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venerdì 15 giugno 2012

Tesine 2

La solitudine vi spaventa.
E che fate allora? 
V’immaginate tante teste. 
Tutte come la vostra. 
Tante teste che sono anzi la vostra stessa. 
Le quali a un dato cenno, tirate da voi come per un filo invisibile, vi dicono di sì e di no, e no e si; come volete voi. 
E questo vi conforta e vi fa sicuri. 
Andate là che è un giuoco magnifico, codesto della vostra coscienza che vi basta.
E allora? 
Sapete invece su che poggia tutto? 
Ve lo dico io. 
Su una presunzione che Dio vi conservi sempre. 
La presunzione che la realtà, qual’ è per voi, debba essere e sia ugualmente per tutti gli altri. 
Ci vivete dentro; ci camminate fuori, sicuri. la vedete, la toccate; e dentro anche, se vi piace, ci fumate una sigaro(la pipa?la pipa) e beatamente state a guardare le spire di fumo a poco a poco vanire nell’aria. 
Senza il minimo sospetto che tutta la realtà che vi sta attorno non ha per gli altri maggiore consistenza di quel fumo..siete sicuri che se esistesse un senso alla nostra reale esistenza dovrebbe ricadere fuori da quel fumo?


Pirandello

mercoledì 15 febbraio 2012

Celentano

Premessa: non ho mai sopportato le sue prediche  e anni luce da me l'intenzione di seguirne un intervento che tanto clamore anticipato aveva suscitato

Serata di ieri: non tutti in casa hanno i miei stessi pensieri.

Se ne parlo è solo perchè mi capita di leggere talvolta quanto scrive Don Tommaso e per evitare la fatica riporto integralmente




Il Paradiso sedativo di Celentano

Caro Adriano,
stupenda predica ieri sera, bellissimo il riferimento agli altoparlanti, sono convinto che quello che hai detto non era riferito al suono fisico che deve arrivare in fondo alla chiesa, ma che le nostre parole devono arrivare agli ultimi di questo paese.
Noi preti (e anche frati!) dovremmo parlar di paradiso agli emarginati di questa terra, per i quali i diffusori delle chiese non sono sufficienti. Ai senza terra, agli affamati, agli assetati, ai malati di AIDS, ai bimbi soldato, e a tanti altri… giustamente questa non è vita, ne paradiso.
Dal mio “pulpito” provo ad insegnare ai miei fedeli, che se ci vogliono andare in paradiso, devono fondere fin da oggi il cielo e la terra, devono sentirsi responsabili del fatto che c’è gente qui che vive come un inferno. Molte volte ho scandalizzato qualcuno dicendo che non è con le sole preghiere che si va in cielo.
Queste stesse cose, con più precisione, le ho trovate scritte su riviste come Avvenire e Famiglia Cristiana, che si son sempre sforzati di fondere il vangelo e la vita degli uomini, il paradiso e la terra, magari non sempre ci son riusciti. Io particolarmente sono lettore di Avvenire e devo dire che se non fosse per questa testata e per Il Manifesto, in Italia non avremmo alcuna notizia delle guerre e delle tragedie dimenticate di questa terra.
“Giornali inutili come l’Avvenire e Famiglia Cristiana andrebbero chiusi definitivamente (pausa) si occupano di politica e delle beghe nel mondo anziché parlare di Dio e dei suoi progetti, e non hanno la più pallida idea di quanto può essere confortante per i malati leggere di quanto Dio ci ha promesso…”; mi pare che quello che proponi è proprio l’idea di Marx di religione, la religione sedativo, che con la favola del paradiso intorpidisce le menti dei fedeli.
La mia idea di Fede e di Cristianesimo non è la tua, e siccome la mia è inquinata da Voltaire, non dirò mai che “andrebbero chiusi definitivamente” i tuoi altoparlanti, per cantare e predicare, anzi sono pronto a morire perché tu possa esprimere le tue idee, anche sbagliate sul mio conto.

venerdì 16 dicembre 2011

Se variazioni di potenziale elettrico vengono lette come sensazioni, immagini e suoni

Se una molecola presente o assente fa la differenza tra un colore e l'altro

Quale sicurezza possiamo avere nel leggere quanto ci circonda?

A volte mi chiedo perchè distribuisco certezze

A volte getto il seme del dubbio, insieme a tanti altri semi

Non è dato saperne l'effetto

domenica 11 settembre 2011

La toccatina

Un invito alla lettura

E' tanto breve e bastano cinque minuti

Un invito alla riflessione

Per questa non basta tutta la vita

Scoprire l'attualità in brani di quasi cent'anni fa

Scoprire che ancora cerchiamo risposte

sabato 4 giugno 2011

Su colpa e castigo


Lunedi iniziano gli scrutini
Il momento più difficile dell'anno scolastico

Allora un giudice della città si fece avanti e disse:
Parlaci della Colpa e del Castigo.
E lui rispose dicendo:
E' quando il vostro spirito vaga nel vento,
Che soli e incauti commettete una colpa verso gli altri e quindi verso voi stessi.

E per questa colpa commessa dovrete bussare e, inascoltati, attendere a lungo alla porta dei beati.

Come l'oceano è la vostra essenza divina;

Per sempre resta incontaminata.
E come nell'etere, in essa si muovono soltanto gli esseri alati.
Come il sole è la vostra essenza divina;

Ignora le gallerie della talpa e non cerca le tane del serpente.

Ma in voi non dimora soltanto l'essenza divina.

Molto è tuttora umano in voi, e molto in voi non è ancora umano,
Ma un pigmeo informe che cammina addormentato cercando nelle brume il proprio risveglio.
E ora vorrei parlarvi dell'uomo che è in voi.
Poiché né la vostra essenza divina, né il pigmeo nelle brume, ma solo l'uomo conosce la colpa e il castigo.
Spesso vi ho udito dire di chi sbaglia che non è uno di voi, ma un intruso estraneo al vostro mondo.

Ma io vi dico: così come il santo e il giusto non possono innalzarsi al di sopra di quanto vi è di più alto in voi,

Così il malvagio e il debole non possono cadere più in basso di quanto vi è di più infimo in voi.

E come la singola foglia non ingiallisce senza che la pianta tutta ne sia complice muta,
Così il malvagio non potrà nuocere senza il consenso tacito di voi tutti.
Insieme avanzate, come in processione, verso la vostra essenza divina.
Voi siete la via e i viandanti.
E quando uno di voi cade, cade per quelli che lo seguono giacché li mette in guardia contro l'ostacolo.

Ma cade anche per quelli che lo precedono i quali, benché più celeri e sicuri nel loro passo non rimossero l'ostacolo.

E vi dirò inoltre, nonostante la mia parola vi pesi sul cuore:

L'assassinato è responsabile del proprio assassinio,

E il derubato non è senza colpa del furto subito.

Il giusto non è innocente delle azioni del malvagio.

E chi ha le mani pulite non è immune dalle imprese dell'empio.

Sì, il colpevole è spesso vittima di chi ha offeso.
E ancora più spesso il condannato regge il fardello di chi è senza biasimo e colpa. Voi non potete separare il giusto dall'ingiusto, il buono dal cattivo,
Poiché stanno uniti al cospetto del sole come insieme sono tessuti il filo bianco e il filo nero.

E se il filo nero si spezza, il tessitore rivedrà da cima a fondo tela e telaio.

E chi volesse frustare l'offensore scruti nello spirito dell'offeso.
E se qualcuno di voi, in nome della giustizia, volesse punire con la scure l'albero guasto, ne esamini le radici.
E scoprirà radici del bene e del male, feconde e sterili, tutte insieme intrecciate nel cuore silenzioso della terra.
E voi, giudici, che pretendete essere giusti,
Che giudizio pronunciate su chi, benché onesto nella carne, in spirito è ladro?

Che pena infliggere a chi uccide nella carne, ma in spirito è lui stesso ucciso?

E come perseguite chi nei fatti inganna e opprime,

Ma è lui stesso afflitto e oltraggiato?

E come punite quelli il cui rimorso è più grande del loro misfatto?

Il rimorso non è forse la giustizia retta da quella vera legge che servireste di buon grado ?

Ma non potete imporre il rimorso all'innocente, né strapparlo dal cuore del colpevole.

Inaspettato, esso chiamerà nella notte affinché l'uomo si svegli e scruti dentro di sé.

E come potrete capire la giustizia, se non esaminate ogni fatto in piena luce ?

Solo così saprete che il caduto e l'eretto sono un solo uomo che sta nel crepuscolo, sospeso tra la notte della sua essenza non ancora umana e il giorno della sua essenza divina.
La pietra angolare del tempio non è più alta della pietra più bassa delle sue fondamenta.
K. Gibran

domenica 22 maggio 2011

Cigni II



Lungo il Sile le mamme con i loro piccoli al seguito: quattro-cinque ciascuna

Proposito: domani mattina devo andare a controllare il nido

Arrivo all'argine del Cavetta, giro a destra e comincio la ricerca.

I lavori sono quasi ultimati

Pedalo, pedalo e arrivo al Piave
Nessuna traccia nè del canneto risparmiato nè del nido che proteggeva

Il traffico molto più intenso, ormai la stagione balneare è iniziata

Lo scempio del territorio continua.

Prima tracciano strade nel nulla, coprono canali, creano parcheggi e nel giro di qualche mese è pieno di casupole per turisti o di camping
..e distruggono i "miei" nidi

Avranno aspettato almeno la schiusa e fatto il trasloco della nidiata
Così rimugino prendendomela con tutto e con tutti

persino col signore che correndo è riuscito a sorpassarmi e se ne sta sempre lì davanti procedendo con la mia stessa velocità

Sulla via del ritorno mi sorge un dubbio: e se il nido anzichè a destra fosse stato a sinistra?
Il canale è lungo e piuttosto uniforme, sono passate tre settimane e non avevo certo memorizzato longitudine e latitudine

Caparbia rifaccio la strada, stavolta girando a sinistra


Già da lontano scorgo il canneto.





Quindi non avevano distrutto tutto
Il nido è ancora lì, vuoto

Dei cigni nessuna traccia

La probabilità che se ne siano andati da soli esiste

La probabilità che, data l'ora, siano chissà dove, magari sul Sile insieme alle altre nidiate esiste

Ed esiste la certezza che le mie invettive mentali di poco prima erano del tutto ingiustificate, almeno per quanto riguarda il nido



Quante volte la nostra verità corrisponde alla realtà?

Nel relativismo interpretativo quanto contano i filtri che teniamo sopra gli occhi? Quante volte ci siamo investiti del ruolo di giudice sicuri di detenere l'esatta interpretazione dei fatti?

lunedì 9 maggio 2011

Ninna nanna

Domenica mattina sul presto, viaggio in automobile, meta Torino per festeggiare i 50 anni di sacerdozio dello zio paterno. Famiglia al completo.

Tentativo di sonnecchiare fallito: il vociare con sottofondo la radio accesa rende l'impresa irrealizzabile

Scambi di opinione, battibecchi, proteste, accuse reciproche, sovrapporsi di discussioni tra gruppetti diversi: il caos totale

Tra i tanti argomenti:

"Mamma ma ti rendi conto di quali ninna nanna ci cantavi per farci addormentare?"
"Infatti, ne parlavamo ieri sera alla festa a cui siamo andati. Le altre mamme cantavano le canzoni dello Zecchino d'oro, o filastrocche rilassanti. Ma le tue mettevano angoscia"
" Tra quella di Jonn Brown che giace nella tomba dopo esser stato impiccato, Susanna che si fa i ricci e prende legnate che fanno cascare i denti, l'Angelo Gabriele che suona la tromba del giudizio al tizio che buca i sombreri e l'incitamento al parricidio del marinaio a Venezia, ostacolato nel desiderio di matrimonio.."
"Ma quest'ultima io non la so"
"La cantava poco rispetto alle altre invece perchè in realtà è immorale"



Debole difesa:
Primo non ho mai pensato potessero angosciare, dopo tutto il bene alla fine trionfa
Secondo: ma allora vale lo stesso per le favole tipo Cappuccetto Rosso divorato dal lupo a cui poi si taglia la pancia
Terzo: però funzionavano come ninna nanna

Ad ogni buon conto per i futuri nipotini, quando e semmai arriveranno, sarà bene rivedere il repertorio prima che mi venga rimproverato d'aver creato patemi inutili

LA BALLATA DI LAZY BOY

C'è una stella bianca che splende su nel ciel

guardando solitaria i pascoli del Far West.

E' la gran stella del vecchio Texas

La stella dei cow-boys!

Nell'Ottantasette brillando su Fort Joy

guardò venire al mondo il piccolo Lazy Boy.

Così comincia la lunga storia

di un pallido cow-boy!

RIT.: Un dì la mamma gli disse: "Vai ! ...

Ma resta un bravo cow-boy!

La tromba un giorno ti chiamerà:

Gabriele la suonerà!"

Cow-boy! Cow-boy! Cow-boy!

"Lazy" vuol dire pigro, ma il nostro Lazy Boy

non era certo pigro lontano da Fort Joy

E un brutto giorno conobbe Jessy,

conobbe la sua "Colt".

Cominciò a sparare ai sassi sulla via,

poi preferì i cavalli e infine la ferrovia...

Ai passeggeri bucò i sombreri, rubò pepite d'or.

RIT.

Tutti gli sceriffi cercavano Lazy Boy,

la taglia era grossa, piaceva al sergente Roy....

Ma ad una spanna trovò la canna

Del pallido cow-boy!

Stava per sparare il nostro Lazy Boy

Ma udì dalla Missione un coro di Little Boys

"Oh Lord! Oh Glory! Oh Alleluia"

.... e il colpo non partì..

RIT.

giovedì 28 aprile 2011

Curiosità


Prossimo esame di mia figlia: Storia contemporanea
Mentre mi accompagna al supermercato racconta come siano cambiate le modalità di voto dal 1861 ad oggi.


Nel 1861 vengono estese a tutto il regno le regole valide in Piemonte: possono votare solo i cittadini maschi con 25 anni compiuti, in grado di leggere e scrivere e paganti almeno 40 lire di imposte annue


Nel 1882 (De Petris): sempre maschi, età minima 21 anni, sempre saper leggere e scrivere o in alternativa 20 lire di imposte annue


Nel 1888 (Crispi): tutto come prima salvo le imposte che scendono a 5 lire annue

Nel 1912 (Giolitti) si arriva al suffragio universale maschile.
Se non si sa leggere e scrivere però bisogna aver compiuto trent'anni


Dal 1919 non c'è più la distinzione tra alfabetizzati e analfabeti


Dal 1946 (bontà loro,intendo dei legislatori, questo è commento mio) possono finalmente votare anche le donne


Sembra una banalità oggi esser chiamati a votare

Riflettere un momento sull'iter può renderci più consapevoli?


Riporto altre curiosità che ho trovato:

1861

2011

Capitale:

Torino

Roma

Superficie:

259.320 Km2

301.336 Km2

Popolazione:

22 Milioni

60.494.632

Aventi diritto al voto:

400.00(2%Pop.)

47 milioni(78%Pop.)




Età media:

33 anni

41.8 anni

Tassi fecondità:

4.1

1.41

Giovani (sotto i 14 anni)

32%

14.1%

Anziani (sopra i 61 anni)

8%

19.7%

Mortalità infantile

25%

5.61%

Statura media uomini

158 Centimetri

174 Centimetri

Speranza di vita

Uomini:42anni – Donne:43

Uomini:73 anni – Donne: 82

Matrimoni

8

4

Analfabetismo

70%(90% al sud)

12%

Pil

25 Miliardi di lire

1.313.374.542 Euro

Debito pubblico

2 Miliardi e mezzo di lire

1.869 Miliardi di euro

Reddito media annuo

361 Lire

18.873 Euro

Spesa pubblica per l'istruzione

0.1 Miliardi di lira

44 Milioni di euro

Costo del pane

0.44 lire Kg

2.70 Euro Kg

Teatro

2.60 Lire

30 Euro

Costo francobollo

5 Centesimi di lira

60 Centesimi di euro

Emigranti

135.000

113.000

Rete ferroviaria

2.035 Chilometri

15.974 Chilometri