lunedì 30 giugno 2008

L'abete schiantato

Temporale in arrivo ieri sera.

Bene, un po' di fresco dopo giorni e giorni di calura.

Peccato che fosse preceduto da folate di vento violente e da una piccola (per fortuna) tromba d'aria.




Risultato: stendibiancheria, recipienti vari, scope e attrezzi presi in un turbine e sbattuti ripetutamente contro i muri


Vasi capovolti con buone pace dei piccoli limoni e arance in fase di accrescimento

Recinzione di legno completamente divelta e rovesciata nel giardino

Cuccia del gatto praticamente in orbita e per fortuna il gatto, molto furbo, già si era rifugiato sotto il divano
Dopo pochi secondi uno schianto fragoroso a conclusione dello sbattere di tutte le porte contemporaneamente.

E dalle finestre con le persiane già chiuse, una pioggia di aghi di abete a tappezzare muri, pavimenti, mobili.








Uno dei quattro abeti argentati posti sul davanti dell'abitazione si è spezzato di netto, finendo con tutta la sua chioma frondosa contro la casa.

Guardandolo adesso, i rami appoggiati al tetto, il resto del tronco al suo posto, sembra in quieto riposo.

Restano le ferite, come se un gruppo di asce impazzite vorticando nell'aria l'avessero colpito qua e là









Nel complesso i danni sono abbastanza limitati: una decina di tegole rotte, il canale completamente piegato, la parabola che non manda segnali di vita

Al campo sportivo messo davanti a casa mia è andata molto peggio, al punto che la strada è ancora chiusa per permettere la rimozione di tutta la recinzione pericolosamente sporgente sul provinciale

Mi dicono che anche l'officina, dove guarda caso, l'auto familiare aspetta i pezzi di ricambio, ha subito danni notevoli ed è stata scoperchiata.

Già la mia auto era bella di suo, immagino se le è arrivato qualcosa addosso.



Per sistemare tutto credo non bastino tre giornate di lavoro

domenica 29 giugno 2008

sabato 28 giugno 2008

Bufale

Avessimo bisogno di esempi della stupidità umana ci troveremmo nell'imbarazzo della scelta.

Premetto che non sono una tifosa espertissima della squadra locale, l'Atalanta.

Ritengo che le scelte della società spettino alla società e che i tifosi rimangano tali senza trasformarsi in vandali o peggio.

Atalanta è stato scelto come nome dalla società ricordando il mito greco.

Figlia di Iasio re dell'Arcadia e di Climene, fu abbandonata dal padre perchè questo desiderava un maschio

Artemide inviò un'orsa, che se ne prese cura allattandola ed allevandola.

Qualche tempo dopo fu trovata da un gruppo di cacciatori che la crebbero, insegnandole l'uso dell'arco così bene da diventare in breve tempo celebre per le sue imprese

Divenne così famosa che il padre infine la riconobbe.

Le insistenze del padre affinché si sposasse incontrarono la sua contrarietà: infatti un oracolo le aveva predetto che una volta sposata avrebbe perduto le sue abilità.

Atalanta, per accontentare il padre e sicura dei propri mezzi, promise di sposarsi solo con chi l'avesse battuta in una gara di corsa. La posta era altissima: ciascun pretendente che non ne fosse uscito vincitore, sarebbero stato ucciso.

Nessuno riuscì a batterla finché non arrivò Melanione (o Ippomene) che, profondamente innamorato, volle cimentarsi nella rischiosissima impresa chiedendo aiuto ad Afrodite.
La dea diede allora a Melanione tre mele d'oro tratte dal Giardino delle Esperidi ed egli, seguendone il consiglio, lasciò che cadessero una ad una durante la corsa.
Atalanta ne risultò irresistibilmente attratta e si fermò ogni volta a raccoglierle perdendo così terreno prezioso e, infine, la stessa gara.

Brava quindi sì a correre ma anche un poco scioccherella.


In questi giorni la società atalantina per la campagna acquisti ha stipulato un nuovo contratto con un famoso seppur attempato giocatore, piuttosto inviso ad una fetta di tifosi.

Risultato: sulle strade della provincia sono fioriti manifesti abbastanza espliciti di questa contrarietà.

Ma , non si sa sulla base di quale fondata notizia, da almeno tre anni nel mio paese circola voce che una villa in ristrutturazione fosse la dimora futura proprio di tal giocatore.

Tale villa ormai ultimata è anche già abitata dal legittimo proprietario.

Ma questo particolare da alcuni tifosi è stato del tutto sorvolato.

Così la recinzione si è riempita di manifesti, sacchi di immondizia sono stati accumulati ad impedire l'accesso al cancello, oggetti di vario genere lanciati contro l'abitazione mettendo in tale allarme il proprietario da dover assumere una guardia giurata a protezione della sua famiglia.

Forse bisognerebbe informare i tifosi d'aver sbagliato obiettivo e ricordare loro il significato greco del nome della squadra: Αταλάντη, "in equilibrio", perchè loro di equilibrio ne dimostrano gran poco

venerdì 27 giugno 2008

Il Signore del Sole

Oggi riporto un assaggio della poesia di Robindronath Tagore, poeta bengalese, premio nobel per la letteratura nel 1913.


Non voglio la libertà dell'asceta


In mezzo agli innumerevoli legami,

in grande gioia, gusterò

il sapore della libertà.

Questo fragile vaso di terra,

riempiendosi continuamente

verserà sempre il tuo nettare

di vari colori e di vari profumi.

Tutta la mia vita, come lampada,

s'accenderà della tua fiamma

alle miriadi di luci

in mezzo al tuo tempio.


Non voglio chiudere le porte

dei miei sensi nella mistica;

le gioie dei colori,

dei profumi e dei canti

sono le tue gioie.


Le mie illusioni risplenderanno

chiare nella libertà,

i miei amori si trasformeranno

in frutti di pietà.


Gelsomino


Nato dal volere divino

attraverso i millenni

oggi è fiorito un gelsomino

dal seno della terra.

Specchio d'una felicità

nascosta in lunghi secoli

dentro un cuore invisibile.

Tu simile al mio sogno!

Chi potrà dirmi quel giorno

quel prato a primavera

quel frammento di pena

dove alla luce s'aprirà

sopra il volto del tempo

l'umile mio sorriso?

Tu meravigliosa,

tu nascosta speranza

dentro il cuore profondo

di tutto l'esser mio.


Io non ti invoco...


Io non T'invoco per allontanare

da me ogni pericolo, soltanto

fa ch'io non debba averne mai paura.


Nè T'invoco per chiederti soccorso

nella tribolazione,

ma per esser più forte del dolore;


e se non trovo amici nella vita,

perchè coraggio e forza in me non cedano;

se mi coglie rovina e tradimento,

perchè non mi dichiari mai sconfitto.


Io non T'invoco per allontanar da me

ogni male; a Te chiedo soltanto

di trovare la forza di procedere;


nè per aver da Te consolazioni,

o per render leggero il mio fardello,

ma per trovar coraggio nel procedere.


Un dolce giorno, sulla prima aurora,

umile, in Volto io Ti vedrò. Tu aiutami

nei tormenti e nel buio dell'attesa,

fa ch'io non possa dubitar di Te.


giovedì 26 giugno 2008

Cinque carpe

Ripenso al ragazzo morto per il gioco del salto sul tetto del treno a Pinerolo.

Scuoto la testa.

Ripenso al racconto fattomi stamane da un alunno di quattordici anni, al corso di recupero, durante il quale tutte le occasioni di intervento sono adatte pur di allontanare la teoria degli errori, le forze, le pressioni di Stevino e la spinta di Archimede.

"Sa profe, che ieri quasi morivo.." segue risatina

"Cioè?"

"Ieri sono andato a pescare sul fiume Oglio, insieme ad alcuni miei amici.

Però non riuscivamo a pescare nulla, nonostante i cambi di postazione e l'attrezzatura "straprofessional".

Vedendoci un pescatore vecchio (mi piacerebbe sapere cosa intende per vecchio..) ci chiama dall'altra parte del fiume perchè lui ha pescato già tanto e vuole regalarci del pesce.

Allora noi immediatamente ci tuffiamo per attraversare, ma sa che la corrente era fortissima e ci stava trascinando via tutti.

Però siamo arrivati di là e ci ha regalato cinque grosse carpe.

Abbiamo anche capito il nostro errore: noi usavamo i "cagnotti" mentre lui, pensi un po', usava le ciliegie..ecco perchè!"

"Già, anch'io tra "cagnotti" e ciligie, avrei preferito le ciligie"

"Ma profe, i nostri "cagnotti" erano bellissimi e si muovevano tutti".

Del tutto trascurabile che la traversata del fiume poteva anche finire in tragedia, c'erano in palio ben cinque carpe!

Forse è l'incoscienza che colora la vita.


mercoledì 25 giugno 2008

Serata d'estate


"Stasera devo partecipare ad una riunione che tratterà temi legati all'ambiente, potrebbe anche esserti utile"


Scuse credibili non me ne vengono così sui due piedi, e quindi partenza per Dalmine.


Città che non suscita troppo il mio interesse perchè non ci sono verdi colline a muovere il paesaggio nè quella calma incantata della vera pianura bergamasca.


Solo in auto scopro che la riunione di cui sopra è il consiglio comunale aperto alla cittadinanza e già sono pentita della mia accondiscendenza.


Non ho mai, dico mai, partecipato ai consigli comunali del mio paese, andrò a seguire quello di Dalmine?


Arriviamo in netto ritardo e quindi non avendo sentito l'introduzione fatico a capire di cosa si tratti: in realtà sarebbe bastato leggere l'ordine del giorno appeso ovunque per arrivare immediatamente al nocciolo della questione.


Sul territorio comunale è situato un inceneritore, anzi termovalorizzatore, e è in discussione il potenziamento della struttura.


Ho perso tutta la presentazione del sindaco e la relazione del funzionario provinciale è agli sgoccioli.

Riesco a seguire interamente l'analisi effettuata da un professionista incaricato dal comune di esaminare il piano di sviluppo previsto dalla regione e dalla provincia (documento di 300 pagine).


Poi iniziano gli interventi del pubblico.


Me ne guardo bene dall'esprimere considerazioni facili da fare quando il problema è lontano, o dal concludere "tutto mondo è paese" pensando alle recenti vicende campane, o dal sollevare la questione meglio inceneritori o meglio discariche.


Segnalerò solo alcuni pensieri sparsi.


Primo: tutto il mio sostegno morale al funzionario della provincia, il quale si è trovato a difendere, solo contro tutti, un piano di sviluppo deciso da altri, che sapeva ben padroneggiare i dati ma che nulla poteva rispondere in merito alle scelte politiche


Secondo: dove erano i politici che tale piano avevano pensato?


Terzo: i rappresentanti della società che gestisce l'inceneritore e da cui è partita la proposta per il potenziamento, sono stati invitati al consiglio per sostenere il loro punto di vista?


Quarto: parlare di effetti sulla salute senza avere dati epidemiologici di riferimento o di confronto ha un significato puramente emotivo


Quinto: ma gli amici di Beppe Grillo si cacciano proprio dappertutto?


Tra solidarietà dei sindaci dei comuni limitrofi, nostalgie di azioni dimostrative passate quando la decisione sull'inceneritore originario è stata attuata, proposte di azioni eclatanti onde attirare l'attenzione e far desistere dall'insano proposito le autorità superiori, ondate di disapprovazione generale appena un consigliere della minoranza si scostava dall'unica sinfonia presentata, citazioni di "magagne" vecchie e nuove del territorio di Dalmine, la serata è arrivata alla sua conclusione.


Commento finale: ascoltare le persone esprimere il loro parere, è sempre importante.


Sicuramente più utile che farsi rincitrullire dalla televisione.
(scandaloso come è stata riportata la notizia dall'emittente locale)


martedì 24 giugno 2008

Magia di numeri

Ci sono numeri e ci sono numeri per qualcuno particolari.


Non sto parlando dei banali 3, 7, 9 sul cui significato non esistono ormai più segreti, ma di un numero molto speciale.



153


Cosa avrà mai di così speciale da farsi dedicare un articolo da Odifreddi, il quale sarà anche un matematico famoso (più come opinionista) ma che dovrebbe limitarsi a fare il matematico (punto di vista dell'autrice), su una rivista che non cito di proposito per non farle pubblicità, tanto è il valore che attribuisco a quanto vi è riportato.
(Post che sta diventando oscuro)


Matematicamente si può ottenere:


1+2+3+4+....+15+16+17 = 153


1^3+ 5^3+ 3^3= 153


1! + 2! + 3! + 4! + 5! = 153.


Ci sono soltanto altri tre numeri, oltre a 1 e 153, che sono uguali alla somma dei cubi delle loro cifre: 370, 371 e 407.

E che dire allora di quest'altra meravigliosa proprietà del numero 153, scoperta dal matematico israeliano Phil Kohn nel 1961?

Prendete un qualsiasi numero multiplo di tre, sommate i cubi delle sue cifre, poi sommate i cubi delle cifre del risultato ottenuto e così via.

Riuscite ad indovinare cosa apparirà alla fine?

Facciamo una prova col numero 162:
1^3+ 6^3+ 2^3= 225;

2^3+ 2^3+ 5^3= 141;

1^3+ 4^3+ 1^3=66;

6^3+ 6^3= 432;

4^3+ 3^3+ 2^3= 99;

9^3+ 9^3= 1458;

1^3+ 4^3+ 5^3+ 8^3= 702;

7^3+ 2^3= 351

et voila

3^3+ 5^3+ 1^3= 153.


Lasciamo la matematica e passiamo alla pura simbologia: perchè

«Simon Pietro montò nella barca e tirò a terra la rete piena di 153 grossi pesci»?

Giovanni, XXI, 11

Si scomodò persino S. Agostino per cercarne una spiegazione

In un momento di lucidità estrema, necessaria per non uscirne sconvolti si può leggere anche il seguente sito


E dopo tanta lettura, sorge spontanea la domanda: "E se fosse tutto un caso?"

lunedì 23 giugno 2008

domenica 22 giugno 2008

Test daltonismo

Tra le malattie legate al sesso che si citano durante il programma di genetica per le terze c'è il daltonismo.

Necessariamente in classe l'abbiamo solo nominato, senza poter descrivere chissà quali dettagli, ma data l'incidenza nella popolazione, soprattutto maschile, (della serie cari maschi mi dispiace per voi ma il sesso forte siamo noi) colgo al volo l'opportunità offertami da un amico di Matteo, che avendo molto più tempo di me per navigare in rete è riuscito a scovare questo sito.

Invito tutti i miei visitatori a fare il test

Ringrazio Daniel per il link

sabato 21 giugno 2008

Solstizio estivo



Due brevi righe sulla situazione astronomica.

E' vero, oggi avremo il dì più lungo e la notte più breve

E' vero, oggi il sole nel suo moto apparente sull'eclittica raggiunge la massima distanza angolare dal piano dell'orizzonte celeste, 23°27'; raggiunta la massima distanza, si ferma (sol stizio) e poi torna a riavvicinarsi.

E' vero, per gli astronomi, inizia l'estate

E' vero, in tutte le civiltà passate questa data era salutata con esultanza e con festeggiamenti.

Tralasciando che la stagione metereologica è iniziata il primo di giugno e poco contano le nostre osservazioni sul tempo di quest'anno, urge un'altra riflessione.

Da domani inizia la discesa, le giornate si accorceranno e quindi più che far festa bisognerebbe pensare che ci siamo incamminati verso il solstizio d'inverno, passo dopo passo verso il buio.
Semmai i grandi festeggiamenti bisognerebbe farli il 22 dicembre, quando si intraprende la salita.

Sei mesi di speranza, in un attimo l'apice e poi sei mesi di caduta

Il solstizio d'estate è un giorno triste.

Pinacoteca 2

Altro giro, altra corsa, questa volta dedicata a Monet.

































Restando in tema, riporto anche la leggenda della ninfea.


"C'era una volta una ninfa bellissima che abitava nelle acque argentee di un lago.


Un giorno si innamorò di lei Raggio di Sole, che le si presentò nel suo abito d'oro splendente.


La ninfa si sentì misera ed oscurata da tanta luce e si vergognò del suo abituccio di perle.


Perciò discese nel fondo del lago, dove erano nascoste tante ricchezze, si riempì le mani d'oro e volle tornare alla superficie per mostrare quella ricchezza a Raggio di Sole; ma non riusciva a risalire verso l'alto perché l'oro la trascinava giù facendola sprofondare nel fondo melmoso del lago.


Il fango la sommerse poco a poco e ben presto la ninfa scomparve: di lei rimasero soltanto le candide mani piene d'oro.


Il povero Raggio di Sole innamorato, cercò disperatamente la sua ninfa, la cercò su tutta la superficie del lago, ma non riuscì a vedere che una foglia a forma di cuore, con dei fiori bianchi che avevano nell'interno tanto oro.


Di giorno i fiori si aprivano per offrire a Raggio di Sole i loro tesori, di notte si chiudevano per custodire l'oro fino al giorno dopo.


La ninfa si era trasformata in un fiore: la Ninfea".


Prima o poi troverò una leggenda a lieto fine


venerdì 20 giugno 2008

Merenda


Come concordato ieri pomeriggio parte della classe 3 L è venuta in visita e insieme abbiamo fatto merenda.

Mia figlia aveva preparato una crostata e io una più modesta torta alle carote.

I ragazzi invece si erano procurati un vassoio di pasticcini.

Nonostante il periodo estivo, le vacanze o le attività ricreative la metà della classe era presente.

Una classe ottenuta unendo la mia ex 2 L con una decina di alunni della 2 N e tra i presenti tanti erano proprio i nuovi alunni.

Immediatamente affrontato l'argomento anno prossimo, ma dopo tante parole la situazione è rimasta esattamente la stessa.

Spero desistano da iniziative inconsulte presso la Dirigenza e poichè non è detta l'ultima parola fino a settembre, qualche speranza di recuperare la classe la nutro sempre.

Tra le tre classi a perdere è quella nella quale sono coordinatrice da tre anni e dove quindi vanto la maggior continuità didattica, è quella che in sostituzione della 4 D presenterebbe meno problemi di orario anche per l'anno successivo e potrei quindi traghettare verso l'esame di stato, è quella che in maniera più decisa ha manifestato la preoccupazione di perdermi, nonostante la sofferenza imposta per ottenere risultati sufficienti.

Si è parlato anche di molto altro nelle circa quattro ore della visita, probabilmente più che nei tre anni passati in classe e ritengo che incontri di questo genere siano molto utili anche per l'insegnante, che coglie aspetti delle personalità dei ragazzi, coglie aspirazioni e qualità che un'interrogazione di chimica o di biologia, per quanto importante da altri punti di vista, non permette di conoscere.

Anche giudizi forse troppo frettolosi hanno così modo di essere rivisti e corretti.

E' stato quindi un piacevole pomeriggio e sono molto grata ai ragazzi di avermi assecondata rispondendo positivamente al mio invito

giovedì 19 giugno 2008

Statistiche

Le occupazioni inutili dei giorni di vacanza.

Il mio blog non ha molti visitatori e tra questi alcuni lo trovano digitando le richieste più strane.

Ecco alcuni esempi di chiave di richiesta raccolte dal servizio ShinyStat.
  • non riesco a mandar via gli ossiuri

  • la verità per crescita di buio più a volare vicino
  • sacerdotesse positive

  • acquistare talassina

  • domande di chimica prof.ssa rossi liceo mascheroni

  • caldaia sile acqua calda non funziona

  • come sopportare una dieta avendo fame
  • turaccioli riciclo

Per alcuni ho anche provato l'inserimento nei più comuni motori di ricerca, ma dopo dieci pagine senza aver individuato il riferimento al blog, ho desistito.


I navigatori incalliti sono decisamente più tenaci di me.


Consultando invece le statistiche del servizio who's amung us evidenzio un altro dato interessante.

Sulla mappa mondiale ogni accesso è contrassegnato da una stellina azzurra, lampegginate quando l'accesso è attivo.

Osservando la distribuzione delle stelline si riconoscono immediatamente le zone ricche e povere del pianeta. Ad esempio in Africa le stelline praticamente non ci sono.

Una stellina ha attirato però la mia attenzione: nel bel mezzo dell'Oceano Pacifico.

Possibile che su un'isoletta sperduta nell'oceano ci sia qualcuno che accede ad internet?

Ma non è un'isola sperduta: è il segnale del satellite provider, utilizzato probabilmente dal sistema alice sat.


Sembrava strano...


mercoledì 18 giugno 2008

Yin e Yang


Dovendo sistemare il Pof, con logica che ancora mi sfugge, mi sono distratta a leggere fiabe e leggende dal mondo.


Ne riporto una, cinese:


Yin e Yang


Chang E e suo marito Hou Yi, il prodigioso arciere, vivevano durante il regno del leggendario imperatore Yao (2000 a.C. circa).

Hou Yi era un valente membro della Guardia Imperiale che maneggiava un arco magico e scoccava frecce magiche.

Un giorno nel cielo apparvero dieci soli.

La gente sulla terra non riusciva più sopportare il caldo e la siccità che ormai continuavano da diversi anni.
L’imperatore decise allora di chiamare Hou Yi ordinandogli di tirare ai soli in soprannumero per eliminarli dal cielo e soccorrere così la popolazione.

Facendo uso della sua abilità, Hou Yi ne abbattè nove lasciandone solo uno.

La sua fama si diffuse, allora, fino giungere alla Regina Madre d’Occidente (Xi Wang Mu) nei lontani Monti Kunlun.

Essa lo convocò al suo palazzo per ricompensarlo con la pillola dell’immortalità, ma avvertendolo così: "Non devi mangiare la pillola immediatamente. Prima devi prepararti per 12 mesi con la preghiera e il digiuno".

Essendo un uomo diligente, egli prese a cuore il consiglio e iniziò i preparativi nascondendo, prima di tutto, a casa sua la pillola.

Sfortunatamente fu chiamato d’improvviso per una missione urgente.
In sua assenza, la moglie Chang E notò una luce fioca e un dolce odore emanare da un angolo della stanza.

Una volta presa la pillola nella mano, non riuscì a trattenersi dall’assaggiarla.

Nel momento in cui la ingoiò la legge di gravità perse il suo potere su di lei. Poteva volare! Non molto tempo dopo sentì suo marito ritornare e terrorizzata volò fuori della finestra.
Arco e frecce in mano, Hou Yi la inseguì per mezzo cielo, ma un forte vento lo riportò a casa.

Chang E volò dritta sulla Luna , ma quando arrivò, ansimava così forte per lo sforzo compiuto, che sputò l’involucro della pillola, la quale si tramutò istantaneamente in un coniglio di giada, mentre Chang E divenne un rospo a tre zampe.

Da allora vive sulla luna respingendo le frecce magiche che il marito le tira.

Hou Yi si costruì un palazzo sul sole ed essi si vedono il quindicesimo giorno di ogni mese.

Chang E e Hou Yi, simboli, rispettivamente della luna e del sole, sono divenuti espressione di yin e yang, negativo e positivo, buio e luce, femminile e maschile, ossia della dualità che governa l’universo.


Unico rammarico: ma perchè è stata scelta la figura femminile a rappresentare il negativo?

martedì 17 giugno 2008

Promemoria

Promemoria delle attività rimaste in sospeso:


Stesura Pof 2008.2009: riscrittura in forma grafica decente, ultimi dettagli con il Dirigente (incontro fissato per mercoledì pomeriggio), presentazione al Consiglio di Istituto a fine mese.


Riscrittura "poffino", cioè la guida abbreviata da distribuire a tutte le matricole.

Il nostro tecnico di ruolo, Oscar, stanco di dover sopperire alle inadempienze degli altri tecnici e allettato da stipendi ben più remunerativi, è passato alle dipendenze dei privati.

Conseguenze per me: dovrò arrangiarmi con il "poffino" e poichè la mia gestione del programma publisher lascia molto a desiderare, sicuramente sarà un lavoro più rapido trasferirlo in word.


Inizio corsi di recupero per gli alunni sospesi: terrò un corso per gli alunni di prima e un corso per gli alunni di seconda.

Problemi: quindici persone per corso provenienti da tante sezioni e tanti insegnanti diversi, quindici persone che per il fatto d'aver avuto il giudizio sospeso anzichè la lettera di incertezza devono gestire la materia con grandi difficoltà.

Dieci ore a disposizione per cercare di diradare le tenebre.


Sul futuro, almeno per qualche giorno, aleggia il rischio di una chiamata dal Provveditorato per sostituire eventuali colleghi assenti agli Esami di Stato, spada di Damocle sospesa sul capo.


Dichiarazione dei redditi ancora tutta da esaminare: scopro due giorni fa che il termine per il pagamento era il giorno 16 giugno.

Troppo tardi per fare alcunchè: quindi tutto rimandato ai prossimi giorni.


Nota positiva: i ragazzi di terza verranno a far merenda da me giovedì pomeriggio.


Per lo meno una scadenza piacevole.

lunedì 16 giugno 2008

Volare

Ho trovato tante poesie che citano volatili, alcune bellissime e per questo le trascrivo.




Gabbiani

Non so dove i gabbiani abbiano il nido,

ove trovino pace

io son come loro,

in perpetuo volo.

La vita la sfioro

com'essi l'acqua ad acciuffare il cibo.

E come forse anch'essi amo la quiete,

la gran quiete marina,

ma il mio destino è vivere

balenando in burrasca


Vincenzo Cardarelli



L'uccello di fuoco

L'uccello di fuoco

della mia mente malata,

questo passero grigio

che abita nel profondo

e col suo pigolio

sempre mi fa tremare

perchè pare indifeso,

bisognoso d'amore,

qualche volta ha una voce

così tenera e nuova

che sotto il suo trionfo

detto la poesia.

Alda Merini



Albatro errante

In alto mare naviga il vento

diretto dall'albatro:

questa è la nave dell'albatro:

sfreccia, discende, danza, sale,

sta sospesa nella luce oscura,

tocca le torri dell'onda,

s'annida nella bollente malta

del disordinato elemento

mentre il sale lo decora

e sibila la schiuma frenetica,

scivola volando l'albatro

con le sue grandi ali di musica

lasciando sulla tormenta

un libro che continua a volare:

è lo statuto del vento.

Pablo Neruda


I gufi

Sotto i tassi neri che li ospitano,

i gufi stanno come dèi esotici

schierati tutti in fila, saettando

a tratti l'occhio rosso. Meditano


Senza muoversi così staranno

fino all'ora malinconica

quando, spingendo via l'obliquo sole,

le tenebre si stabiliranno.


Al saggio dice il loro atteggiamento

che a questo mondo deve aver paura

del tumulto e del movimento;


l'uomo attratto da un'ombra che si sposta

paga sempre con pena sicura

l'aver voluto cambiar di posto

Charles Baudelaire


Non avrò vissuto invano


Se io potrò impedire

a un cuore di spezzarsi

non avrò vissuto invano.

Se allevierò il dolore di una vita

o guarirò una pena

o aiuterò un pettirosso caduto

a rientrare nel nido

non avrò vissuto invano.

Emily Dickinson







Buona lettura

domenica 15 giugno 2008

Fumo sì Fumo no




Finalmente il nostro Istituto ha un Regolamento.

Non che prima vigesse l'anarchia che caratterizza il limbo normativo, qualche regola era riportata sul libretto delle assenze, qualche altra veniva coniata nel momento della necessità, i veterani ricordavano l'esistenza di un vecchio regolamento, in forma cartacea, disperso negli archivi sotterranei.

Un'apposita Commissione, emanazione del Consiglio di Istituto, su sollecitazione della nuova Dirigenza durante quest'anno scolastico è riuscita a redigerne uno nuovo, che troverà pubblicazione sul sito del Liceo.

Su un punto però non si è trovato il minimo accordo e la questione è rimandata a settembre: come regolamentare l'uso delle sigarette?

Se ne è discusso anche in Collegio ed ecco il risultato dell'acceso dibattito.

Premesso che nei locali della scuola il divieto a fumare esiste da tempo, come ci si deve regolare per i cortili? Sono spazi scolastici, però sono aperti.
"Giusto vietare anche nei cortili"

"Giusto vietare ma ai minorenni"

"Quando l'insegnante passando vede che si sta fumando può chiedere i documenti per verificare l'età se non conosce lo studente?"

"Ma se uno vuole rovinarsi la salute, è libero di farlo?"

"Il punto è che la rovina anche agli altri"

"Ma se siamo all'aperto?"

"Quando piove o fa freddo si rifugiano negli atri e questi diventano camere a gas"

"Che significato ha trattare i rischi del fumo nell'educazione alla salute se poi non interveniamo con decisione, con un messaggio chiaro?"

"Proibire non è la strada giusta, siamo educatori, dobbiamo convincere"

"Difficile se professori e personale Ata continuano a fumare"

"Chi poi farebbe rispettare la norma?"

"Si nasconderebbero a fumare nei bagni"

"Si potrebbe mettere l'insegnante a controllare i bagni: appena vede una nuvola di fumo entra e sanziona"

"Mi rifiuterò di entrare nei bagni in modo assoluto"

"Potremmo mettere un dispositivo rivela-fumo che scatta appena ce ne sia, con apertura di rubinetto posto sul soffitto e immediata doccia; anzi ancor meglio (siamo o non siamo una scuola supertecnologica?) inventiamo un dispositivo tipo nuvoletta di Fantozzi e appena uno accende una sigaretta fa la doccia seduta stante"

Quest'ultima, per esser sincera, è una mia osservazione personale e se l'avessi detta al Collegio credo mi avrebbero linciato.



Conclusione ovvia, nessuna indicazione dal Collegio e palla rimandata al Consiglio di Istituto.


sabato 14 giugno 2008

Apollinaire




Cors de chasse


Notre histoire est noble et tragique

Comme le masque d'un tyran

Nul drame hasardeux ou magique

Aucun détail indifférent
Ne rend notre amour pathétique


Et Thomas de Quincey buvant

L'opium poison doux et chaste

À sa pauvre Anne allait rêvant

Passons passons puisque tout passe

Je me retournerai souvent


Les souvenirs sont cors de chasse

Dont meurt le bruit parmi le vent

Sono i ricordi corni da caccia
Il cui brusio muore nel vento..

venerdì 13 giugno 2008

Ultimo Collegio


Ultimo Collegio dei Docenti dell'anno scolastico.

Approvazione definitiva del Pof

Non so se per la stanchezza accumulata dopo una settimana di scrutinii o per la rassegnazione unita alla consapevolezza che il tempo sprecato è tutto il nostro o per la dialettica convincente e un poco anche autoritaria della relatrice ma il documento preparato dalla Commissione è stato approvato dopo cinque minuti, battendo ogni record.

Bloccato sul nascere il primo intervento, non ne sono seguiti altri.

Altra faccenda invece discutere i punti successivi all'ordine del giorno: progetto rappresentanza, progetto sicurezza salute, regolamento di istituto, riduzione ore a 55 minuti si sono spartiti le quattro ora abbondanti rimanenti.

La discussione sul divieto di fumo merita un post a parte.

La riduzione dei minuti di lezione pure.

Il momento più piacevole del Collegio, oltre s'intende la soddisfazione per l'approvazione del Pof, è stato il saluto alla sig.ra Margherita, che ha raggiunto l' età della pensione.

Presente in istituto fin dalla sua fondazione ne ha sempre rappresentato l'emblema.

Lo ha salvato in tempi passati dalle occupazioni grazie al suo cipiglio e alla sua mole, lo ha salvato dall'invasione di automobili ogni volta che nel pomeriggio ci fossero riunioni con esterni mettendosi come un cerbero sul cancello.

Tanto burbera, a volte proprio sgarbata, ma tanto legata al suo Mascheroni.

Non è riuscita a leggerci la poesia che aveva scritto, e che è stata letta da un'insegnante di lettere, perchè troppo commossa.

Non so se stilisticamente sia un lavoro valido, so solo che si sentiva tutto il cuore in quelle parole.


Se una poesia riesce a trasmettere sentimenti diventa un'opera d'arte

giovedì 12 giugno 2008

Meteo 2

Ritorno a citare il programma meteo di Roberto Regazzoni trasmesso da Bg Tv.


Non perchè abbia bisogno di pubblicità, almeno sul nostro territorio, in quanto, dal numero dei contatti al blog attraverso chiavi di ricerca che lo hanno per oggetto, è evidente che tanti non solo lo conoscono ma anche lo cercano.

Lo stile della trasmissione non è cambiato e nei minuti a disposizione continuano ad essere presenti i riferimenti alla flora e alla fauna tanto utili perchè la maggioranza non ha mai neanche visto una aquilegia, una passiflora, un cuculo, una cincia... basta anche una fotografia a fare cultura.
Così, come sono sempre presenti insegnamenti di biologia spicciola.
Mostrando la fotografia di una limaccia, che proprio non può definirsi l'animale più bello del mondo, il commento è stato: "se esiste vuol dire che serve a qualcosa anch'essa".
In effetti, non servisse a nulla, la selezione naturale l'avrebbe già eliminata
Ho scoperto che alcune puntate si possono vedere anche su YouTube.


L'altro giorno il conduttore ci ha fatto vedere i resti di un pallone sonda recuperato da uno dei suoi tanti amici.


Così è riuscito anche ad illustrare come si raccolgono i dati relativi all'alta atmosfera, quali gli effetti sulla gomma del pallone in relazione alla progressiva diminuzione della pressione esterna (gomma che da qualche millimetro di spessore si assottiglia fino a far assumere al palloncino le dimensioni di una casa; chissà se i miei alunni di prima hanno avuto modo di seguire e confrontare le loro informazioni a quanto detto), a mostrarci tutte le "scatolette-raccogli informazioni" miracolosamente salvatesi nonostante il volo dopo lo scoppio del pallone.


Facendo il confronto con le trasmissioni delle reti nazionali, non solo vince alla grande ma mi domando: "possibile che sia sfuggito agli scopritori di talenti, perchè veramente meriterebbe una platea ben più vasta."

Graduatorie


Questa serve per bilanciare il post precedente.

Chiaramente, l'avessi disegnata io, la biologia sarebbe ben più avanti, al posto che efffettivamente merita

mercoledì 11 giugno 2008

Relax

Della serie: se non son demenziali noi non ridiamo.


Due uomini su una mongolfiera si perdono nel deserto del Sahara.

Vedono un vecchio all'ombra di una palma e scendono a chiedere informazioni: "Dove siamo?".

Dopo lunghi secondi di riflessione il vecchio risponde: "Su un pallone".

"Grazie, signor matematico".

Il vecchio, meravigliato, chiede: "Ma come avete saputo che io sono un matematico?".

"Per tre ragioni: la prima perche' avete riflettuto a lungo prima di rispondere; la seconda perche' la vostra risposta e' stata molto precisa; la terza perche' non serve a niente".



Guida pratica alla scienza moderna :

1- Se e' verde o si muove, e' biologia.

2- Se puzza, e' chimica.

3- Se non funziona, e' fisica.

4- Se non si capisce e' matematica.

5- Se non ha senso e' economia.




Uno scienziato sta facendo degli esperimenti scientifici su una pulce e trascrive i suoi risultati su un notes.

Lo scienziato toglie una zampa alla pulce e le dice: "Salta!".

La pulce salta ed egli scrive sul notes: "La pulce senza una zampa salta".

Poi toglie una seconda zampa alla pulce e le dice di saltare.

La pulce salta ed egli scrive sul notes: "La pulce senza due zampe salta".

E cosi' via fino a togliere tutte le zampe alla pulce.

Tolta l'ultima la pulce non salta e lo scienziato scrive: "La pulce senza zampe diviene ... sorda!".


Non è che dopo un anno scolastico una impazzisce..sono proprio così di natura.
(e i miei studenti già lo sanno)


martedì 10 giugno 2008

Oleandro




Nonostante non faccia che piovere, imperterriti i fiori si inseguono colorando il mio giardino.

Persi tutti i petali l'arancio e il limone, appena appena l'ortensia sta colorando di rosa i suoi corimbri mentre gli oleandri si tanno rivestendo di rosa, bianco e rosso.

Preferisco quelli rosso sangue-venoso.

L'apparenza però non inganni: non sempre quello che è naturale è necessariamente buono.

L'oleandro è il tipico esempio da citare: contiene cardenolidi, in particolare l'oleandrina, glicoside cardioattivo, derivati del ciclopentano periidrofenantrene (struttura steroidea), contengono un nucleo steroideo con attaccato in posizione 3 una serie di zuccheri.

Il loro bersaglio d'azione è la sodio/potassio ATPasi connessa alla pompa del calcio nel reticolo sarcoplasmatico.

L'ATPasi viene inibita da queste sostanze, con conseguente ingresso nella cellula di sodio e fuoruscita di potassio.

L'ingresso del sodio favorisce l'accumulo di calcio nel reticolo sarcoplasmatico, così da averne una maggior quantità liberata durante la fase di depolarizzazione, con effetto di aumentare la forza contrattile .
Tutta la pianta è tossica per qualsiasi specie animale e ciò ha un ben preciso significato: è il meccanismo di difesa selezionato dalla natura.

Se ingerita porta a tachicardia con aumento della frequenza respiratoria.
Le specie animali più colpite sono gli equini, i bovini e i piccoli carnivori.

La morte sopraggiunge per collasso cardio-respiratorio.

Addirittura bruciando rami e foglie bisogna fare attenzione a non inalarne il fumo.

Al riguardo la storia racconta che diversi soldati delle truppe napoleoniche morirono per avvelenamento dopo aver usato rami di oleandro come spiedi nella cottura della carne alla brace, durante le campagne militari in Italia.

Così come l'oleandro, tante altre piante dietro la loro bellezza nascondono insidie pericolosissime: basta saperlo.

lunedì 9 giugno 2008

Il leprecano

Altro giochetto per rilassarsi dopo la fatica di un intero anno scolastico.

A parte che non ho ancora avuto la pazienza di cercare la stella di Samuel Loyd, figurarsi quella di trovare lo gnomo-elfo scomparso.

Dov'è sparito il Leprecano?
Un classico: The vanishing Leprechaundi Pat Lyons (Pat Petterson?)


Stampate e ritagliate il disegno lungo le linee grige.

Si vedono 14 Leprecani.Scambiando la parte A e la parte B i Leprecani diventeranno 15.

Rimettendo tutto a posto, i Leprecani saranno di nuovo 14.

Ma quale dei 15 Leprecani va e viene a suo piacimento

domenica 8 giugno 2008

Proust


Sfogliando rapidamente gli arretrati dei quotidiani che ho accumulato mi imbatto in una recensione a cura di Gianbruno Guerrerio del saggio di Jonah Lehrer "Proust era un neuroscienziato".

Attenzione immediatamente attirata per tanti motivi.

Primo motivo: Proust era autore francese e ai francesi va sempre la mia preferenza a causa della lingua studiata al liceo

Secondo motivo: all'esame di maturità, quando si sceglieva una delle materie su cui essere interrogati, ho scelto francese portando un lavoro di approfondimento relativo a Proust

Terzo motivo: ho apprezzato, anche se in italiano, la lettura dell'intera " A' la Recherche du temps perdu", della quale anche a distanza ormai di trent'anni ricordo alcuni bellissimi passaggi.

Pochi in realtà per i sette volumi del romanzo più lungo del mondo.

Quarto motivo: forse per una sensibilità particolare a cogliere sfumature a me celate, il mio moroso, che poi adesso è mio marito, non ha mai potuto sopportare Proust e la sua filosofia, al punto di denigrarlo appena ne sente parlare e per spirito di contraddizione probabilmente io invece ne esagero le qualità

Quinto motivo: la recensione riportata è breve e quindi leggibile rapidamente

Nel libro vengono esaminate la vita e le opere di diversi artisti, accumunati dalla curiosità per la scienza del loro tempo che li ha notevolmente influenzati nella stesura delle opere.

Oltre a Proust sono citati Cézanne, Stravinskij, Escoffier, Whitman, Eliot, Stein e Woolf.

L'autore scrive che è impossibile capire a fondo l' opera senza tener conto delle loro conoscenze scientifiche, così come alla scienza non basta attenersi al rigore, anch'essa deve nutrirsi di fantasia.

"La morale del libro è che noi siamo fatti di arte e di scienza. siamo fatti della stessa materia dei sogni, ma siamo pur sempre materia.

Sappiamo abbastanza del cervello per capire che il suo mistero rimarrà sempre tale.

Come un'opera d'arte, trascendiamo il materiale con cui siamo realizzati.

Alla scienza occorre l'arte per dar forma al mistero, ma l'arte ha bisogno della scienza perchè non tutto sia mistero.

Neppure la verità da sola è una soluzione, perchè la nostra realtà è plurale".

Condivido.
Quindi, ecco trovato un altro libro da far leggere agli alunni durante le vacanze


sabato 7 giugno 2008

Travel IQ Challenge



Scopro quello che le giovani generazioni sanno da tempo: è possibile trovare in internet giochi anche di una certa valenza culturale.

Una lacuna imperdonabile che evidenzio negli studenti è relativa alle loro conoscenze di geografia.

Dovendo localizzare sul globo la Martinica con il vulcano Le Pelè o le isole Hawaii come punto caldo, o le Galapagos richiamando i viaggi di Darwin sembrano navigare alla deriva, trascinati da correnti sottomarine senza l'ausilio nè di motori, nè di bussole, nè di vele.

Utile quindi suggerir loro un giochetto che li possa aiutare a conoscere almeno a gr
andi linee la geografia mondiale.




Buon divertimento

venerdì 6 giugno 2008

Fine lezioni


Eccolo al fin giunto anche l'ultimo giorno di lezioni.

La borsa piena di verifiche raccolte qua e là nelle classi, alcune con la data di dicembre.

Nel mio cassetto bisogna forzare l'entrata del registro, il tabellone dei voti della terza è praticamente disperso tra centinaia di fogli. Ho anche riempito all'inverosimile anche un altro cassetto trovato libero e infilato qualche verifica pure in quello riservato al C.I.C.

Dovessi procedere a mettere le verifiche di un anno intero in ordine necessiterei di almeno tre giornate lavorative, ma essendo la mia disciplina orale, non ho l'obbligo della consegna dei pacchi all'archivio e, salvo qualche ricorso, penso, conoscendomi, che in ordine non le metterò mai.

Disordine a casa, disordine a scuola, disordine in auto, disordine nella testa: sono completamente circondata dal disordine.

Se poi scoprissi nel mettere ordine che qualche alunno sbadato non ha riconsegnato la prova potrei anche arrabbiarmi, quindi: "occhio non vede, cuore non duole."

Le procedure anti atti vandalici mi sembra abbiano funzionato a dovere: il nostro Severo a fare la ronda fuori dai cancelli per evitare che studenti della "scuola-diplomificio" vicina venissero, come altri anni, a lanciare acqua e uova contro i nostri (qualcuno pare sia venuto, ma è stato prontamente disperso), bagni ermeticamente chiusi onde evitare prelievi non autorizzati di gavettoni, insegnanti investiti del ruolo di forza dell'ordine.

In realtà, non so se per l'opera di prevenzione o per una improvvisa raggiunta maturità degli studenti, tutto si è svolto regolarmente.

I ragazzi sollevati come galeotti graziati, forse appena un po' più rumorosi del solito, erano felici di non dover più sottoporsi a verifiche e interrogazioni.

L'anno è finito, resta per qualcuno l'angoscia dell'attesa dei tabelloni esposti, ma l'anno è finito.

Lo stesso sollievo si coglie anche in sala professori.

Scopro che in 1D già hanno avuto assicurazioni dalla Dirigenza a proposito della mia presenza nella classe successiva.

Rifletto: a che vale io tenga riservate le notizie sulle cattedre se poi come rivoli dopo un temporale tali notizie dilagano ovunque?

E quanto già sanno per certo i miei alunni di prima, seconda, terza L?

Quanto ci sarà di vero nel rammarico dimostrato e quanti invece, come mi riferisce un collega, già hanno intrapreso una "novena di ringraziamento" appena ventilata la possibilità che l'anno prossimo non sia più tra loro?

Pur di non perderne nessuno sarei anche disposta a fare ventisei ore settimanali.

Per fortuna non è possibile, perchè, realisticamente, non riuscirei a reggere che per due mesi.

Ma perchè pensare adesso all'anno prossimo?

Lunedì riprenderò gli scrutini ma fino ad allora voglio la mente sgombra: sessanta ore di tregua.