mercoledì 31 dicembre 2008

L'anno che verrà



Altro giro, altra corsa

martedì 30 dicembre 2008

Stelle



Nell'aria nitida della sera appaiono ben visibili le stelle.

Fa così freddo che l'umidità condensa subito, lasciando il cielo pulito

Ben visibili verso sud Venere e Giove appaiono per primi e quindi non c'è pericolo di confonderli con le stelle vere e proprie.

Tante stelle appese anche sulle nostre strade.

Stelle a cinque punte.

Eppur ne esistono anche di sei, di sette, ciascuna con un significato diverso.



Stelle a cinque punte a richiamare il pentacolo?



Ogni punta un suo significato e all'apice lo spirito?



Oppure capovolgiamola facendone l'emblema del satanismo.

Se semplicemente osservassimo bene ci accorgeremmo che le stelle hanno la forma di sfera, non hanno nè cinque, nè sei, nè sette punte.



Ed è del tutto normale conoscendo come agisce la forza di gravità


Semmai per distinguerle nei disegni dal sole, che proiettato su uno schermo appare bianco, coloriamole di rosso, di giallo o di blu come realmente sono.


Post prosaico

lunedì 29 dicembre 2008

Gelo


Partenza alle nove del mattino.
La temperatura esterna è ancora a -3°C
Il ghiaccio sul vetro non si scioglie con l'attrito dell'aria e non vedi nulla all'esterno.
Così come d'estate non funziona il congelatore, d'inverno non va il riscaldamento.
Muniti di coperte per un viaggio di tre ore.
Ho dimenticato la bolla dell'acqua calda e le doppie calze isolano per poco
Le mani dentro ai guanti imbottiti sono già senza sensibilità.
Il vapore emesso dalla nostra respirazione appena tocca il vetro brina e adesso c'è ghiaccio anche all'interno
Un foglio di giornale è troppo poco: solo con le unghie si riesce ad aprire uno spiraglio per non schiantarsi in autostrada
Il calore di sei persone comincia a farsi sentire e a Brescia la temperatura esterna è 0° C
Il ghiaccio interno comincia a sciogliersi e lentamente, molto lentamente la temperatura aumenta
Cominciano ad essere scartate le coperte, poi è la volta delle sciarpe.
A Vicenza tutto è imbiancato dalla neve però possiamo togliere i cappotti
Da Mestre l'aria esterna sposta l'automobile ma appare un timidissimo sole su uno sfondo grigio.
A Jesolo se abbandoni l'auto la bora ti strappa la pelle dal viso.
Il pranzo al ristorante non dura a sufficienza per riscaldare le ossa
Nel viaggio di ritorno ci accoglie la neve, sempre più fitta

Tutto questo per svuotare la caldaia

Ma vuoi mettere l'avventura verso il Polo Nord e ritorno?
Ci sono mancate soltanto le aurore boreali.

domenica 28 dicembre 2008

Icone


Non solo lettura, più o meno impegnata, durante le vacanze natalizie.
Anche la visita alle mostre. Prima nell'ordine la visita a "Icone. Parola di Dio scritta nei colori" presso il Museo d'arte e cultura sacra a Romano di Lombardia.

La nostra guida ci ha spiegato come si preparavano le icone a partire dalla tavola di legno, come si preparasse il fondo utilizzando quali mordenti l'albume d'uovo o la mucillagine di storione, come si iniziasse a dipingere partendo dalla base e lasciando gli occhi per ultimi.
Perchè quando si dipingono gli occhi, l'icona prend vita.
Uno spaccato della vita russa dal XVII al XIX secolo, uno spaccato sulla diversa visione degli avvenimenti descritti nei Vangeli dagli ortodossi.
Mi sono rimaste anche curiosità irrisolte.

Perchè ad esempio, vicino al ritratto della Madonna, vengono dipinti un angioletto nero alla sua destra e un angioletto rosso alla sua sinistra?
Fosse in un'unica icona potrebbe essere un caso, ma compaiono nella quasi totalità delle esposte.
Angioletto, poi non è nemmeno il termine appropriato.

Perchè con quattro ali sono i cherubini.

Occasione per ripassarsi tutta la
gerarchia angelica
Così come la diversa visione dell'annunciazione, il significato dell'iconostasi, il culto attribuito a Costantino, la rappresentazione di Gesù che non è mai bambino ma ha sempre il volto di un adulto e persino nella capanna di Betlemme è già avvolto nel sudario.


Se per caso passaste nelle vicinanze di Romano vi consiglio la visita

sabato 27 dicembre 2008

Somiglianze


Se sostituiamo alla bicicletta un'automobile c'è una vaghissima somiglianza...

venerdì 26 dicembre 2008

Meteore


Durante le vacanze ho deciso di rileggere tutta la raccolta dei Peanuts e di riportare alcune strisce.
Non tutte quelle più simpatiche perchè sono troppe e invito a rileggere l'intera produzione di Schulz

giovedì 25 dicembre 2008

Auguri

Sereno Natale

a tutti




mercoledì 24 dicembre 2008

Natale III


NATALE


Natale. Guardo il presepe scolpito,
dove sono i pastori appena giunti
alla povera stalla dei Betlemme.

Anche i Re Magi nelle lunghe vesti
salutano il potente Re del mondo.
Pace nella finzione e nel silenzio
nelle figure di legno: ecco i vecchi
del villaggio e la stella che risplende
e l'asinello di colore azzurro.
Pace nel cuore di Cristo in eterno;
ma non v'è pace nel cuore dell'uomo.

Anche con Cristo e sono venti secoli
il fratello si scaglia sul fratello.
Ma c'è chi ascolta il pianto del bambino
che morirà poi in croce fra due ladri?

S. Quasimodo


Preghiere di Natale


E cielo e terra e mare invocano
la nuova luce che sorge sul mondo,
luce che irrompe nel cuore dell'uomo,
luce allo stesso splendore del giorno.


Tu come un sole percorri la via,
passi attraverso la notte dei tempi
e dentro il grido di tutto il creato,
sopra la voce di tutti i profeti.

A te che sveli le sacre Scritture
ed ogni storia dell'uomo di sempre,
a te che sciogli l'enigma del mondo
il nostro canto di grazia e di lode

D. M. Turoldo

martedì 23 dicembre 2008

Natale II

De Chirico










Gaugin


Gaudì

lunedì 22 dicembre 2008

Natale I


A volte si leggono cose che noi stessi pensiamo
A volte però scritte come noi non sapremmo mai fare
Ecco perchè riporto quanto scritto da don Paolo Curtaz in "Gesù Zero", il libro che quest'anno i miei figli hanno ricevuto da Don Alessandro, il nostro curato.
"Natale è una festa che non sopporto.
Mi suscita prurito, mi inquieta, mi mette di malumore.
Capiamoci: non il Natale del Vangelo, quello che stiamo per meditare.
Non sopporto l'altro natale, quello tarocco, quello rassicurante e mieloso, pieno di (finti) buoni sentimenti, quello dopato per far spendere la tredicesima, quello che suscita un'immensa tristezza in chi vive situazioni di solitudine o di fatica affettiva.
Natale è ormai una festa di compleanno in cui si dimentica di invitare il festeggiato.
Col passare degli anni vedo che sempre di più il Natale vero è dimenticato, abbandonato.
Non abbiamo fatto una gran bella figura neanche nel primo Natale.
Il messaggio soggiacente ai racconti di Luca e Matteo è espresso bene da Giovanni: la luce viene, ma le tenebre non l'hanno accolta.
Dio viene, ma l'umanità non se n'è accorta."



domenica 21 dicembre 2008

Luna

Dedicato ai miei studenti di quinta che ho lasciato con quasi un intero capitolo da preparare durante le vacanze, con lo scopo di sollevare loro un poco il morale (visto l'esito delle verifiche)


venerdì 19 dicembre 2008

Correzioni


Succede quando, come in questi giorni di convulse rincorse alla valutazione quadrimestrale, anche la mente degli insegnanti va in tilt
Se poi ricevono messaggi di questo tipo:
Buonasera Profe, sono .................... Appena ha corretto la mia verifica potrebbe inviarmi il risultato?
Al cinque credo di esserci arrivato.. :)
Salve e buone Feste.
finiscono per dirsi: "Sicuramente ho sbagliato qualcosa"

giovedì 18 dicembre 2008

Rosa bianca

Ringrazio Giacomo che mi ha permesso di leggere queste brevi righe



Coltivo una rosa bianca
In luglio come in gennaio
per l’amico sincero
che mi dà la sua mano franca.

E anche per chi mi strappa
il cuore con cui vivo
né cardi nè ortiche, coltivo.
Coltivo una rosa bianca.

(Jose Martì)

mercoledì 17 dicembre 2008

Rilevatori di fumo


Preparando la verifica di recupero del recupero di chimica di domani (e poi gli alunni si stupiscono che dia titoli del tipo "Ultima spiaggia" oppure "Salviamo il salvabile") mi imbatto in una informazione piuttosto curiosa.
Vi siete mai chiesti come funzionano i rilevatori di fumo per prevenire gli incendi, almeno alcuni modelli?
All'interno del rilevatore di fumo c'è dell'americio che emette particelle alfa e decade, trasformandosi in Nettunio.
Esistono in commercio due tipi di sensori antincendio all’americio:
a cella fotoelettrica;
a ionizzazione.
Il funzionamento di questo dispositivo si basa sulle radiazioni alfa (le più deboli): tali radiazioni sono emesse dall’americio, elemento radioattivo artificiale.
L’americio è alloggiato in una cosiddetta “camera a ionizzazione”.
Questa è formata da due dischi di metallo collegati ai due poli di una batteria che li tiene carichi.

Uno dei due dischi è bucato e l’americio viene posto proprio in prossimità del foro. In questo modo, le particelle alfa emesse dall’elemento radioattivo penetrano nell’area compressa tra due dischi, dove collidono con le molecole di azoto e di ossigeno dell’aria e ionizzandoli e producono cariche positive e negative.
Le cariche attirate dai dischi carichi elettricamente creano una piccola corrente.
Tutto ciò accade se l’aria è limpida.
Se, invece, si verifica un incendio, le particelle di fumo, ionizzandosi a loro volta attraggono gli ioni formatisi precedentemente.
La corrente cessa completamente: tale irregolarità fa scattare l’allarme.

In un rilevatore antincendio sono contenuti mediamente 5 millesimi di grammo di ossido di americio.
Vista l’elevata tossicità di questo elemento è importante sottolineare che nel nostro Paese le sorgenti di Americio 241 presenti sono caratterizzate da sorgenti sigillate con attività compresa tra 0.04-0.75 millicurie (non si richiede pertanto l’obbligo del nulla osta).

Sussiste l’obbligo di assicurare un’adeguata manutenzione e periodici controlli sulla sorgente; i controlli devono essere effettuati a cura degli installatori o di personale specializzato, secondo procedure predeterminate e con idonei mezzi, nel rispetto delle misure di protezione, in quanto l’americio 241 è un nuclide alfa- emittente, incluso fra i radioisotopi aventi radiotossicità molto elevata.

Mooolto interessante potrebbe commentare qualcuno
A me è interessato.

martedì 16 dicembre 2008

Stella di Natale


Immemore delle esperienze degli anni precedenti ho commesso lo sbaglio di acquistare l'Euphorbia pulcherrima troppo in anticipo.

Penso infatti che non arriverà viva a Natale.

Leggere i consigli relativi alla sua coltivazione ha dell'umoristico, per chi, come me, volendo avere il pollice verde, deve immergerlo in una latta di colore (già che ci siamo immergiamo tutte quante le dita) :
"La Stella di Natale è una pianta fotoperiodica, cioè con induzione a fiore solamente quando si accorciano le giornate.
Per questo motivo è molto importante per chiavesse in casa una stella dell'anno precedente, non tenerla in luoghi dove possa ricevere luce artificiale.
Verso ottobre novembre deve essere riportata in casa, in un ambiente poco luminoso (otto ore max di luce al giorno) proprio al fine di facilitare la crescita di nuove foglie, che assumeranno il caratteristico colore rosso.
Altro piccolo accorgimento per far rifiorire la Stella di Natale è la concimazione.
Infatti quest'essenza predilige concimazioni a base di potassio e fosforo, soprattutto nel periodo autunno-invernale."

lunedì 15 dicembre 2008

Insalata?


Trattazione aldeidi e chetoni.
Nomenclatura IUPAC e nome comune.
Aldeide Valerianica (n-pentanale), come tanti altri nomi tratti dalla fonte naturale
"Ma è la valeriana, quella che si prende per dormire o la valeriana che si mangia in insalata, o sono la stessa cosa?"

Breve approfondimento: Valeriana officinalis
Proprietà sedative (in nevrosi, isterismo, turbe della menopausa, gastralgie di origine nervosa, anoressia infantile, insonnia nervosa, spasmi della muscolatura liscia, colite spastica, nevrosi cardiaca, ecc...); sedatico del sistema nervoso centrale, diuretico, emmenagogo, analgesico, anestetico, antipiretico, batteriostatico, leggero ipotensivo; epilessia, nevrosi, isterismo, angoscia, eretismo nervoso cerebrale o sensoriale, .
Contenuto naturale: olio essenziale (0,5-1%) (l-piene, l-canfene, l-borneolo esterificato con gli acidi formico, acetico, butirrico, isovalerianico; terpineolo, un sesquiterpene, un alcool, un etere, un ossido del borneolo, altri sesquiterpeni, alcooli, esteri, fenoli, chetoni); alcaloidi, glucosidi; altri: acido isovalerianico, acidi caffeico e clorogenico, lipasi e ossidasi, amido, saccarosio e glucosio, manganese, calcio, potassio.
Individuare quale dei componenti svolga l'azione calmante credo sia piuttosto laborioso

Dall'armadietto dei medicinali alla dispensa in cucina: Valerianella locusta
E' conosciuta anche come songino, soncino, dolcetta, valerianella o insalata valeriana, è una pianta edibile, da insalataFiorisce in primavera con fiori bianchi o azzurri.
Raggiunge 30-40 cm di altezza.
Non richiede grosse cure, predilige terreni soleggiati con un buon drenaggio.
Si pianta in inverno

Proprietà: È ricca di vitamine A e C, per cui risulta utile nell'anemia e nell'arteriosclerosi. Rinforza i vasi capillari agevolando la circolazione sanguigna. Inoltre stimola l'attività di fegato, reni ed intestino.

Quindi pur essendo imparentate non sono la stessa pianta.

Sempre cercando spiegazioni sull'origine dei nomi: sapete cos'è "lo spirito di Venere?"

E' il nome con cui si designava l'acido acetico.

Proprio spiritosi i chimici maschi!

domenica 14 dicembre 2008

Grazie


Due brevi righe solo per ringraziare di cuore il nostro ministro della funzione pubblica prof. Brunetta il quale molto preoccupato della sperequazione maschi-femmine, sia in ordine alla possibilità di carriera sia in ordine alla quantità di contributi versati (date tutte le pause per gravidanza) sosterrà la proposta di "pensionarmi a 65 anni".

Tutto ancora da chiarire, soprattutto in merito alle fasce di lavoratrici per le quali dovrebbe trovare applicazione, e quindi staremo a vedere.

Mi preoccupa solo pensare a tutto quanto ho accumulato da fare per i miei anni di pensione.

Non ce la farò mai.

sabato 13 dicembre 2008

Sottigliezze


Pensando alle domande delle mie interrogazioni o ai trabocchetti nelle verifiche



venerdì 12 dicembre 2008

Santa Lucia

La sua festa liturgica ricorre domani, il 13 dicembre; antecedentemente all’introduzione del calendario moderno (1582) la festa cadeva in prossimità del giorno del solstizio d’inverno (da cui il detto “Santa Lucia il giorno più corto che ci sia, oppure come variante, la notte più lunga”) ma non vi coincide più avendo adottato il nuovo calendario (differenza di 10 giorni).

Il solstizio d’inverno è il sabbath di Yule per la wicca, festa in cui se celebra appunto il primo riavvicinamento del sole, del Dio Padre, alla terra. la Dea Madre. Questo spiegherebbe in un’altra ottica il fatto che una santa porti regali per festeggiare questo momento dell’anno.

Secondo alcuni, la tradizione dei regali è rintracciabile nel Medio Evo e, più precisamente, nell’età dei Comuni. Pare che in quell’epoca in cui le città limitrofe del Nord e del Centro Italia erano in perenne lotta le una con le altre, una in particolare della Pianura Padana (l’allora Longobardia) attraversasse un periodo di rovinosa carestia. Gli abitanti di un comune maggiormente benestante, colti da compassione, partirono alla volta della città “nemica” portando generi alimentari che distribuirono per le strade avvolte nel buio. Non è certo se ciò sia veramente accaduto e se effettivamente abbia coinvolto Piacenza e Cremona, piuttosto che Milano e Lodi o Bergamo e Brescia.

Chi, qui da noi, non ha mai fatto l'estenuante coda per consegnare la letterina con le richieste?

Proprio per questo, ben sapendo quanto il proverbio ricordato prima sia radicato sul nostro territorio, mi sono azzardata a chiedere nella verifica di astronomia degli anni precedenti di giustificarlo, sperando che gli alunni ricordassero la riforma gregoriana.

Risultato:

"Notoriamente d'inverno c'è brutto tempo, le nuvole rendono più scuro il cielo e quindi la notte sembra più lunga" (guardo dalla finestra e l'alunno non aveva tutti i torti)

E ancor meglio:

"Poichè i bimbi sono in trepida attesa dei regali, sembra che il tempo non passi più e quindi la notte sembra più lunga"

Ma anzichè sfruttare questo aggancio per una riflessione sul tempo e sulla nostra valutazione dello stesso, impietosa ho sbarrato la risposta.

Si consolino quindi gli alunni di quest'anno: domande come queste sono state loro risparmiate dall'accorciamento del quadrimestre che ci ha per il momento precluso il discorso relativo ai calendari

mercoledì 10 dicembre 2008

Fantasia























Fantasiosi nelle loro risposte i miei ragazzi.

Domanda:
Venere dista dalla Terra 0,3 U.A., Marte invece 0,5. Un veicolo spaziale impiega circa sette mesi nel viaggio Terra-Marte mentre ne bastano tre per raggiungere Venere. Puoi fornire una spiegazione?
Risposta 1:
E' più veloce raggiungere Venere per il fatto che il pianeta ha un moto di rivoluzione retrogrado e quindi Marte invece lo ha come la Terra e quindi la distanza di Venere va diminuendo e si avvicina e invece Marte in un certo senso "scappa, si allontana
Risposta 2:
La lunga durata del viaggio per raggiungere Marte può essere spiegata dal fatto che Marte è un pianeta con atmosfera molto rarefatta. Inoltre qui sono presenti periodiche tempeste polverose che creano un alone intorno al pianeta e potrebbero causare difficoltà al veicolo spaziale, avvicinandosi ulteriormente (aggravato dall'attività vulcanica del pianeta e dalla caduta di meteoriti)
Risposta 3:
Dipende dalla diversità di tempo che ci sono sui vari pianeti (non chiaro cosa intenda, forse un'applicazione della relatività?)

Davvero arduo attribuire la palma, mentre Newton si rivolta nella tomba

martedì 9 dicembre 2008

Consigli di classe

Stavolta cambio di ruolo: seduta dall'altra parte della batteria schierata dagli insegnanti sono il genitore.
Visita di istruzione approvata: la Provenza (per una classe di terza media non c'è male soprattutto confrontando con la situazione al nostro liceo)

Richiesta approvazione attività integrativa: Educazione alla affettività. (intervento dell'insegnante proponente per spiegare trattasi di educazione sessuale) (pensiero inespresso mio: speriamo bene e che non sia semplice informazione tecnica). Approvata

Disciplina in classe: la situazione peggiore del plesso, tutti chiacchierano, nessuno sta attento con ricadute sul profitto.
Proposta di un genitore: scrivete le note da portare a casa e ci pensiamo noi con i castighi.

Altro genitore: ma perchè il preside non viene in classe a far loro paura? Risposta:ne uscirebbe sminuita la figura dell'insegnante.
Nessun mio commento, ma si sa nelle mie classi basto io a far paura.
Iscrizioni con orientamento: le schede preparate sono tutte da rifare perchè è arrivata nel frattempo una circolare che oltre a far slittare i termini di iscrizione invita a prendere atto delle disposizioni ministeriali relative al riordino dell'ordinamento della scuola secondaria di secondo grado.

Prendiamo atto e trascrivo le testuali parole della circolare distribuita:
"Nelle prossime settimane, e comunque prima della scadenza per le iscrizioni, si dovrà attuare la trasformazione degli attuali indirizzi in quelli previsti dalle nuove norme secondo la tabella di confluenza che sarà pubblicata a breve".

Ma allora si rifaranno tutti gli open day? chiede un genitore
.
La collega di matematica mi guarda con espressione interrogativa.
La mia mimica facciale le fa rispondere : "Non sappiamo.Se ci arriveranno avvisi in tal senso vi informeremo"

Chiusura del consiglio di classe


Nuove strisce

Sempre indaffarata tra mille occupazioni, ho trovato un sito di vignette che hanno il pregio notevolissimo di essere scritte in italiano, anche se il senso dell'umorismo resta di tipo anglosassone (cioè rido solo io)



Lo stesso virus agisce quando sono in programma le interrogazioni

domenica 7 dicembre 2008

Allarme bomba

Ieri ore 8.10 sirena d'allarme: evacuazione immediata.
Noi ce ne accorgiamo solo perchè vediamo defluire in cortile le altre classi: bisognerà segnalare che la campanella dalla nostra classe non si sente
Fuori al freddo e al gelo
Arrivano i pompieri, probabilmente gli uomini della questura sono già all'interno
Cessato allarme: ore 8.3o si rientra.
Spiegazione raccolta in cortile: poco prima delle otto è arrivata una telefonata ad avvisare che nella scuola c'era una bomba
Deduzione: uno scherzo sciocco che magari è riuscito anche a far slittare una verifica (giusto per unire l'utile al dilettevole)
Riflessione: ma uno pensa cosa significa una bomba?
Aiutiamoci con il video che segue:

sabato 6 dicembre 2008

Eliot

Dov'è la vita che abbiamo perduto vivendo?
Dov'è la saggezza che abbiamo perduto sapendo?
Dov'è la sapienza che abbiamo perduto nella informazione?

Silenzio

Le vie della città
sono ancora in piena,
eppure le onde garrule della vita
si ritirano e dividono
con mille avvenimenti
controversi e dibattuti –
questa è l’ora che aspettavamo –

Questa è l’ora finale
quando la vita è giustificata.
I mari dell’esperienza
che erano così larghi e profondi,
così imminenti e ripidi,
all’improvviso sono quieti.
Dite quel che volete,
questa pace mi terrorizza.
Altro non c’è.

Nascosto sotto l'ala dell'airone...

Nascosto sotto l’ala dell’airone
o il canto all’alba dell’uccello del loro
sussurro serale di stelle raccolte
o amor mio cosa mi porti –

Con piedi serali che attraversano l’erba
e braccia fragili che dividono la nebbia

Sto steso sul pavimento vetro rotto di bottiglia
domani mi ramazzerà il pugno rosso di una serva.

Thomas Stearns Eliot



Non avevo mai letto Eliot, mi è stato segnalato e l'ho cercato.

E tra tanta spazzatura è bello trovare a volte gemme preziose

venerdì 5 dicembre 2008

Nelumbo Nucifera

Fiori di loto per l'oblio?

Il Loto ha per gli orientali un forte significato spirituale per via della sua particolarità di affondare le radici nel fango, di distendersi sulla superficie delle acque stagnanti uscendo da esse immacolato e bellissimo: per questo è il simbolo di chi vive nel mondo senza esserne contaminato.

Una delle analogie metafisiche più ricorrenti paragona la perenne crescita del loto al processo evolutivo della coscienza umana, che attraverso il dominio delle passioni giunge alla totale liberazione dello spirito.

Il fango nel quale si sviluppano le radici del loto rappresenta la vita terrena, mentre l'acqua che lo stelo attraversa nel corso della sua crescita simboleggia il mondo astrale. La pianta che raggiunge la superficie dell'acqua e schiude al sole i suoi boccioli rappresenta la vita spirituale.

Sia la religione induista che quella buddista hanno accumulato un patrimonio di incantevoli leggende su questo fiore. Nell’induismo, il loto rappresenta il centro dell'universo.

La leggenda narra che dall'ombelico del dio Vishnu sbocciò un fiore di loto al centro del quale sedeva il dio Brahma. Ciascuna delle divinità della triade Brahmanica, Brahma (il creatore), Vishnu (il protettore) e Shiva (il trasformatore) sono associati a questa pianta.

I semi della varietà Nelumbo Nucifera sono famosi per la loro straordinaria longevità, caratteristica unica tra le piante da fiore, che consente loro di germogliare anche dopo 200 anni.

Per questo motivo il fiore di loto è considerato simbolo di immortalità e di resurrezione in molte culture.

Nell'antico Egitto il simbolismo del loto era connesso al mito della creazione. Poiché il fiore si apre ogni giorno e si richiude ogni notte, era considerato il simbolo della resurrezione e della vita eterna, che costituivano i temi fondamentali della religione egizia. Il mito della creazione narra che Ra, il dio del sole nato dal caos, apparve per la prima volta innalzandosi dai petali di un fiore di loto.
Ogni notte, Ra ritornava al fiore e si lasciava nuovamente avvolgere dai suoi petali. Anche il colore assume diversi significati:
Il loto bianco simboleggia lo stato di assoluta purezza mentale e perfezione spirituale. È il loto del Buddha.
Il loto rosso simboleggia la vera natura del cuore. È il loto dell’amore e della compassione.
Il loto blu è il simbolo della vittoria dello spirito sulle passioni.
Simboleggia inoltre l’intelligenza, la conoscenza e la perfezione della saggezza.
Il loto rosa è il loto supremo, generalmente riservato alle creature divine.
Il loto viola è il loto degli asceti.
Il loto dorato simboleggia il raggiungimento dell’illuminazione.

Il valore simbolico del loto è legato, oltre che alla bellezza dei suoi fiori, anche al profumo dolce, leggermente medicinale, che questi diffondono.
I composti aromatici responsabili del profumo sono contenuti nello stame, ma anche nei petali, in piccole quantità. I componenti aromatici più importanti sono Carioffillene, Pentadecan e 1.4-Metossibenzene che dona la al fiore di loto la caratteristica profumazione. L’ 1.4-Metossibenzene, contenuto anche nel lillà (Syringa vulgaris L.), giacinto (Hyacinthus orientalis), ciliegio (Prunus avium) Menta piperita (Mentha x piperita L.), si trova in piccole quantità anche nel loto asiatico.

Non oblio quindi, nemmeno sulle note di una vecchia canzone dell'equipe 84 (clinica fior di loto)


giovedì 4 dicembre 2008

Il regalo dei magi

Dedicato a chi si è incuriosito leggendo: Segno dei tempi

mercoledì 3 dicembre 2008

Fernando Pessoa

Il violinista pazzo

Non fluì dalla strada del nord
né dalla via del sud
la sua musica selvaggia per la prima volta
nel villaggio quel giorno.

Egli apparve all' improvviso nel sentiero,
tutti uscirono ad ascoltarlo,
all' improvviso se ne andò, e invano
sperarono di rivederlo.

La sua strana musica infuse
in ogni cuore un desiderio di libertà.
Non era una melodia,
e neppure una non melodia.

In un luogo molto lontano,
in un luogo assai remoto,
costretti a vivere, essi
sentirono una risposta a questo suono.

Risposta a quel desiderio
che ognuno ha nel proprio seno,
il senso perduto che appartiene
alla ricerca dimenticata.

La sposa felice capì
d' essere malmaritata,
L' appassionato e contento amante
si stancò di amare ancora,

la fanciulla e il ragazzo furono felici

d' aver solo sognato,
i cuori solitari che erano tristi
si sentirono meno soli in qualche luogo.

In ogni anima sbocciava il fiore
che al tatto lascia polvere senza terra,
la prima ora dell' anima gemella,
quella parte che ci completa,

l' ombra che viene a benedire
dalle inespresse profondità lambite
la luminosa inquietudine
migliore del riposo.

Così come venne andò via.
Lo sentirono come un mezzo-essere.
Poi, dolcemente, si confuse
con il silenzio e il ricordo.

Il sonno lasciò di nuovo il loro riso,
morì la loro estatica speranza,
e poco dopo dimenticarono
che era passato.

Tuttavia, quando la tristezza di vivere,
poiché la vita non è voluta,
ritorna nell' ora dei sogni,
col senso della sua freddezza,

improvvisamente ciascuno ricorda -
risplendente come la luna nuova
dove il sogno-vita diventa cenere -
la melodia del violinista pazzo.




martedì 2 dicembre 2008

Sos caseificio cercasi


Sempre più difficile assolvere i propositi di inizio corso La chimica a Tavola.
Sono infatti previste almeno due uscite sul territorio per osservare direttamente le strutture produttrici degli alimenti che studiamo.

Inizia allora la carrellata di telefonate ai macelli, alle pescherie (numerosissime nella nostra zona), agli allevamenti (ma che gusto ci sarà ad andare a visitare una stalla o le batterie dei polli?), ai caseifici, alle ditte di surgelati, alle industrie dei prodotti dolciari.

Prima difficoltà: accogliere un gruppo di trenta alunni, disturbando le normali attività è il sogno di ogni produttore
Seconda difficoltà: le produzioni si concentrano al mattino e noi possiamo fare la visita di pomeriggio

Terza difficoltà: non possiamo mettere in conto trasferte in zone troppo lontane da Bergamo per i tempi ristretti di cui disponiamo

L'Icam ci ha anche mandato a consolazione un pacchetto contenente un cd che dovrebbe sostituire la visita guidata, due confezioni di cioccolato (ormai divorate dagli alunni) e un pacchetto di semi di cacao tostati, talmente amari che nessuno gradisce mangiare.
Un insegnante meno testardo si sarebbe già arreso di fronte a tutti i tentativi falliti: ultimo in ordine di tempo quello di un caseificio in provincia di Cremona.
Ma imperterrita continuo la ricerca: arrendersi è perdere di sicuro

lunedì 1 dicembre 2008

Abilità

Solo perchè c'è una vaghissima somiglianza

domenica 30 novembre 2008

Solidarietà

Come tutti gli anni, il gruppo solidarietà del liceo si attiva per sostenere iniziative umanitarie.

Quest'anno si vuol attirare l'attenzione dei ragazzi sulla situazione difficile del Malawi, attraverso il sostegno ad un orfanotrofio che oltre a raccogliere i bambini abbandonati rappresenta anche una delle poche occasioni di lavoro per la popolazione.

Così ieri, durante le lezioni, alcuni volontari sono passati nelle classi, hanno illustrato l'attività, hanno chiesto la disponibilità per la preparazione di torte da vendersi durante l'intervallo del 3 - 4 dicembre onde raccogliere fondi.

Ai miei alunni che hanno aderito posso suggerire una ricetta facile facile (date le mie abilità meglio che mi limiti a suggerire ricette più che a realizzare prodotti)


Torta limone e mandorle - Spagna

ingredienti:
200 gr farina

450 gr zucchero

4 uova

140 gr burro

2 limoni

400 gr mandorle tritate

1 bustina di lievito


Si lavoriamo bene 300 gr di zucchero con il burro ammorbidito,


si aggiungano le uova una ad una montando bene


si aggiunga il succo di un limone


poi la farina, le mandorle tritate e il lievito



Ottenuto un composto abbastanza sodo, va versato in una teglia livellandolo bene.


Si inforni per 45' a 180°



Intanto si prepari lo sciroppo di copertura mettendo in un tegamino lo zucchero rimanente (150 gr) con il succo dell'altro limone, altrettanta acqua e la scorza di limone a lamelle





Cuocere a fuoco bassissimo fino a che il liquido non sarà quasi del tutto evaporato e il composto non avrà un color caramello



lo si versi quindi sulla torta spargendolo su tutta la superficie









Sono solo piccole gocce, ma con tante gocce si sono riempiti gli oceani

sabato 29 novembre 2008

Tristezze


XIV

NOTTE DI NEVE

Pace! grida la campana,
ma lontana, fioca. Là

un marmoreo cimitero
sorge, su cui l'ombra tace:
e ne sfuma al cielo nero
un chiarore ampio e fugace.
Pace! pace! pace! pace!

nella bianca oscurità.

XV

NEVICATA

Nevica: l'aria brulica di bianco;
la terra è bianca; neve sopra neve:
gemono gli olmi a un lungo mugghio stanco:

cade del bianco con un tonfo lieve.


E le ventate soffiano di schianto
e per le vie mulina la bufera:
passano bimbi: un balbettio di pianto;
passa una madre: passa una preghiera.

G. Pascoli

venerdì 28 novembre 2008

Neve II

28 Novembre: all'inizio dell'inverno ufficiale mancano ancora due giorni.
Guardando fuori dalla finestra in questo istante non si direbbe: tipico paesaggio di gennaio.
Uscire per verificare la temperatura: non mi sfiora nemmeno l'idea (speriamo che gli agrumi a questo shock termico sopravvivano)
Non rimane che cercare riferimenti tra artisti più o meno famosi























Sarebbe stato meglio scegliere temi primaverili

giovedì 27 novembre 2008

La rana bollita

Un mio alunno di quarta,che ringrazio per lo spunto, forse sferzato dalle mie continue filippiche o forse già sensibile di suo al problema mi ha inviato per posta la seguente storiella, che pur essendo notissima val la pena di riguardare e soprattutto meditare.
Ranocchia
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mercoledì 26 novembre 2008

Uova

Argomento di oggi al corso di chimica a tavola, le uova.
Descritta la struttura di un uovo, esaminiamo il tuorlo, l'albume e il guscio: come si presentano e la composizione chimica.

Dovendo decider
e se un uovo è fresco o meno, vengono indicati i parametri più semplici per il riconoscimento.
Nella sezione aspetti nutritivi segnaliamo come e perchè siano indicate le uova per le diete ipocaloriche, per gli iperuricemici, per chi soffra di gastrite o di ulcera. Esaminiamo i luoghi comuni più diffusi e decidiamo che è assolto da tutte le accuse
Passiamo alla conservazione e alla commercializzazione con l'indicazione delle diverse categorie esistenti.
Chiariamo cosa significano lettere e numeri stampati sul guscio

3 IT 001 TO 036

In particolare è interessante esaminare il significato della prima cifra (che può essere 1, 2 o 3)
Numero 1 : allevamento all'aperto - ogni gallina ha a disposizione 4 metri quadrati (neanc
he si dovesse lanciare in un valzer scatenato)
Numero 2: allevamento a terra - nove galline in un metro quadrato (da un'esagerazione all'altra, già le immagino intruppate, ala contro ala)
Nulla in confronto al numero 3: allevamento in gabbia - diciotto galline in un metro quadrato (giusto lo spazio per muovere il collo e mangiare)

E mentre continuo la spiegazione descrivendole possibili frodi nelle quali si incorre acquistando uova, ormai la mia mente è andata: rivedo le galline ribelli del film di animazione "Galline in fuga".
Perchè di film ne guardo pochi, ma quei pochi sono di qualità.

I collegamenti con i siti relativi alle ricette con le uova e altre curiosità non funzionano (e quando mai?)
L'appuntamento è con le uova vere in laboratorio, assieme ai pesci da eviscerare, alla carne da denaturare e al formaggio da fabbricare.

Il nostro laboratorio sembrerà quindi più una cucina sotto sopra piuttosto che un luogo serio nel quale lavorare.

Con buona pace dei colleghi che ritengono che il metodo sperimentale sia tutto

martedì 25 novembre 2008

Laboratori









Inizio settimana dedicato al laboratorio: ricerca grassi negli alimenti, saggi alla fiamma, sintesi acetilene.

Comincia la classe seconda.
Protocollo: misurare 5 mL dell'alimento da analizzare, se liquido; frantumare 1 grammo di alimento, se solido, utilizzandoil mortaio e mettere in provetta.
Prima difficoltà: "Come si leggono 5 mL nel cilindro?"
Seconda difficoltà: "Il piatto della bilancia è tutto appiccicaticcio (nessuno ha pensato di usare carta da filtro o il vetro d'orologio)"
Terza difficoltà: "Adesso come faccio che ho tutto il burro sulle dita?(nel frattempo le dita sono appoggiate ovunque)
Aggiungere alle provette 5 mL di etere etilico, 5 mL di alcool etilico e 4 gocce di idrossido di sodio 1N (Il tutto sotto cappa. Ne abbiamo una sola: code infinite)
Lasciare riposare e osservare la formazione dell'anello di grasso galleggiante.
Stranezze riscontrate: perchè mai nel latte interone crudo dei distributori "direttamente dalla fattoria" la quantità di grasso presente è decisamente inferiore rispetto al pastorizzato scremato?
Ipotesi: la panna sale galleggiando nel serbatoio e il latte è prelevato da sotto.
Resta comunque un risultato anomalo e aggravato dall'identico riscontro fatto l'anno precedente.

Classe terza.
Tutti allegri e distratti in laboratorio.
E osservano straniti portaprovette e pozzetto con i campioni, non sapendo cosa fare perchè l'insegnante non è stato ascoltato che da pochi.
Là dove non arriva la fantasia arriva il "pressapochismo".
Così il nostro potassio anzichè di violetto, colora la fiamma di rosso (forse c'è rimasto il litio osservato prima).
Quando poi è la volta del sodio, tutto si uniforma ad un bel giallo brillante con buona pace del rame verde-azzurrino e del rosso scarlatto dello stronzio.
Entusiasmo esagerato per gli scintillini ottenuti con la polvere di ferro, osservazione dello spettro del sodio molto più apatica.
Chissà a quanti sarà chiaro perchè la fiamma si è colorata, ma l'importante è aver passato un'ora allegramente.

Infine classe quarta
Il Carburo di calcio mescolato all'acqua attira subito l'attenzione (vuoi vedere che riusciamo a realizzare una bomba in miniatura?), ma le briciole utilizzate ne scongiurano l'eventualità.
Facciamo gorgogliare il gas prodotto nella soluzione di permanganato di potassio: il viola diventa marrone.
Mettiamo poche gocce di fenolftaleina nella beuta e il contenuto si tinge di un bel fucsia acceso.
Nessuno che segna appunti: l'importante sono i colori cangianti.

L'odore caratteristico dell'acetilene mi riporta bambina nell'officina di mio papà, perchè se Proust il suo viaggio alla ricerca del tempo perduto lo faceva mangiando madeleines a merenda, io lo faccio con l'acetilene.
Per dimostrare che una sostanza diventa odore o profumo al di là della molecola in sè ma a seconda di quanto sa evocare, perchè è sempre il nostro cervello ad interpretare le sensazioni

lunedì 24 novembre 2008

Neve


E così già si comincia.
Si comincia a tenere sotto controllo le previsioni del tempo, sempre con la segreta speranza che possano essere errate, si comincia a partire da casa con almeno 20 minuti di anticipo perchè non si sa in quali condizioni si trovino le strade, si comincia a sentire sul viso aria talmente fredda da trafiggerti come spilloni.
I ragazzi del liceo reagiscono sempre in modo strano alle prime nevicate: sembra non abbiano mai visto la neve e cominciano a giocarci, rasentando la nota disciplinare, esattamente come i bambini dell'asilo.
Chissà se si chiedono anche quale è il meccanismo di formazione dei fiocchi?
Giusto perchè possano documentarsi con dovizia di particolari indico loro questi siti da visitare: unipv e rivista ligure di meteorologia
E' vero il paesaggio rivestito di bianco è molto più bello e se proprio voglio trovare un aspetto positivo posso sempre pensare a tutte le foglie che non ho mai rastrellato e che adesso almeno non si vedono più nel giardino, e magari sotto la neve si trasformeranno in concime naturale.
Ma la consolazione è poca.

domenica 23 novembre 2008

Open day


Ieri pomeriggio l'open day del Lussana.
Dopo ben tre figli che hanno frequentato il liceo concorrente, del quale conosco fin troppi particolari didattico-organizzativo-dirigenziali, accompagno la piccola al primo open day di tutta la mia carriera di mamma (si potrebbe osservare meglio tardi che mai)
Attesa in un cortile gelato e completamente in ombra, un minimo di sollievo grazie al tè caldo preparato dai genitori del comitato, smistamento in gruppi fatti confluire ad orari prestabiliti.
Accoglienza del vicepreside e proiezione di alcune diapositive: grafici e torte relative ai successi scolastici degli alunni precedenti, impietoso collegamento tra numero di non promossi e giudizio di licenza media, quadri orari per paragonare le ore di lingua, matematica, fisica e scienze tra i diversi indirizzi.
Nessun cenno alle ore di materie umanistiche, forse immaginando che già si sa quante siano le ore di latino paragonate a quelle di matematica.
Commento della figlia: "ma allora non posso fare un liceo, sarei bocciata di sicuro".
Tentativo di ricostruire una fragile autostima con frasi del tipo "guarda che basta studiare, e questo in qualsiasi scuola"

Poi il susseguirsi delle aule speciali e dei laboratori: rivedere i laboratori di chimica, di fisica, la palestra così come li ho lasciati più di trent'anni fa scalda il cuore.
L'occhio professionale coglie subito quanto di meglio il Lussana ha rispetto a noi: innanzi tutto le cappe sopra i tavoli di lavoro in chimica (decido immediatamente di sfoderare qualsiasi arte, in particolare quella bellicosa, per far prendere in considerazione la faccenda a chi di dovere presso il Mascheroni); poi una serie di tubi catodici che richiamano molto quelli del Sarpi, con quello contenente il mulinello acceso e rivolto verso i genitori per ben quindici minuti; e soprattutto laboratori posti al terzo piano, con ampie finestre e tanta luce che entra (il paragone con i nostri, interrati, freddi e umidi, bui e a volte anche allagati è impietoso)
A sentire le nostre guide sembra che si svolgano tutte le attività di questo mondo, ci si rechi sempre in laboratorio, si facciano tutti i tipi di escursione e attività legate alla studio delle lingue.
Probabilmente verrà detto lo stesso anche al nostro di open day (confesso, non ho mai partecipato neanche ai miei) ma il singolo alunno sarà fortunato se riuscirà ad accedere almeno ad una delle attività proposte, se riuscirà a recarsi in laboratorio almeno una volta ogni quindici giorni.
Numerosi gli studenti che hanno illustrato alcuni dettagli, anche se non sempre chiarissimi, ma va riconosciuta la loro disponibilità.
Bisognerebbe però forse dir loro che il rame non ha simbolo "cu" ma che si pronuncia c-u (ben separati).
Dopo ben due ore risbuchiamo all'aperto, il freddo sembra essersi acuito e stoici i genitori continuano a distribuire tè