aveva certo, bisogno di uccidere il topolino men che meno.
Avesse voluto giocare c'era sempre a disposizione il topolino vibrante comperato nelle fogne di Parigi.
Prelevo il trofeo e lo metto sotto la cenere del camino.
Il gatto continua a gironzolare tra le sedie a cercare il suo topo.

domenica 21 settembre 2008

Vendemmia


Oggi vendemmia dell'uva bianca, di quel poco che ha resistito all'attacco della peronospora, il più feroce degli ultimi anni.
Partenza con calma; il lavoro che ci attende è poco e poi fa anche freddo: detesto l'aria gelata che scende dai Balcani a rubarmi cinque gradi almeno dal termometro.
Siamo nel vigneto alle 10.00: il Pinot bianco raccolto sta tutto in un recipiente di un metro di diametro e sessanta centimetri di altezza.
Sono grappoli rinsecchiti con qualche acino sopravvissuto qua e là.

Lo Chardonnay va un poco meglio, anche se presenta un poco di botrite.
Per le 11.30 la raccolta è finita e il lavoro prosegue in cantina.
Ho dimenticato a casa il mostimetro: non posso fare la previsione del grado alcolico se non assaggiando il mosto, dolcissimo.
In totale verranno 70 - 80 litri di Valcalepio: per me basta e avanza.

Mentre aspetto accendo il fuoco per il pranzo: almeno un poco di calore.
Poi il fuoco mi piace: ne sento il richiamo come sento il richiamo dell'acqua di un fiume che scorre, un richiamo insistente.

Ho raccolto 11 castagne scendendo dal vigneto.
Le appoggio sulla piastra di ghisa.
Scoppiettano perchè non le ho tagliate, lacerandosi da sole.
Le prime caldarroste della stagione, del lunghissimo e freddo inverno che mi aspetta al varco. Non è ancora l'equinozio di autunno e vorrei già fosse quello di primavera.

Domenica prossima si replica con la raccolta dell'uva rossa.


Notazione di pura cronaca: il grande acceleratore di Ginevra è stato fermato
(bastano le osservazioni e i commenti dei post precedenti)

sabato 20 settembre 2008

A lezione

Sono passati solo dieci giorni di lezione e la gioia cresce proporzionalmente alla soddisfazione

venerdì 19 settembre 2008

Follia da graffette


Staple guns: becuase duct tape can't make that "KaChunK" noise


Precisazione: dedicato all'alunno che mi usa la fionda in classe (alunno che è finito appeso sul soffitto)

giovedì 18 settembre 2008

Anomalie cromosomiche

Cominciato il programma di biologia in terza: mitosi, meiosi, cariotipi, anomalie cromosomiche.
Dati tecnici: tutti dormono per cui si procede. Rarissimi interventi giusto perchè l'insegnante continua a "stufare" e almeno si calma.
Un po' più di vigilanza quando si parla della procedura per ottenere un cariotipo.
Così si impara che per simulare un delitto non si può usare sangue di pollo perchè i globuli rossi con nucleo verrebbero subito scoperti.
Lo stesso per il corpo di Barr, presente solo nei nuclei delle cellule femminili: difficile far passare sangue di maschio per sangue di femmina e viceversa. A meno di non capitare con un individuo XXY
Interesse subito spento perchè nessuno ha intenzione di svolgere l'attività del poliziotto della scientifica, con buona pace dei diversi CSI
Forse un nuovo bagliore quando ricorderò loro le carceri inglesi e i detenuti XYY, giusto perchè si sfiora lo scabroso.



E per condire il tutto arriva anche dal pulpito della cattedra la difesa del diverso.
Perchè essere affetto da una sindrome non è detto sia la fine del mondo, perchè la felicità non dipende dal numero di cromosomi, dalla perfezione fisica.
Perchè la pietà di chi decide per un altro è più che altro pietà di se stessi
Perchè in un mondo tutto in discesa ogni fatica deve essere rimossa, tagliata alla radice
Ti guardano e resta un mistero cosa pensino
Ti chiedi: e se, dato lo stile da invasata, scatenassi la reazione opposta?
Anni fa un alunno intervenendo mi ha detto: "Secondo me è giusto eliminarli, lei ha quattro figli normali"

Vero: è facile così fare prediche
Quanti pensano lo stesso e semplicemente non me lo dicono?

mercoledì 17 settembre 2008

Amore


Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t'amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l'ombra e l'anima.

T'amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.

T'amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t'amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti

che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.
P. Neruda



Farò della mia anima uno scrigno
per la tua anima,
del mio cuore una dimora

per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro
per le tue pene.
Ti amerò come le praterie amano la primavera,
e vivrò in te la vita di un fiore
sotto i raggi del sole.
Canterò il tuo nome come la valle
canta l'eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima
come la spiaggia ascolta
la storia delle onde.
K. Gibran

E se amore fosse rimanere in silenzio?

martedì 16 settembre 2008

Condotta

Collegio Docenti.
Tra i numerosi punti all'ordine del giorno anche l'esame del Decreto Legge 1 settembre 2008 n. 137 :misure urgenti in materia di istruzione e università

Art. 2: valutazione del comportamento degli studenti
"A decorrere dall'anno scolastico 2008/2009, la valutazione del comportamento è espressa in decimi, concorre alla valutazione complessiva dello studente e determina, se inferiore a sei decimi, la non ammissione al successivo anno di corso o all'esame conclusivo del ciclo."
Discussione: vuol dire che il voto di condotta fa media?
Parrebbe tale l'interpretazione della norma
Ma se fa media non possiamo più dare i dieci, i nove, gli otto...farebbero schizzare le medie degli studenti troppo in alto (non sia mai, chissà che punti di credito poi).
Il cinque andrebbe riservato a chi fa qualcosa di grave, gravissimo (tipo ammazza l'insegnante)
Ma se continuiamo a partire dal dieci, bisognerà segnare in modo certosino tutte le infrazioni: il tale usa il telefonino, il tal altro sta copiando i compiti della lezione successiva, l'altro ancora non consegna nel tempo stabilito le verifiche firmate, l'ultimo della fila si distrae, chiacchiera con il compagno, oppure quello mi guarda ma sta pensando alla morosa. Tutto rigorosamente segnato sul registro così che allo scrutinio si arrivi con la lista della spesa e si depennino via via i voti di condotta. Perchè bisogna essere precisi: la nostra parola contro la loro. E bisognerà pure comunicare a casa ogni infrazione per evitare che genitori agguerriti ci aggrediscano per un sei in condotta.
Mentre si discute mi ricordo del "Piccolo scrivano fiorentino" di De Amicis e infatti viene un poco da piangere.
Per fortuna ci sono anche interventi a sottolineare che forse più che le infrazioni, andrebbero premiata la partecipazione attiva, gli interventi costruttivi durante le lezioni, l'attenzione costante, l'impegno profuso anche per attività estrascolastiche. Perchè dopo tutto, anche se si fatica a credere, non siamo proprio tutti dei cerberi repressi, felici dell'opportunità di cogliere gli altri in fragrante.

Risultato: verrà istituita apposita commissione per proporre ad un futuro collegio l'approvazione dell'opportuna griglia da usarsi.

Aspettate quindi fiduciosi


lunedì 15 settembre 2008

Torta rovesciata d'ananas


La mia cucina continua ad essere il campo di battaglia per gli esperimenti più azzardati.

Adesso non ci si limita più a cercare ricette qua e là: si seguono programmi televisivi ad hoc così si ha modo di verificare con immagini e commenti "dal vivo" i prodotti culinari più strampalati, tutti però accumunati da un conteggio calorico esagerato.

Dovrei solo cominciare a preoccuparmi perchè nonostante tale dieta mi sembra di perdere massa corporea a vista d'occhio e ciò probabilmente non è un bene.


Ingredienti:
250 grammi di zucchero
250 grammi di burro
250 grammi di uova (circa 4 o 5 dipende dalle dimensioni)
250 grammi di farina
16 grammi di lievito
1 baccello di vaniglia
5 fette di ananas
granella di noci o nocciole
zucchero di canna


Preparazione:

Si frullino assieme la vaniglia, lo zucchero e il burro.

Si aggiunga un uovo per volta e si mescoli

Si aggiunga il lievito e la farina setacciata

Si lasci riposare l'impasto mentre si prepara lo stampo da 25-30 cm.

Lo stampo deve essere oleato e si distribuisca sul fondo lo zucchero di canna e la granella di noci fino a rivestirlo.

Si appoggino le cinque fette di ananas senza sovrapporle

Si ricopra il tutto con l'impasto

Si metta in forno preriscaldato a 180° C per 40 minuti


Buona merenda

V e ultima puntata

domenica 14 settembre 2008

Distrazione colpevole














Dopo ben tre anni di utilizzo del testo di chimica, noto soltanto oggi come l'inizio di ogni modulo presenti la riproduzione di un'opera d'arte.

Una superficialità imperdonabile (la mia) e un pregio da segnalare (quella del testo).

Infatti qualcuno più attento di me sarà riuscito ad utilizzare il testo di chimica anche per approfondire lo studio dell'arte.

Perchè alcune riproduzioni sono notissime, ma altre stimolano la ricerca.

Così "La voce dell'aria" di Magritte invoglia a cercare immagini di altre sue opere, ad aprire un poco i nostri ristretti orizzonti.

Mi rimane un interrogativo: ma con quale criterio gli autori hanno operato la scelta?
Forse "L'empireo" di Noland richiama l'atomo di Bohr, ma "La persistenza della memoria" di Dalì che rapporto ha con le reazioni e l'equilibrio?

Riscoperta di Magritte





venerdì 12 settembre 2008

Rientro

E così sono ricominciate le lezioni anche nella nostra scuola: lo spirito vacanziero si è presto dissolto, in particolare tra i docenti, perchè qualche alunno, a dire il vero, ancora indugia in immagini estive, bloccato a forza tra i banchi ma con la mente che spazia altrove.

Un suggerimento per i colleghi: mai, dico mai, azzardatevi ad impostare ripassi contando sulla collaborazione degli studenti.

E' come se dell'acido solforico rovesciato sulle loro menti avesse bruciato quel poco che eravate riusciti a far germinare l'anno precedente, avesse abraso addirittura il terreno esponendo roccia viva, perfettamente pulita e brillante, capace solo di rimandarvi l'eco delle vostre domande.

Potrebbe sorgere sconforto e quasi disperazione per le ore e ore di lezione sparite nel nulla.

Perchè tanto "soffrire" da entrambe le parti se poi i risultati a pochi mesi di distanza sono questi?

Ma poichè sono ottimista di natura, mi sostiene la speranza che nel profondo, tra le crepe della roccia viva, qualche seme sia rimasto intrappolato, riparato dal dilavamento incessante che le menti subiscono e che prima o poi (forse molto poi) possa sospendere il suo letargo e portare finalmente frutto.











giovedì 11 settembre 2008

I bottoni di Napoleone



Ormai si ricomincia e quindi è finito anche il tempo per le letture estemporanee.

Chiudo con la recensione de " I Bottoni di Napoleone" di Le Couteur Penny e Burreson Jay.


Rivelando gli stupefacenti collegamenti di natura chimica tra fatti apparentemente scollegati, gli autori presentano nel libro 17 gruppi di molecole che hanno cambiato il corso della storia, arrivando a determinare moltissimi aspetti della nostra vita quotidiana. Il lettore apprenderà per esempio come i bottoni delle uniformi dell'armata napoleonica, fatti di stagno, si sbriciolassero alle basse temperature, mettendo in notevoli difficoltà i soldati impegnati sul fronte russo (e, chissà, ipotecando così l'esito della campagna); come un banale incidente domestico con un grembiule detonante ebbe come conseguenza lo sviluppo dei moderni esplosivi e la nascita dell'industria cinematografica; come la passione degli europei per la caffeina, una molecola che dà una blanda dipendenza, finì per portare alla rivoluzione comunista in Cina.

Questo e altro è sostenuto dagli autori.

Comincio con i pregi: le informazioni di carattere chimico sono estremamente dettagliate e precise, non presentano errori e la lettura potrebbe essere un buon veicolo di approfondimento per lo studio delle molecole organiche. Se gli studenti di quarta non fossero così lamentosi potrei anche obbligarli a leggere il libro.

Gli aneddoti raccontati sono molto piacevoli da leggere e lo sfondo storico ritengo sia indispensabile nella descrizione dei progressi della chimica, come di tutte le altre materie che insegno

Però per tante molecole citate mi sembra che i pericoli associati al loro uso vengano spesso minimizzati (si veda tutta la parte relativa ai fenoli e ai coloranti), salvo scagliarsi poi contro i fluorocarboderivati in modo forse eccessivo (e non capisco perchè o polemica come sono non voglio scrivere i sospetti)

Anche le valutazioni relative agli ormoni steroidei o alle sostanze da dipendenza risultano piuttosto opinabili

E, per finire, che il corso della storia sia stato modificato dalle molecole citate è un'affermazione a mio parere troppo azzardata, senza possibilità di verifica alcuna e a volte anche "tirata per i capelli".

Nonostante ciò, in conclusione, continuerò ad inserirlo nella lista dei libri da leggere durante le vacanze

mercoledì 10 settembre 2008

Per la vostra tesi

One sunny day, a rabbit came out of her hole in the ground to enjoy the fine weather. The day was so nice that she became careless and a fox snuck up behind her and caught her.

"I am going to eat you for lunch!" said the fox. "Wait!" replied the rabbit," You should at least wait a few days."

"Oh yeah? Why should I wait?"

"Well, I am just finishing my dissertation on 'The Superiority of Rabbits over Foxes and Wolves.'"

"Are you crazy? I should eat you right now! Everyone knows that a fox will always win over a rabbit."

"Not according to my research. If you like, you can come into my hole and read it for yourself. If you are not convinced, you can go ahead and eat me for lunch."

"You really are crazy!" said the fox, but since the fox was curious and had nothing to lose, it went into the hole with the rabbit.

The fox never came out.

A few days later, the rabbit was again taking a break from writing when a wolf came out of the bushes and was ready to set upon her.

"Wait!" yelled the rabbit," You can't eat me right now."

"And why might that be, my furry appetizer?" said the wolf.

"I am almost finished with my dissertation on 'The Superiority of Rabbits over Foxes and Wolves.'"

The wolf laughed so hard he almost let go of the rabbit. "Maybe I shouldn't eat you--you really are sick in the head! You might have something contagious."

"Come and read it for yourself, you can eat me afterwards if you disagree with my conclusions."

So the wolf went down into the rabbit's hole...and never came out.

The rabbit finished her dissertation and was out celebrating in the local lettuce patch.

Another rabbit came along and asked, "What's up? You seem very happy."

"Yup, I just finished my dissertation."

"Congratulations! What's it about?"

"'The Superiority of Rabbits over Foxes and Wolves.'"

"No way! That can't be right."

"Oh, but it is. Come and read it for yourself."

So the two rabbits went down into the rabbit hole. As they entered, the friend saw the typical graduate abode. A computer with the controversial work was in one corner surrounded by discarded papers. And on one side of the room there was a pile of fox bones, while on the other side there was a pile of wolf bones. And in the center, there was a large, well-fed lion.

The moral of the story:

The title of your dissertation doesn't matter. The subject doesn't matter. The research doesn't matter. All that matters is who your advisor is.

martedì 9 settembre 2008

Dublino


Leggendo "Saghe e racconti dell'antica Irlanda":

Perchè Dublino è così chiamata? E' presto detto.


Dub, figlia di Rodub figlio di Cas figlio di Glas Gamna era moglie di Enna figlio di Nos del sid di Forcartan.

Enna aveva un'altra moglie, Aide figlia di Ochenn figlio di Cnucha e quando Dub, che era druida e poetessa, lo seppe, in preda alla gelosia andò sulla riva del mare, di fronte alla casa di Ochenn.

Cantò poi un incantesimo sopra le acque, così che Aide fu annegata nella sua stessa dimora insieme a tutta la famiglia.

Tuttavia un servo di Ochenn, di nome Mairgine, la vide, scagliò un caer clis con la fionda e colse Dub sul suo cammino, facendola precipitare dentro una pozza d'acqua (linn).

Viene da questo il nome Dub-linn

Relax II

Lo so che è vecchia ma le vacanze sono agli sgoccioli e serve a preparare lo spirito giusto.


Per una ricerca scientifica un geologo, un fisico ed un matematico vengono rinchiusi in tre stanze serrate dall'esterno, lasciando a disposizione dei malcapitati solo carta e penna, e si dice loro di trovare la maniera di uscire di lì.


Il geologo usa la penna come un martello trova il punto debole della porta e riesce a sfondarla, uscendo praticamente subito.

Il fisico studia con attenzione la porta e dopo molti calcoli trova il carico di rottura del materiale di cui è composta la porta e riesce a sfondarla.

Il matematico però non esce.

Allora gli scienziati decidono di aspettare ancora; dopo alcuni giorni, decidono di aprire la porta, convinti che il matematico sia ormai morto.

Quando aprono, trovano il matematico stremato, al centro della stanza, in un mare di fogli.

Ne prendono uno e vi leggono: "Supponiamo per assurdo che la porta sia aperta..."

lunedì 8 settembre 2008

Esperimento CERN



Riporto in modo sintetico la notizia, tralasciando dati tecnici troppo astrusi (tipo cosa siano i bosoni di Higgs):

Si terrà il prossimo 10 settembre 2008 al Cern di Ginevra l'esperimento che ricreerà le condizioni dell'universo immediatamente dopo il big bang. La struttura dell'acceleratore di particelle si estende per 27 chilometri a una profondità di 100 metri sotto le montagne svizzere. Nell'esperimento un fascio di protoni farà il suo giro di prova nell'anello del Cern per ricreare artificialmente un piccolo buco nero all'interno del laboratorio internazionale di fisica di Ginevra. Lo studio sarà utile per comprendere l'origine dell'universo e per capire meglio la sua composizione attuale.

La possibilità di ricreare in laboratorio un buco nero, seppure piccolissimo, ha causato molte proteste tra chi teme che l'esperimento si trasformi in tragedia. La scarsa conoscenza di questi fenomeni non esclude l'ipotesi che il piccolo buco nero inneschi un processo irreversibile, destinato ad attirare a sé tutta la materia del globo e dello spazio circostante.
Secondo gli scienziati del CERN queste paure sono prive di fondamento scientifico. L'esperimento consentirà di compiere un grande balzo in avanti sul cammino del progresso scientifico.

Allora interpello Matteo che è a diretto contatto con i suoi compagni della Bicocca che ci stanno lavorando.

La sua risposta non è proprio quella ufficiale del CERN:

- mi sembra insensato il collegamento in eurovisione per vedere accendere una macchina che arriverà a funzionare a regime verso la fine di ottobre

- dai conteggi fatti il buco nero eventualmente formantesi inghiottirebbe un atomo ogni anno, fai i conti per vedere cosa impiega a inghiottire la terra (non si capisce perchè i suoi conti siano così diversi da quelli dei catastofisti: 4 giorni al massimo per lo stesso risultato)

- se si accorgono che c'è qualcosa che non va spengono subito la macchina (allora stiamo tranquilli!)

E coglie subito l'occasione, lui fisico teorico, per sottolineare tutto il suo scetticismo nei confronti dei fisici sperimentali.


Nell' attesa, neanche troppo angosciante, guardiamoci un video bellissimo:


domenica 7 settembre 2008

Moscato si Scanzo

In questi giorni si sta svolgendo la terza edizione della manifestazione "Strada Del Moscato di Scanzo e dei sapori scanzesi" col fine di promuovere la diffusione del nostro vino d.o.c.

Riprendo dal sito del Consorzio:


il Moscato di Scanzo è un tipico vino da meditazione, colore rosso rubino carico, estremamente profumato con predominanza di frutti di bosco, marasche, che con l'invecchiamento tende ad assumere, in predominanza, il gusto di composta di frutta; in retrogusto sapori di incenso e di pietra focaia.


In effetti a me non piace molto, sarà forse per la pietra focaia....


Visita però obbligatoria, con saluti e sorrisi agli espositori, nel palazzetto riempito da torme di estimatori muniti di bicchiere per gli assaggi.


L'amministrazione comunale ha organizzato anche una serie di spettacoli per tanto pubblico e ho assistito all'esibizione di Luciano Ravasio.


Non che il folk sia proprio il mio genere musicale preferito, nè hanno mai riscosso particolari simpatie le posizioni oltraniste padane, però osservare come nel pubblico non ci fossero bambini per la maggior parte dei quali il dialetto è più incomprensibile dell'arabo, mi ha fatto pensare come sia triste che pezzi di cultura vengano così superficialmente persi.



Riporto due canzoni: la prima perchè faccia riflettere sulle scelte sempre lungimiranti di chi pianifica il territorio e la seconda per il gusto di far rivoltare i "baronetti" nella tomba






Giustifica
Ultima annotazione: all'uscita incontriamo ben tre vigili intenti ad aiutare i parcheggiatori.


Nessuno munito di etilometro.

sabato 6 settembre 2008

Richieste da insegnante

Commiato


Ora che tuo figlio è morto

dissolto in coaguli bruni,

o forse non era mai nato,

è spezzato l’ultimo filo,

nulla più ti trattiene.



È già immota l’aria

ferita dalla tua presenza

L’acqua si è richiusa

cancellando le tracce.



La sfida completamente persa

La crudeltà tracanna il trionfo

ebbra della sua vittoria

venerdì 5 settembre 2008

Racconto










Un viandante era inseguito da una tigre.
Per mettersi in salvo si gettò dentro a un pozzo, ma mentre cadeva vide che sul fondo c'era un drago che aveva spalancato la sua enorme e orrida bocca per divorarlo.
L'infelice si attaccò ai rami di un cespuglio selvatico cresciuto nelle fenditure delle pareti.
I rami erano esili, e lui pensò che presto avrebbero ceduto e sarebbe finito nelle fauci del drago.
Ma se avesse cercato di arrampicarsi sarebbe finito in bocca alla tigre che l'avrebbe divorato.
Il viandante si accorse che c'erano due topi, uno bianco e uno nero, che rosicchiavano il fusto del suo cespuglio.
E scoprì poi che sulle foglioline del cespuglio c'erano delle gocce di miele e le leccò.


Pensò che quello era il miele più buono del mondo e che adesso poteva morire contento.



Cosa significa?

giovedì 4 settembre 2008

Il gabbiano di sale



Finito anche l'ultimo romanzo della trilogia scritta da Franco Scaglia.

Sembrava abbastanza noioso nella parte iniziale e invece è riuscito a diventare molto coinvolgente, così da farmi trascurare le numerose incombenze della vita quotidiana per poterlo concludere velocemente.

Un'incombenza trascurata in più o in meno ormai non fa più differenza nell'accavallarsi dei miei propositi destinati a rimanere nel limbo delle buone intenzioni.

C'è come per gli altri qualche passaggio poco sereno ma è abbastanza ovvio descrivendo la situazione di Gerusalemme e dell'intera regione.

Il romanzo è comunque veramente bello e ne consiglio la lettura

Fisica a tavola

Non si tratta di un nuovo corso di approfondimento in cantiere per fare compagnia a chimica a tavola.
E' solo la trascrizione dei discorsi che si possono ascoltare alla mia tavola.

Fra: "Certo che in un primo momento pensavo che la camera per verificare direttamente l'azione della forza di Coriolis al Museo delle Scienze di Parigi fosse una camera con assenza di gravità"

Mat: "Scusa ma che c'entra l'assenza di gravità con Coriolis?"

Fra: "Stesso anno del programma di fisica. Volteggiare nell'aria sarebbe stato meglio, lì veniva solo da vomitare"

Lu: "Però non funziona, perchè con le palline io sono riuscita a colpire il bersaglio"

(Spiegazione necessaria per il lettore: in una stanza chiusa, il visitatore viene invitato a seguire linee tracciate sul pavimento e ha modo di verificare direttamente l'azione della forza di Coriolis perchè è sospinto verso la parete o verso il centro della stanza a seconda della direzione di marcia. Inoltre si può osservare lo spostamento su due fili di acqua che si toccano a meccanismo fermo e non si toccano più quando la sala viene attivata. Si è anche invitati a centrare bersagli con palline di gomma e si possono osservare le deflessioni)
Fra: "Certo che sei riuscita. Tu sei bassa e sui bassi il meccanismo non funziona" (!!!!)

Mat: (studente dui fisica inorridito alle parole del fratello ma con un grande rimpianto) "Con tutti quei bambinetti che si sono accaparrati le palline io non ho potuto neanche fare la prova"



mercoledì 3 settembre 2008

Dipartimento

Riunione di dipartimento stamane:
l'insegnante deve valorizzare l'uso del laboratorio






Seminari

Adattamento: dai seminari universitari potremmo trasferirla ai corsi di approfondimento per insegnanti.

martedì 2 settembre 2008

Desideri


Leggendo "Il Gabbiano di Sale" di F. Scaglia (era necessario finissi la trilogia anche se ho sbagliato la sequenza) c'è un passaggio sul quale soffermarsi.

"Anche l'uomo più coraggioso ha paura spesso dei suoi desideri. E se prova ad ucciderli, circolano poi come veleno nel suo corpo e diventano violente ondate di rimpianti. Bisogna allora cedere alle tentazioni, perchè se resisti troppo ti ammali del desiderio di ciò che ti sei vietato."

Il richiamo a Epicuro è abbastanza facile, quel che mi stupisce è che nella finzione letteraria chi pensa quanto riportato sia il Custode di Terra Santa.

Urge una riflessione su cosa sia il desiderio e se ogni desiderio sia lecito e possa quindi essere soddisfatto

Il materiale a disposizione è tantissimo: si potrebbe leggere il Fedone di Platone, l'Etica di Spinoza, la Genealogia della Morale di Nietzsche e tanti altri da Kant, a Marx, a Schopenhauer.

Non credo troverò mai il tempo per fare tali letture e dovrò limitarmi alle brevi recensioni fatte da altri.

Peccato.

Chissà se questo post potrà fungere da spunto per la trattazione dell'argomento all'esame di stato, perchè di crisi del '900 sono ormai satura.


lunedì 1 settembre 2008

Mogli disperate

Poichè la serie precedente di strisce pare essere troppo surreale, avviciniamoci di più alla sensibilità degli alunni.
(su suggerimento della figlia maggiore)