lunedì 31 ottobre 2011

Un cuscino di rose appena velate di arancione
Un papà con i suoi due figli
Un calvario che si chiude lasciando un vuoto immenso

Con i miei ragazzi vicini al loro compagno, al loro amico

Smarriti al pensiero di restare senza mamma a sedici anni, lo sguardo perso nel vuoto

Siamo impotenti davanti al dolore e stiamo lì

Le parole del parroco, le parole del testamento spirituale potranno aiutare davanti al baratro?

Il freddo ci accoglie all'uscita sul sagrato

Tanti abbracci ti scaldino un poco il cuore










Ho sceso dandoti il braccio
Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
E ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
Le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
Non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
Le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue
E Montale

Le retur de flamme

Magritte scrive:
Fantomas non è più il pretesto per una storia: è la storia al suo servizio... 
Egli non è mai visibile per intero.
Si può vedere il suo ritratto attraverso il suo volto.
Quando è perseguitato dai ricordi, segue il suo braccio che lo trascina.
Si muove come un automa, sposta i mobili o i muri che si frappongono al suo cammino...
La scienza di Fantomas è più preziosa della sua parola.
Non la si indovina e non si può dubitare della sua potenza




Foucault scrive:
L'arte della conversazione è la gravitazione autonoma  delle cose che formano le loro parole nell'indifferenza degli uomini, e la impongono ad essi senza che neppure lo sappiano, nella loro chiacchierata quotidiana.






domenica 30 ottobre 2011

Verlaine

Marine

L'Océan sonore
Palpite sous l'oeil
De la lune en deuil
Et palpite encore,
Tandis qu'un éclair
Brutal et sinistre
Fend le ciel de bistre
D'un long zigzag clair,
Et que chaque lame,
En bonds convulsifs,
Le long des récifs
Va, vient, luit et clame,
Et qu'au firmament,
Où l'ouragan erre,
Rugit le tonnerre
Formidablement.



Va, chanson, a titre-d'aile
Va, chanson, à titre-d'aile
Au-devant d'elle, et dis-lui
Bien que dans mon coeur fidèle
Un rayon joyeux a lui,
Dissipant, lumière sainte,
Ces ténèbres de l'amour :
Méfiance, doute, crainte,
Et que voici le grand jour !
Longtemps craintive et muette,
Entendez-vous?
La gaîté,
Comme une vive alouette,
Dans le ciel clair a chanté.
Va donc, chanson ingénue,
Et que, sans nul regret vain,
Elle soit la bienvenue
Celle qui revient enfin.

sabato 29 ottobre 2011

Pazzie

A volte perchè le conoscenze verranno dopo, a volte perchè si è tendenzialmente pazzi


Following its discovery by Marie and Pierre Curie in 1898, radium was recognized as useful in the treatment of cancer, and the world became suddenly obsessed with this exciting element.
During the ‘radium craze’ of the 1920s, people exploited its ‘health benefits’ in radium spas, and its marketing power with brands like ‘radium’ shoe polish and razor blades. 
The Revigator water jar, lined with uranium ore which would release radium and radon as it decayed, promised a healthy glow but delivered less-than-healthy arsenic, lead, vanadium, and uranium.









Anche noi in Italia, come descritto nel seguente post
http://theitalianvintageadvertisements.blogspot.com/2011/01/lacqua-radioattiva.html, 
abbiam fatto la nostra parte




















Carbon exists in such different forms as diamond and graphite. 
It is also the element that makes life possible. 
The connection between organic and mineral carbon is made clear in this diamond, which has been artificially made from carbon recovered from the ashes of a 68 year old man from Florida. 
LifeGem make this unique brand of jewellery by capturing and purifying the carbon from a person’s cremated remains, then replicating the extreme heats and temperatures of deep within the earth to create a rough diamond that, when cut, resembles a naturally formed diamond.


venerdì 28 ottobre 2011

Sanzioni

Premesse

Il nostro Istituto, come tutte le altre scuole, si è dotato di un Regolamento direttamente consultabile
http://www.liceomascheroni.it/home/home.html
In particolare il Titolo 5 - Disciplina art. 13 stabilisce le sanzioni che possono essere inflitte nel caso di mancanze ai doveri scolastici, per scorrettezze di comportamento con eventuale danno a persone e cose
A seconda della gravità si va dall'ammonizione scritta alla sospensione fino a 15 giorni

Secondo il parere di un genitore che scrive al Dirigente il nostro Regolamento è a tal proposito troppo vago e potrebbe determinarsi un comportamento non uniforme nei diversi Consigli di Classe

Il Consiglio di Istituto investe la Giunta Esecutiva della revisione

La Giunta Esecutiva investe la docente presente dell'arduo compito,  suggerendo di consultare l'abbondante materiale reperibile in rete, senza scendere in dettagli risibili ma specificando meglio le mancanze

Dato l'estremo entusiasmo per tale compito le viene affiancato, per lo meno nella ricerca, il genitore e accordato un bimestre per svolgere il compito

Considerazioni

La richiesta di tale elenco dettagliato nasconde forse una totale sfiducia nel corpo docenti che vincolato da una tabella colpa = sanzione  si vedrebbe costretto ad agire di conseguenza?

Ammesso che esistano Consigli di Classe del tutto privi di buon senso, l'esistenza di norme specificate nei minimi particolari sarebbe un efficace dissuasivo?

Che mai riuscirà a produrre una incompetente che si rifiuta di procedere con un taglia-incolla?

E infine un ultimo dubbio

Ma è opportuno che chi stabilisca le norme (la decisione verrà presa dall'intero Consiglio di Istituto è vero, ma intanto il Titolo 5 lo devo riscrivere io) sia anche chi debba esaminare gli eventuali ricorsi ai provvedimenti disciplinari inflitti, quale rappresentante dei Docenti eletto nell'Organo di Garanzia?

giovedì 27 ottobre 2011

Ginko


In coda, aspettando il lento refluire delle automobili
Nella luce che si fa strada osservo le chiome degli alberi accanto

Sono ancora verdi ma già si intravvede il colore che esploderà tra pochi giorni, così intenso da attirare lo sguardo anche dei più distratti

Importata in Europa nel XVIII secolo dalla Cina dove era sopravvissuta alle glaciazioni, quando ancora riuscivo a descrivere il Regno delle Piante le dedicavo sempre tanto spazio

Non solo perchè è un fossile vivente, già presente alla fine del terziario, ma in modo del tutto irrazionale: perchè è bella nel suo portamento asciutto anche in inverno, perchè è bella nel suo giallo splendente in autunno, perchè è bella con le sue foglie a ventaglio nelle altre stagioni


Fossile di Ginkgo Adiantoide (Miocene)

Proprio perchè bella è citata nei testi della dinastia Song (Cina - XI sec) oltre che per i semi commestibili.
Ancora oggi rimosso il tegumento, l'endosperma può essere arrostito come un grosso pistacchio (ne ha la forma ed il colore) e consumato cosi, oppure si trova lessato.
Forse sono queste caratteristiche a spiegare la diffusione della Ginkgo Biloba in Cina e in Corea.
L'albero giunse in Giappone dalla Cina insieme al Buddismo, uno degli esemplari più antichi si trova a Tokyo, nei pressi del tempio di Zempuku-ji.
La tradizione ne affida l'origine a Shinran Shonin vissuto intorno al 1200, il cui bastone avrebbe messo radici.
E' facile incontrarne attorno ai templi a protezione dagli incendi e famoso è l'esemplare del tempio Hosen-ji, sopravvissuto allo sgancio dell'atomica sulla vicina Hiroshima e lasciato a monito in mezzo allo scalone ricostruito. 







Anche una nota di poesia

Goethe, per un periodo anche direttore dell'Istituto Botanico di Jena, fece piantare diversi esemplari nel giardino di casa sua a Weimar, usandone le foglie a chiusura del componimento


Ginkgo Biloba di Goethe 





















La foglia di quest'albero dall'oriente
affidato al mio giardino,
sensi segreti fa gustare
al sapiente, e lo conforta.
È natura viva che
In se stessa si è divisa?
O son due, che hanno scelto
Le si riconosca in una?
In risposta alla domanda,
l'opinione giusta l'ho trovata:
non avverti nei miei canti
che sono duplice e son uno?


Si ricorda sempre come l'uomo sia la causa prima dell'estinzione di tante specie viventi
Oggi la Ginko esiste solo perchè l'uomo se ne prende cura



lunedì 24 ottobre 2011

Commiato

Domani l'ultima lezione dedicata al cielo.
Poi cominceremo a studiare latitudine, longitudine, rotazione, rivoluzione, fusi orari, sassi, monti e mari.
Tutto diventerà più concreto, basta voli ed ipotesi strampalate, la realtà tangibile ci aspetta

Almeno un saluto alla sezione di astronomia prima che i nuovi programmi ministeriali lo trasformino in un definitivo addio







domenica 23 ottobre 2011

Età


È vero, il mondo è tutto un palcoscenico
sul quale tutti noi, uomini e donne
siam solo attori, con le nostre uscite
e con le nostre entrate; ove ciascuno,
per il tempo che gli è stato assegnato,
recita molte parti,
e gli atti sono le sue sette età:
prima, il neonato che vagisce e sbava
in braccio alla nutrice;
poi, il piagnucoloso scolaretto
che con la sua cartella sotto il braccio
e con la faccia lustra e mattiniera
si trascina alla scuola
di malavoglia, a passo di lumaca;
poi viene il giovincello innamorato,
sempre in sospiri come una fornace,
che ha scritto una ballata malinconica
in lode delle belle sopracciglia
della sua bella; poi viene il soldato,
la bocca piena di strane bestemmie,
la barba da sembrare un leopardo,
sofistico sul punto dell’onore,
impulsivo, rissoso, attaccabrighe,
sempre in cerca di quella bolla d’aria
ch’è la gloria, disposto ad acciuffarla
magari sulla bocca d’un cannone.
Poi viene, quinta età, magistrato,
con la sua bella pancia rotondetta
ben farcita di carne di cappone,
l’occhio severo e la barba aggiustata
come vuole la regola civile,
sempre pieno di massime assennate
e citazioni di luoghi comuni;
la sesta età si porta lentamente
verso l’allampanato Pantalone,
pantofole alle piante, occhiali al naso,
la borsa appesa al fianco; le sue braghe,
le stesse che portava ancor da giovane,
seppur perfettamente conservate,
divenute ormai fin troppo larghe
per i suoi stinchi troppo rinsecchiti;
il vocione virile d’una volta
ridotto ad un falsetto da bambino,
uno suono fesso, tutto fischi e sibili.
Infine l’ultimo atto, la vecchiaia,
che conclude questa curiosa storia
così piena di strani accadimenti,
l’età chiama la seconda infanzia,
l’età del puro oblio: senza più denti,
senza più vista, gusto, senza tutto.
Come vi piace
W. Shakespeare

sabato 22 ottobre 2011

Caccia



Da tre ore è partita la caccia o sarebbe meglio dire lo sterminio.

Due  i padiglioni coinvolti, numerosa la truppa: idraulici, infermieri, caposala, signore delle pulizie.

Ad essere sotto attacco è la Legionella, subdolo batterio che si annida negli impianti idrico-sanitari, con massimo sviluppo quando la temperatura dell'acqua è compresa tra i 25 e i 42 gradi.

La legionella deve il nome all'epidemia acuta che nell'estate del 1976 colpì un gruppo di veterani della American Legion riuniti in un albergo di Filadelfia, causando ben 34 morti su 221 contagiati (oltre 4000 erano i veterani presenti): solo in seguito si scoprì che la malattia era stata causata da un "nuovo" batterio, denominato Legionella, che fu isolato nell'impianto di condizionamento dell'hotel dove i veterani avevano soggiornato.

Presa la decisione di intervento drastico si procede allo shock chimico con biossido di cloro, introdotto appositamente nelle tubature.
 
Di sabato sera, col personale impiegato ad aprire e chiudere rubinetti (e in due padiglioni ce ne sono tanti), controllando che nessuno faccia uso dell'acqua per la durata della battaglia.
Per le sale parto, essendo impossibile evitare che qualcuno nasca nel periodo critico, è stata predisposta un'adeguata scorta d'acqua da riscaldarsi al momento.
 
Si comincia a clorare.
Aperto il rubinetto più distante si aspetta la liberazione del tipico odore di cloro.
Si chiude e si procede oltre, aprendo, aspettando il cloro, chiudendo.
Tutto deve rimanere perfettamente chiuso almeno due ore.
 
Vengono annientati i batteri, viene distrutto il biofilm dalle tubature, l'habitat naturale della Legionella.
 
Domani mattina si sarà ritornati alla normalità.
 
Dalle stanze deserte del piano che ospita l'Ufficio Tecnico io aspetto che i moderni ghostbusters ritornino alla base, sicuri vincitori.

venerdì 21 ottobre 2011

Apocalisse

Talvolta riemergono frammenti di ricordi, episodi letti e dispersi.
Anzichè ributtarli nell'oblio generalmente cerco di ricomporre i cocci
Gli abbozzi di una trama a cui manca esordio e finale
Un lavoro superiore alle mie forze e così mi faccio aiutare
Cerco in sala professori i colleghi di lettere, li investo del mio problema e a volte sono fortunata.
Autori e titoli tornano alla luce

Stamane:
"Siamo in una città di un futuro imprecisato. 
E' successo qualcosa di terribile, probabilmente uno scoppio nucleare. 
Gli abitanti sono trasformati in mostri, sia dal punto di vista fisico sia da quello comportamentale. 
Chi regola la città ha però trovato una soluzione. 
Speciali onde diffuse durante la giornata agendo sul cervello dei cittadini mostrano loro una realtà di perfetta normalità. 
L'effetto cessa la notte per cui vige il più assoluto divieto di svolgere qualsiasi attività. 
E' obbligatorio restare chiusi nelle proprie abitazioni, al buio"

Impossibile ricordare come finisca la vicenda.

I colleghi a cui mi rivolgo non amano particolarmente il genere fantascienza. 
Citazioni di Volponi, di Wells che non approdano a nulla

Cerco sulla rete ma la mia abilità non è tale da portarmi alla soluzione

Investo del problema mio figlio che pure non trova la risposta ma in compenso passa due ore a leggere trame di racconti e film di fantascienza


Da tutto questo lavoro emerge un dato curioso

La catastrofe, l'apocalisse nel tempo ha vestito abiti diversi.
Negli anni cinquanta era la guerra a provocare i disastri, la guerra nucleare
Negli anni settanta virus sconosciuti diffondevano epidemie e provocavano stermini
Negli anni ottanta ritornano protagoniste le guerre
Dal novanta la fanno da padrone cause naturali: asteroidi in collisione, terremoti, vulcani e cicloni


La mia ricerca però resta per il momento incompiuta

giovedì 20 ottobre 2011

Branduardi







Promossa

Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca


Talvolta dal mio mondo incantato qualcuno o qualcosa mi riprecipita in questa valle di lacrime.

Stamane all'intervallo un nuovo fermento agita la sala insegnanti
E' stata diffusa la circolare n 94 prot. 6828 del 18 ottobre. 
Dalla tabella allegata risulta che la mia materia dovrà avere la valutazione sia in scritto sia in orale
Finiti i tempi della materia di serie B (quelle con la sola valutazione orale)

Peccato che la realtà che ti si mostra è la seguente:
orario settimanale: ore due
primo periodo con chiusura a dicembre: totale ore ventotto (solo teoriche perchè possono capitare una festa infrasettimanale, un'assemblea di istituto, le gare di atletica, l'uscita didattica, l'astensione dei ragazzi, lo sciopero degli insegnanti, la vacanza stabilita dalla Regione, e tutto quanto di più fantasioso può coglier la mente del lettore)
alunni per classe: ventotto perchè siam stati fortunati (altri sono tranquillamente a trenta)

Il Collegio dei Docenti, ignaro a maggio di circolari ottobrine, ha deliberato che il criterio di congruità per le prove preveda almeno due valutazioni per l'orale e due valutazioni per lo scritto nel primo periodo, essendo breve, con obbligo di recupero qualora l'alunno risultasse assente

Ricapitolando:
due prove scritte = due ore (a meno di fare prove scritte della durata di venti minuti)
se si vuol mettere in conto il tempo per la correzione con la classe onde evitare il ripetersi degli errori ne vanno aggiunte altre due
due interrogazioni orali ciascuno = cinquantasei interrogazioni orali
quanto mettiamo in conto per ciascuna interrogazione? normalmente correndo e senza correggere gli errori si può arrivare a quattro interrogati all'ora
converrà farne stare almeno sei in un'ora = totale ore nove-dieci
nella previsione sciagurata che qualche alunno abbia bisogno di una valutazione ulteriore per decidere se attribuirgli la sufficienza o meno possiamo aggiungere altre tre-quattro ore
Nel frattempo bisognerà pur fornire materiale per l'interrogazione (a meno di dare un voto a domande tipo "a che ora ti sei alzato stamattina, perchè hai scelto questa scuola, quanti fratelli hai")
Ma perchè tanto sarcasmo? Avanzano ben dieci ore (forse) e se ne possono dire di cose in dieci ore


Il Collegio potrà sempre dichiarare che congruo significhi un solo orale e un solo scritto, si potranno inventare modalità nuove di valutazione (osservare come i ragazzi lavorano in gruppo, attribuire un voto ad ogni intervento dal posto).

Ho solo bisogno di un po' di tempo per far quadrare i conti
E il dubbio che ormai non me ne resti abbastanza

mercoledì 19 ottobre 2011

Risultato


Ecco la bozza del progetto scaturita dall'incontro:


Tema: Dal cemento al grattacielo

1    incontro         
Chimica del cemento con produzione di un provino per alunno
Lezione frontale con uso laboratorio chimica (nostro istituto)
2-3 incontro        
Progettazione dello stabile con uso di autocad 
Lezione frontale con uso laboratorio informatica (nostro istituto)
4-5  incontro      
Energetica degli edifici con attività pratica 
Lezione frontale con uso telecamera ad infrarossi per il rilevamento delle dispersioni energetiche   laboratorio fisica e cortile (nostro istituto)
6 incontro             
Resistenza dei materiali
Lezione frontale con uso laboratorio materiali (università)
7 incontro            
Rilevamento parametri edifici
Lezione frontale con uso puntatore laser edifici cortile (nostro istituto)
8 incontro            
Riflessione strutture architettoniche
Lezione frontale (nostro istituto)

Periodo attuazione: indicativamente febbraio-marzo

Zanzotto


Nautica Celeste
V
orrei renderti visita
nei tuoi regni longinqui
o tu che sempre
fida ritorno alla mia stanza
dai cieli, luna,
e, siccom'io, sai splendere
unicamente dell'altrui speranza.

Missione Dalmine

Nonostante le nuvole nere finanziarie che aleggiano sul progetto liceo-università (leggasi "ci saranno mai i fondi a disposizione per tutta l'operazione?") ricevo l'incarico dal Dirigente di riprendere i contatti con il referente per il settore scientifico presso la facoltà di Ingegneria di Bergamo.
Dovendo visionare i laboratori da inserire è obbligatoria la trasferta a Dalmine
Essendo tale meta disueta (saranno massimo quindici chilometri da casa) ed essendo negata come navigatrice domenica coinvolgo tutta la famiglia nella missione di ricognizione del territorio, con grande entusiasmo e gioia, in particolare dei figli, che si vedono allungare a sproposito la via del ritorno a casa dove li attende un sano far niente
Arriviamo davanti alla sede dell'Università dopo aver percorso un tragitto talmente tortuoso da non poter essere assolutamente memorizzato (però è quello con meno traffico!).
La strada di ritorno è invece più lineare (decido che farò sicuramente quella)
Fissati nella mente tutti i riferimenti possibili: supermercato LD, pennone gigantesco in mezzo alla strada, pavimentazione orrenda, centro piscine o qualcosa del genere sulla destra, velodromo che non può passare inosservato
Prima di partire ripasso tutto il tragitto utilizzando i servizi che mette a disposizione Google e penso che forse avrei potuto far a meno della previsita di domenica tanto reale appare il mio spostamento per le strade della Dalmine virtuale
Parto
Come forse era ovvio per chi mi conosce sbaglio strada e solo vedendo il velodromo che mi scorre sulla destra realizzo che dovevo girare al semaforo precedente.
Poco male. Ci sarà pur una strada che mi riporti sulla retta via e appena posso svolto.
Il percorso costeggia la Tenaris, almeno credo (anche perchè non posso fermarmi a fare la turista e controllare tutti i particolari) e si snoda tra stradette e giardini, parcheggi e piazzette. 
Controllo la strada parallela che vedo agli incroci (il percorso preventivato) e grazie alla mia abilità arrivo anche a destinazione.
La prima parte della missione è compiuta


lunedì 17 ottobre 2011

The Beauty of Chemistry

Le due settimane di Bergamoscienza sono passate ma fino al 20 novembre rimane aperta la mostra Elements suddivisa in quattro sezioni.
Raccolta di opere d’arte ispirate alla tavola periodica degli elementi
Interpretazione di artisti contemporanei di 15 elementi chimici
Elementi della vita e la loro collocazione nel corpo umanoLaboratori interattivi dedicati alla chimica 


Stamane e il prossimo giovedì le visite programmate con le mie due terze

Tante curiosità, alcuni spunti nuovi, i ragazzi attenti e a volte anche divertiti

Strano vedere le calamite sollevare i cereali della prima colazione, pesarsi e avere come responso una striscia di carta più lunga dello scontrino della spesa settimanale di una famiglia numerosa con elencati i grammi dei tanti elementi presenti nel nostro organismo, sentire la voce dei volontari che respirano per qualche secondo l'elio o veder crescere cristalli nel giardino di vetro liquido, silicato di potassio in soluzione. 

La rappresentazione artistica più appariscente: la riproduzione di una centrale nucleare illuminata da pezzettini di uranio al suo interno

La realizzazione più macabra: la trasformazione delle ceneri della consorte in un diamante montato su un anello


Le tavole periodiche più belle quelle riportate sotto


domenica 16 ottobre 2011

Famiglia

Quest'anno in 44

Ad ottobre, saranno ormai più di dieci anni, ci si ritrova regolarmente


Quattro generazioni e ormai sono arrivata alla terza posizione (parttendo dai più giovani).


Incrocio di persone molte delle quali vivono a distanza, invecchiano a distanza.
Incrocio di idee tante volte contrastanti tra loro, punti di vista antitetici
Ricerca di terreni di discussione neutri.
Oggi tutta una dissezione sul vino, sul costo al supermercato, sul costo dall'amico contadino, sul costo di bottiglia e tappo, sulle tecniche di produzione e sul costo del prodotto fatto in casa.
Punto di partenza la sospensione della commercializzazione dello Schiava alla cantina sociale di Pontida, data la nostra presenza su tal territorio.



Un ricordo
Quando eravamo ragazzi (i ragazzi del '34) da Valbonaga si scendeva verso il piano per poter seguire la Messa in parrocchia a Caprino
Partivamo con gli zoccoli portandoci appresso le scarpe belle
Arrivati in prossimità del paese toglievamo gli zoccoli e mettevamo le scarpe
C'era un muro di sassi, c'erano tanti buchi nel muro
E tutti quei buchi si riempivano di zoccoli in attesa del nostro ritorno, quando di nuovo facevamo il cambio


Anch'io ho percorso quel sentiero tante volte quando da piccola abitavo a Caprino e, massimo livello di libertà raggiunto, me ne andavo a spasso nei dintorni
Scendevo da Caprino verso il torrente Sonna, attraversavo il ponte, risalivo verso Valbonaga per poi fare il viaggio di ritorno.
Chissà quante volte sono passata vicino a quel muro eppure non ricordo d'aver mai notato i buchi.
Forse non c'erano nemmeno più.

Mi rimane l'immagine di tutti quegli zoccoli in fila


venerdì 14 ottobre 2011

Sole

Nelle linee fondamentali le lezioni si ripetono anno dopo anno

Si potrebbe pensare che dopo tanti anni di insegnamento il bagaglio sia così vasto da permetter tranquilli pomeriggi di svago

In effetti potrei

Eppure ogni volta riprendo i power point degli anni precedenti, controllo i link perchè potrebbero aver rimosso pagine, trovo approfondimenti e filmati nuovi da inserire, riscrivo tutto o quasi

Uno spulciare, rileggere, confrontare
Si trova di volta in volta materiale sempre interessante, come il filmato che segue

 
E nel complesso mi piace farlo

giovedì 13 ottobre 2011




I am sailing, I am sailing,
home again 'cross the sea.
I am sailing, stormy waters,
to be near you, to be free.

I am flying, I am flying,

like a bird 'cross the sky.
I am flying, passing high clouds,
to be with you, to be free.

Can you hear me, can you hear me

thro' the dark night, far away,
I am dying, forever trying,
to be with you, who can say.

Can you hear me, can you hear me,

thro' the dark night far away.
I am dying, forever trying,
to be with you, who can say.

We are sailing, we are sailing,

home again 'cross the sea.
We are sailing stormy waters,
to be near you, to be free.

Oh Lord, to be near you, to be free.

Oh Lord, to be near you, to be free,
Oh Lord

mercoledì 12 ottobre 2011

Transiti inceppati

Giorni fa ho visitato la mostra allestita nello spazio Viterbi della Provincia  "Transiti inceppati"

Era esposto materiale dell'archivio storico dell'Ospedale psichiatrico. 

Il percorso ricostruiva storie di donne e di uomini che si sono avvicendati tra le mura del manicomio, tra la fine dell'800 e i primi anni settahta del '900 (poco prima della chiusura dei manicomi determinata nel 1978 dall'approvazione della legge 180): i frequenti rapporti tra questo luogo, a torto ritenuto estraneo alla normalità del mondo, e la società civile.
Rapporti tanto intensi quanto conflittuali perché spesso finalizzati a restituire i pazienti ormai guariti alle famiglie e alle istituzioni, restii però ad accogliere soggetti considerati alieni alla società. 

Era sera, le stanze vuote, le lettere e i documenti appesi
Ho pensato a quanto quelle grafie assomigliassero a quelle di mio papà, a  quanto quei contenuti potessero essere contenuti odierni

Ormai la mostra è finita ma per l'intero commento è possibile leggere al link
  
Riporto la sezione dedicata agli alcolisti e penso agli interventi di educazione alla salute che partiranno anche quest'anno, ai ragazzi che si avvicinano all'alcool e al rischio di restarne stritolati come tra le spire di un'anaconda




 
 
Bere per abitudine così come fanno tutti in paese “sentendosi così del paese”, bere per consolazione, bere per tirarsi su e andare avanti, bere per avere il coraggio di sentirsi capaci di fare qualcosa che altrimenti non si farebbe, bere per chiudere i morsi della fame, bere per laconsapevolezza della miseria e della propria incapacità e solitudine (molti sono i celibi che appaiono bevitori), bere infine per non esserci o sentirsi per un po’ euforicamente capaci..., fuori dagli schemi, in grado di affrontare risse e anche corteggiamenti o lunghi spostamenti; bere… ieri (più presente l’alcool come causa di malattia a partire dai primi del ‘900 fino agli anni ‘70 del ‘900) come oggi è un modo per non essere del tutto in sé e con sé.

Bere è portarsi fuori dal contesto sociale e quindi da sé anche se accade nell’apparente socialità delle trattorie, cantine, taverne o circoli di amici; socialità che più spesso è già di fondo tetra per poi diventare desolante quando ognuno beve per sé, da solo, seguendo i fili dei propri vuoti.

Vuoti che sono riempiti, per essere tollerati, con un bicchiere in più; per essere allora, come ora, dimenticati, buttati giù, sostituiti da qualcosa che aiuta a non pensare o a pensare melanconicamente in un baratro che si apre sul vuoto di possibilità o anche di vitalità.

È evidente che l’alcoolismo è un segnale, un sintomo e una concausa di e in biografie che hanno altri segni, altri punti di debolezza o di sconnessione, è l’evidenza conclamata di disagi sia materiali che relazionali che precipitano in un bicchiere che li cancelli, per un attimo, alla memoria.