giovedì 29 dicembre 2011

Correzioni

Piano piano i fogli con le ultime verifiche del trimestre scorrono tra le dita.

Un lavoro che avrebbe potuto esser sbrigato in tempi molto più rapidi

Lo sguardo vaga oltre i vetri della finestra

La mente vaga ancor di più

Osservo gli occhi a spillo del pettirosso che saltella da un ramo di rosa all'altro

Il colore rosso-aranciato delle sue piume, il colore rosso dei segni tracciati sui fogli
Inedia che assale



mercoledì 28 dicembre 2011

martedì 27 dicembre 2011

lunedì 26 dicembre 2011

Letture

Si legge in mezz'ora


Per molto tempo tu non avevi avuto per distrazione che la dolcezza dei tramonti. 
Ho appreso questo nuovo particolare il quarto giorno, al mattino, quando mi hai detto:
"Mi piacciono tanto i tramonti. Andiamo a vedere un tramonto…"
"Ma bisogna spettare…"
"Aspettare che?"
"Che il sole tramonti…"
 
 
 

Da prima hai avuto un'aria molto sorpresa, e poi hai riso di te stesso e mi hai detto:
"Mi credo sempre a casa mia!"
Infatti. Quando agli Stati Uniti e mezzogiorno tutto il mondo sa che il sole tramonta sulla Francia. Basterebbe poter andare in Francia in un minuto per assistere al tramonto. Sfortunatamente la Francia e troppo lontana. Ma sul tuo piccolo pianeta ti bastava spostare la tua sedia di qualche passo. E guardavi il crepuscolo tutte le volte che lo volevi… "Un giorno ho visto il sole tramontare quarantatré volte!"
E piu tardi hai aggiunto:
"Sai.. quando si e molto tristi si amano i tramonti…"
"Il giorno delle quarantatré volte eri tanto triste?" Ma il piccolo principe non rispose.

domenica 25 dicembre 2011

Santo Natale

 E' Natale... 

E' Natale ogni volta che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano;
ogni volta che rimani in silenzio per ascoltare un altro;
ogni volta che volgi la schiena ai principi
che cacciano gli oppressi ai margini del loro isolamento;
ogni volta che speri con i "prigionieri"
"gli oppressi dal peso della povertà fisica, morale e spirituale";
ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza!
E'Natale ogni volta che permetti al Signore
di amare gli altri attraverso di te...

 Madre Teresa di Calcutta







Vieni di Notte,
 
Vieni di notte,
ma nel nostro cuore è sempre notte:
e dunque vieni sempre, Signore.

Vieni in silenzio,
noi non sappiamo più cosa dirci:
e dunque vieni sempre, Signore.

Vieni in solitudine,
ma ognuno di noi è sempre più solo:
e dunque vieni sempre, Signore.

Vieni, Figlio della pace,
noi ignoriamo cosa sia la pace:
e dunque vieni sempre, Signore.

Vieni a liberarci,
noi siamo sempre più schiavi:
E dunque vieni sempre, Signore.

Vieni a consolarci,
noi siamo sempre più tristi:
e dunque vieni sempre, Signore.

Vieni a cercarci,
noi siamo sempre più perduti,:
e dunque vieni sempre, Signore.

Vieni, tu che ci ami:
nessuno è in comunione col fratello
se prima non è con te, o Signore.
Noi siamo tutti lontani, smarriti,
nè sappiamo chi siamo, cosa vogliamo.
Vieni, Signore. Vieni sempre, Signore.

David Maria Turoldo


Auguri

mercoledì 21 dicembre 2011

Solstizio

Tra poche ore il solstizio d'inverno

Oggi ai ragazzi che dalle 13.30 alle 15.30 si sono fermati per fare esercizi in preparazione alla verifica di domani (motivati soprattutto dal disastro della precedente) ho rivolto l'invito di guardare il punto esatto di levata del sole.

Sarà il punto più a sud est raggiunto

L'altro giorno chiedevo loro la fase lunare. 
Nessuno aveva guardato il cielo
E' un peccato uscire il mattino, seppur assonnati, e non guardare il cielo
E' un peccato non guardarlo mai

lunedì 19 dicembre 2011

Coro Alpino

Musiche di Natale 2011

Il coro alpino "Le due valli" di Alzano Lombardo offre i suoi concerti ai fedeli delle diverse chiese del paese.

Atto di cortesia partecipare se invitati


Basilica di San Martino: osservo il soffitto, le pareti, gli altari e il maestoso pulpito.
Mi piacciono i neri e i verdi dei marmi e penso a come sia possibile realizzare gli incastri in modo così abile
Non stona nemmeno l'oro presente ma tutto il resto non mi piace: troppi putti, troppi stucchi, troppe greche e ghirigori: preferisco lo spoglio romanico o lo slanciato gotico a questo eccesso del barocco

Terminata la S Messa inizia l'esecuzione dei brani, quelli tipicamente natalizi alternati a filastrocche e ninne nanne


Il maestro Aurelio Monzio Compagnoni, infaticabile nella ricerca dei canti e nenie del passato, nella ricerca di persone anziane che gli possano ancora trasferire quanto ricordano affinchè quei ricordi non vadano dispersi, così si presenta:

"Noi siamo il coro Le Due Valli, nato nel 1970. 
Cantiamo cercando di essere coerenti con la tradizione, convinti come siamo che la musica, e il canto corale, in particolae, siano la più genuina testimonianza della cultura di un popolo. 
Cantiamo le cose che sempre hanno cantato le persone più semplici Cantiamo le filastrocchee ninne nanne le erenate, le fatiche, le speranze e le diserazioni, lefedi religiosee politiche, gli ideali ele disillusioni. Cantiamo tutto ciò che è la vita reale, ma lo facciamo a modo nostro, filtrando le melodie tradizionali attraverso una personale matrice stilistica, cercando di rimanere il più lontano possibile dalle emulazioni, dalla retorica e dalla faciloneria popolaresca. 
Tutto questo perchè semplicemente cantare ci piace. 
Perchè cantare ci permette di comunicare con la gente. 
Perchè cantare è un modo di voler bene alla gente"

Non ho trovato in rete le loro esecuzioni ma riporto quelle che ho preferito


sabato 17 dicembre 2011

Neutrino. La particella fantasma


Quando vengono decise le attività integrative per le classi tante volte sono salti nel buio

Così quando gli studenti di quinta hanno deciso di inserire una conferenza con oggetto i neutrini, pur con la garanzia di un buon relatore, qualche dubbio era pur sorto

Stamattina il prof. Franco Reseghetti, ricercatore oceanografico presso l'Enea ma appassionato anche di fisica delle particelle, ha presentato i neutrini a partire da Pauli fino ai giorni nostri.

Fine trimestre e alunni di prima da interrogare necessariamente

Risultato: metà conferenza persa

Per fortuna la seconda metà coincideva con il mio orario e il professore è stato così  cortese da inviarmi l'intero file presentato

Vivace, preciso, forse un po' troppo tecnico in alcuni passaggi e dotato di un buon senso dell'humor che non guasta mai è riuscito a rendere piacevole la trattazione di un argomento di natura piuttosto ostica, mettendo in luce i problemi ancora aperti che probabilmente richiedono un guizzo di genio per una nuova fisica per poter essere risolti

La campanella dell'intervallo ha determinato una fuga di studenti paragonabile allo spostamento dei neutrini e ciò non mi ha permesso di raccogliere le loro osservazioni.

Mi auguro abbiano apprezzato l'intervento, così come l'ho apprezzato io

venerdì 16 dicembre 2011

Se variazioni di potenziale elettrico vengono lette come sensazioni, immagini e suoni

Se una molecola presente o assente fa la differenza tra un colore e l'altro

Quale sicurezza possiamo avere nel leggere quanto ci circonda?

A volte mi chiedo perchè distribuisco certezze

A volte getto il seme del dubbio, insieme a tanti altri semi

Non è dato saperne l'effetto

mercoledì 14 dicembre 2011



'll never let you see
The way my broken heart is hurting me
I've got my pride and I know how to hide
All the sorrow and pain
I'll do my crying in the rain


If I wait for cloudy skies
You won't know the rain from the tears in my eyes
You'll never know that I still love you
So though the heartaches remain
I'll do my crying in the rain


Raindrops falling from heaven
Will never wash away my misery
But since we're not together
I'll wait for stormy weather
To hide these tears I hope you'll never see


Someday when my crying's done
I'm gonna wear a smile and walk in the sun
I may be a fool
But till then, darling, you'll never see me complain
I'll do my crying in the rain

martedì 13 dicembre 2011

Preparativi

Sempre più in ritardo.
Nemmeno due settimane a Natale e ancora tutto quasi imballato
Gli scatoloni a dire il vero sono stati trasferiti dal garage alla taverna ma il contenuto deve ancora rivedere la luce

Sto parlando dell'allestimento di presepi e alberi di Natale
Al plurale perchè un albero verrà decorato in giardino e uno in soggiorno; un presepio in giardino e uno in soggiorno.
In aggiunta diverse candele e decorazioni sparse per tutta la casa

Per rallentare il lavoro anche imprevisti mai sorti

Aprendo il sacco nel quale era stata riposta la capanna per l'esterno uno spettacolo incredibile
Probabilmente l'anno precedente, nonostante la prolungata sosta nei pressi del camino, il legno non si era asciugato a dovere
Complice il calore estivo si sono create le condizioni idonee per lo sviluppo di un'intera colonia di funghi
Non la solita muffa che cresce sul legno umido ma uno strato bianco filamentoso-spugnoso.

A prima vista poteva anche essere scambiato per neve sintetica degradata

Ipotesi scartata per due motivi fondamentali: l'anno precedente la neve non era stata messa e toccando con le mani la consistenza non è della plastica. 

Rimane sulle dita anche la fragranza dei funghi appena colti.

Non trattando più la sistematica non posso nemmeno riciclare il materiale a scuola, una volta tanto che ce n'era in abbondanza

Risultato: adesso manca anche la capanna



Ma come tutti gli altri anni per la settimana di Natale sarà tutto pronto

lunedì 12 dicembre 2011

Inglese

Nonostante tanti segnali che dovrebbero dissuadermi nel perseverare in un'impresa ben al di sopra delle mie capacità, anche quest'anno ricomincio a seguire il corso di inglese.

Seguire è un termine esagerato in tutti i sensi.

Primo perchè siamo alla quinta lezione e ne ho già perse tre
Secondo perchè osservando tutte le fotocopie che le compagne di corso mi depositano nel cassetto ad ogni mia assenza mi risulta praticamente incomprensibile la consegna per la lezione successiva
Terzo perchè quest'anno l'insegnante ha deciso di comunicare con noi soltanto in lingua e potrebbe pure parlare arabo e per me sarebbe la stessa identica cosa.

La proposta che ho avanzato di ricominciare il corso da capo, a partire dall'alfabeto, dai numeri, dal verbo essere e avere (proposta serissima e in linea con le mie necessità) è stata scambiata da tutti come una semplice battuta e nemmeno presa in considerazione

venerdì 9 dicembre 2011

To...



Not long ago, the writer of these lines,
in the mad pride of intellectuality,
maintained the « power of words » - denied that ever
a thought arose within the human brain
beyond the utterance of the human tongue;
and now, as if in monckery of that boast,
two words - two foreign soft dissylables -
italian tones made only to be murmured
by angels dreaming in the moonlit « dew
that hangs like chains of pearl on Hermon hill » -
Have stirred from out the abysses of the heart,
unthought-like thoughts that are the souls of thought,
richer, far wilder, far diviner visions
than even the seraph harper, Israfel,
who has « the sweetest voice of all God's creatures »,
could hope to utter.
And I! my spells are brocken.
The pen falls powerless from my shivering hand.
With thy dear name as text, though bidden by thee,
I cannot write - I cannot speak or think,
alas, I cannot feel; for 'tis not feeling.
This standing motionless upon the golden
threshold of the wide-open gate of dreams,
gazing, entranced, adown the gorgeous vista,
and thrilling as I see upon the right,
upon the left, and all the way along
amid empurpled vapors, far away
to where the prospect terminates - thee only.

E A Poe

giovedì 8 dicembre 2011

mercoledì 7 dicembre 2011

Luna




Ogni anno la battaglia per sfatare le leggende

Nè lupi mannari, nè capelli che crescono più o meno in fretta, nè semine, nè imbottigliamenti, nè nascite concentrate
Il massimo che concedo sono le forze di marea
Probabilmente agli astanti restano ben salde le proprie convinzioni

Tra i tanti racconti ne scelgo due: il primo cinese, il secondo indiano



Il Signore dell'Eternità donò il Sole al Giorno, perché lo illuminasse con la sua luce, facesse maturare i frutti della terra e ricompensasse le fatiche degli uomini...

La Notte si offese, lei non ricevette nulla, e rimase tristemente avvolta dall'oscurità. Ma il gigante Ti-Nu volle consolarla: affondò le sue mani invulnerabili nel molle corpo del sole e ne staccò una porzione tondeggiante, poi la avvolse in una nuvola, per portarla alla Notte. Improvvisamente un cane rabbioso si avventò su di lui: per difendersi, il gigante Ti-Nu fuggì in tutta fretta. Ma la nuvola che avvolgeva la porzione di sole da donare alla Notte era piena di fenditure e, nella fuga, il suo prezioso contenuto fuoriusciva. Ti-Nu, ignaro, continuò a correre e non si accorse di spargere intorno a sè scintille luminose, di seminare fiorellini incandescenti. Corse così velocemente che inciampò nel secchio dove era stato versato il latte argenteo di una capra sacra : quella piccola porzione di sole che non si era dispersa nella fuga vi cadde dentro, e perse la sua luminosità.

Il gigante Ti-Nu si disperò. Il cane rabbioso continuò ad inseguirlo, Ti-Nu continuò a correre per fuggire, e, tutt'oggi, ancora corre e non sa di aver creato il firmamento, con le stelle scintillanti e la pallida luna, protettrice dei sogni. 




In una calda notte di luglio di tanto tempo fa un lupo, seduto sulla cima di un monte, ululava a più non posso.

In cielo splendeva una sottile falce di luna che ogni tanto giocava a nascondersi dietro soffici trine di nuvole, o danzava tra esse, armoniosa e lieve.

Gli ululati del lupo erano lunghi, ripetuti, disperati. In breve arrivarono fino all’argentea regina della notte che, alquanto infastidita da tutto quel baccano, gli chiese:

- Cos’hai da urlare tanto? Perché non la smetti almeno per un po’?-

- Ho perso uno dei miei figli, il lupacchiotto più piccolo della mia cucciolata. Sono disperato… aiutami! - rispose il lupo.

La luna, allora, cominciò lentamente a gonfiarsi. E si gonfio, si gonfiò, si gonfiò, fino a diventare una grossa, luminosissima palla.

- Guarda se riesci ora a ritrovare il tuo lupacchiotto - disse, dolcemente partecipe, al lupo in pena.

Il piccolo fu trovato, tremante di freddo e di paura, sull’orlo di un precipizio. Con un gran balzo il padre afferrò il figlio, lo strinse forte forte a sé e, felice ed emozionato, ma non senza aver mille e mille volte ringraziato la luna. Poi sparì tra il folto della vegetazione.

Per premiare la bontà della luna, le fate dei boschi le fecero un bellissimo regalo: ogni trenta giorni può ridiventare tonda, grossa, luminosa, e i cuccioli del mondo intero, alzando nella notte gli occhi al cielo, possono ammirarla in tutto il suo splendore.


I lupi lo sanno… E ululano festosi alla luna piena.

martedì 6 dicembre 2011

Patate vestite


Come iniziare la giornata nel modo più tranquillo possibile.
Ore 7.30
Mia figlia scende e annuncia: "Adesso cucino"
Più volte ho segnalato il leggero disappunto che accompagna queste decisioni vorrei scrivere repentine, ma che tanto repentine non sono.
E' una settimana infatti che pare un affare di stato doversi procurare ingredienti un po' strambi ed è solo la rimozione dei fatti sgradevoli che mi aveva fatto dimenticare tutta la faccenda
Ricetta mutuata dalla trasmissione televisiva condotta da Jemie Oliver, il quale sarà forse un cuoco sopraffino e originale ma che definire impiastro è voler essere gentili.
Per una massaia degenere quale io sono che usa i guanti a pulire il pesce e li userebbe pure per la frutta, la carne e la verdura, come può altrimenti esser definito un cuoco che probabilmente è stato catapultato da noi dai tempi preistorici quando ancora gli utensili di cucina non c'erano?
Tranquillamente schiaccia mirtilli e altra frutta con le mani, rimescola insalata già condita con le dita, fa cascare uova nelle terrine come dovesse allenarle al salto dal trampolino olimpico e pazienza se qualche schizzo imbratta tutto il tavolo.
"Cucina creativa" la definizione di mia figlia, che già di suo aveva predisposizione in merito.
"Cucina imbrattona" la definizione mia.

Ricetta:
2 patate dolci
1 patata "normale"
1 manciata di coriandolo fresco
1 peperoncino
limone
50 grammi di feta

Lavare le patate e tagliarle a metà per la lunghezza
Metterle con mezzo limone in una bacinella ricoperta da pellicola per 15 minuti nel forno a micronde
Schiacciarle con la forchetta
Tritare il coriandolo e il peperoncino
Aggiungerli alle patate
Tagliare la feta a dadini e mescolarla al resto

Incomprensibile come per una preparazione così semplice venga coinvolta una cucina intera 
Incomprensibile perchè siano state chiamate patate vestite, dato che la veste è tutta maciullata e mescolata alla polpa, con buona pace della velenosa solanina in essa contenuta
Inoltre per il momento non è nemmeno possibile l'assaggio in quanto il piatto è destinato alla cena con le amiche



domenica 4 dicembre 2011

Avvento

















Et egredietur virga de stirpe Iesse,
et flos de radice eius ascendet;
et requiescet super eum spiritus Domini:
spiritus sapientiae et intellectus,
spiritus consilii et fortitudinis,
spiritus scientiae et timoris Domini;
et deliciae eius in timore Domini.
Non secundum visionem oculorum iudicabit
neque secundum auditum aurium decernet;
sed iudicabit in iustitia pauperes
et decernet in aequitate pro mansuetis terrae;
et percutiet terram virga oris sui
et spiritu labiorum suorum interficiet impium.
Et erit iustitia cingulum lumborum eius,
et fides cinctorium renum eius.
Habitabit lupus cum agno,
et pardus cum haedo accubabit;
vitulus et leo simul saginabuntur,
et puer parvulus minabit eos.
Vitula et ursus pascentur,
simul accubabunt catuli eorum;
et leo sicut bos comedet paleas.
Et ludet infans ab ubere
super foramine aspidis;
et in cavernam reguli,
qui ablactatus fuerit, manum suam mittet.
Non nocebunt et non occident
in universo monte sancto meo,
quia plena erit terra scientia Domini, sicut aquae mare operiunt.
In die illa radix Iesse
stat in signum populorum;
ipsam gentes requirent,
et erit sedes eius gloriosa.
Isaia 11. 1-10

sabato 3 dicembre 2011

Herpes zoster


Scoprire d'aver ospitato e replicato nel suo nascondiglio per tanti anni tale inquilino apparentemente innocuo

Scoprirlo quando non si sa per quale recondito motivo decide di manifestare la sua presenza

Tanto era stato silente altrettanto si fa notare ora, proliferando lungo le terminazioni nervose verso la cute

Magari nel momento del distacco dal mio DNA dove si era annidato si è anche trascinato pezzetti di elica tutti miei potenzialmente ancor più dannosi se trasferiti casualmente qua e là

Partire all'attacco: ogni quattro ore 800 mg di aciclovir, col rischio di soffocare ogni volta date le dimensioni e la poca "esofagodinamica" della compressa
Cercare quel che di utile può esserci nell'esperienza.
Primo: vuoi mettere la diversa resa nella spiegazione dei cicli vitali dei virus (questo è HHV-3) sulla base dell'esperienza diretta anzichè di semplici conoscenze accademiche?
Secondo: un buon ripasso di biochimica.
L'Aciclovir è una base azotata modificata. 
All'interno della cellula, l'aciclovir viene monofosforilato grazie all'azione dell'enzima timidinachinasi, il quale è codificato solamente dai virus erpetici e non dall'organismo. 
È per tale motivo che il farmaco agisce prevalentemente sulle cellule infettate e non su quelle sane.
Successivamente, l'aciclovir monofosfato viene fosforilato nella forma bifosfata ed, infine, trifosfata dalle chinasi della cellula ospite.
L'aciclovir trifosfato agisce da inibitore competitivo con la desosssiguanosinadifosfato per la DNA polimerasi virale, bloccandone l'azione tramite formazione d'un complesso irreversibile con la catena di DNA virale nascente.
L'aciclovir in forma monofosforilata può inoltre venir inserito nel DNA virale in crescita causandone la terminazione precoce a causa della mancanza del gruppo ossidrile (OH) in posizione 3’.
Solo un esempio di come conoscere i meccanismi di funzionamento delle cellule dovrebbe suscitare meraviglia e rispetto
Terzo: probabilmente la clausura forzata era necessaria per la ripresa di un organismo in progressivo deterioramento




In chiusura un appello a quel sistema immunitario distratto che ha permesso all'infezione di partire:
"Ho molta fiducia nella tua capacità d'azione, sono convinta che tutti i farmaci di questo mondo da soli niente possano contro le patologie e molto invece nel progressivo avvelenamento, quindi torna a svolgere in perfetta efficienza quel compito a cui sei stato destinato"

giovedì 1 dicembre 2011

Basta guardarsi attorno per vedere quanto belli sono gli organismi che ci circondano.
Fermarsi e stupirsi

Ancor più grande la meraviglia di ciò che normalmente sfugge: troppo grande o troppo piccino

Daniel Stoupin ha fermato le immagini per noi 





La danza dell'idra la dedico ai miei nuovi ragazzi di terza che non sapevano nemmeno cosa fosse un'idra fino a settimana scorsa

mercoledì 30 novembre 2011

Sistema nervoso


Poichè ci piacciono le sfide, iniziamo la sezione di anatomia-fisiologia dal sistema nervoso


Titubanti nell'intrico dei neuroni
Facile la descrizione della morfologia cellulare
Facile anche l'inversione del potenziale che accompagna il correre dell'impulso nervoso
Un po' più complicato il succedersi delle aperture-chiusure di proteine di membrana, periodo refrattario, variazioni di concentrazione ionica
Facile associare la sensazione del dolore al danno fisiologico, vederlo come primo campanello di allarme
Un po' più complicato collegare la puntura di uno spilo sulla mano alla registrazione cerebrale
Facile spiegare il funzionamento degli anestetici con i meccanismi d' azione dei mediatori sinaptici

Arduo o forse impossibile parlare del dolore profondo, dell'angoscia che assale, dello smarrimento, del mal di vivere
Cercare la danza delle molecole e interferire


La risposta dei poeti è arrivata da tempo

SOFFERENZA

Il tuo dolore è lo spezzarsi del guscio

che racchiude la tua capacità di comprendere.
E se potessi mantenere il cuore
sospeso in costante stupore
ai quotidiani miracoli della vita,
il dolore non ti sembrerebbe
meno meraviglioso della gioia;
e accetteresti le stagioni del tuo cuore,
come hai sempre accettato
le stagioni che passano sui tuoi campi.
K Gibran "Il Profeta"






domenica 27 novembre 2011

Au gibet noir, manchot aimable,
Dansent, dansent les paladins,
Les maigres paladins du diable,
Les squelettes de Saladins.
Messire Belzébuth tire par la cravate
Ses petits pantins noirs grimaçant sur le ciel,
Et, leur claquant au front un revers de savate,
Les fait danser, danser aux sons d'un vieux Noël !
Et les pantins choqués enlacent leurs bras grêles :
Comme des orgues noirs, les poitrines à jour
Que serraient autrefois les gentes damoiselles,
Se heurtent longuement dans un hideux amour.
Hurrah ! les gais danseurs qui n'avez plus de panse !
On peut cabrioler, les tréteaux sont si longs !
Hop ! qu'on ne cache plus si c'est bataille ou danse !
Belzébuth enragé racle ses violons !
O durs talons, jamais on n'use sa sandale !
Presque tous ont quitté la chemise de peau ;
Le reste est peu gênant et se voit sans scandale.
Sur les crânes, la neige applique un blanc chapeau :
Le corbeau fait panache à ces têtes fêlées,
Un morceau de chair tremble à leur maigre menton :
On dirait, tournoyant dans les sombres mêlées,
Des preux, raides, heurtant armures de carton.
Hurrah ! la bise siffle au grand bal des squelettes !
Le gibet noir mugit comme un orgue de fer !
Les loups vont répondant des forêts violettes :
À l'horizon, le ciel est d'un rouge d'enfer...
Holà, secouez-moi ces capitans funèbres
Qui défilent, sournois, de leurs gros doigts cassés
Un chapelet d'amour sur leurs pâles vertèbres :
Ce n'est pas un moustier ici, les trépassés !
Oh ! voilà qu'au milieu de la danse macabre
Bondit dans le ciel rouge un grand squelette fou
Emporté par l'élan, comme un cheval se cabre :
Et, se sentant encor la corde raide au cou,
Crispe ses petits doigts sur son fémur qui craque
Avec des cris pareils à des ricanements,
Et, comme un baladin rentre dans la baraque,
Rebondit dans le bal au chant des ossements.
Au gibet noir, manchot aimable,
Dansent, dansent les paladins,
Les maigres paladins du diable,
Les squelettes de Saladins. 
RIMBAUD



E lui rispose dicendo:
La vostra anima è sovente un campo di battaglia
 dove giudizio e ragione muovono guerra all’avidità e alla passione.
Potessi io essere il pacificatore dell’anima vostra,
che converte rivalità e discordia in unione e armonia.
Ma come potrò, se non sarete voi stessi i pacificatori,
anzi gli amanti di ogni vostro elemento?

La ragione e la passione sono il timone e la vela
di quel navigante che è l’anima vostra.
Se il timone e la vela si spezzano,
non potete far altro che, sbandati, andare alla deriva,
o arrestarvi nel mezzo del mare.
Poiché se la ragione domina da sola, è una forza che imprigiona,
e la passione è una fiamma che, incustodita,
brucia fino alla sua distruzione.
Perciò la vostra anima innalzi la ragione fino alla passione più alta,
affinché essa canti,
E con la ragione diriga la passione,
affinché questa viva in quotidiana resurrezione,
e come la fenice sorga dalle proprie ceneri.

Vorrei che avidità e giudizio fossero per voi
come graditi ospiti nella vostra casa.
Certo non onorereste più l’uno dell’altro,
perché se hai maggiori attenzioni per uno perdi la fiducia di entrambi.
Quando sui colli sedete alla fresca ombra dei pallidi pioppi,
condividendo la pace e la serenità dei campi e dei prati lontani,
allora vi sussurri il cuore:
"Nella ragione riposa Dio".
E quando infuria la tempesta e il vento implacabile scuote la foresta,
e lampi e tuoni proclamano la maestà del cielo,
allora dite nel cuore con riverente trepidazione:
"Nella passione agisce Dio".
E poiché siete un soffio nella sfera di Dio e una foglia nella sua foresta,
voi pure riposerete nella ragione e agirete nella passione.

GIBRAN

mercoledì 23 novembre 2011

Fasi lunari

Ormai non succede più solo a scuola ma anche a casa quando le lezioni vengono praparate.

Argomento: la luna, caratteristiche, movimenti e conseguenze

Ciclo di Saros e ciclo aureo.

Parte la ricerca del perchè quel termine

Aggiornamento forzato che sarà presto dimenticato relativo alla sezione aurea con collegamento inesistente

Lettura di porzioni di testi antichi. Non è cambiato poi molto nella descrizione della topografia celeste

Un riferimento
Dal Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai nostri giorni di Gaetano Moroni. Venezia, Tipografia Emiliana 1840-1861

"Numero aureo o ciclo lunare, chiamato da'  Greci Enneade casteride, è un periodo di anni, che si conta progressivamente fino a diciannove, dopo il quale i novilunii e i plenilunii cadono nello stesso giorno del mese.Si chiama anche ciclo di Metone ateniuese, o spartano, dal suo inventore che lo surrogò all'inesatto Periodo Saro de' Caldei, quasi 446 anni innanzi l'era cristiana. I Greci poco istruiti nell'astronomia, applaudirono tanto a questa scoperta, che ordinaronodoversi affiggere il calcolo ne' pubblici luoghi in lettere d'oro"


Non ho tempo di verificare l'azzardo però la spiegazione mi piace

domenica 20 novembre 2011

Letargo

Capitava a volte di incontrarlo
Sentivi rovistare tra i croccantini del gatto
Un gatto che da sotto il naso si lascia tranquillamente rubare il cibo dai merli, forse timoroso per quei becchi acuminati, non interrompe certo la cena di tale commensale, ben più ostico da affrontare
Al tuo arrivo scappava veloce e per un po' di tempo si interrompevano gli incontri

Nei dintorni ce ne devono essere altri
Una sera, sul tardi, mio figlio ne ha visti due fronteggiarsi, gli aculei sollevati, minacciosi, fermi uno davanti all'altro a sfidarsi per contendersi il territorio

Sistemando il giardino, spostate un po' di foglie sotto la siepe, lo ritrovi, inaspettato.
Gli aculei si sollevano al ritmo regolare del sonno
Viste le temperature in picchiata potrebbe aver già cominciato il letargo

Rimetto le foglie a coprirlo


Ritornerà a trotterellare in primavera

venerdì 18 novembre 2011

Serra


Come l'anno passato sono arrivate.

Entri a scuola e te ne accorgi subito.
Ovunque ci sia uno spazio libero, a volte anche in classe

Il nostro giardino botanico non ha una serra sufficientemente grande per accoglierle, appena appena ci stanno a svernare le piante grasse
Tutte le altre destinate ad una fine ben miseranda se asili provvisori sparsi sul territorio non se ne facessero carico
Il nostro Istituto uno di questi

Così in sala professori troneggia una coffea arabica, un'acacia maestosa e un ficus gigantesco stanno nell'atrio davanti al bar, entrando in auditorium si incontra un oleandro giallo del sudamerica, in classe due banani,  numerose altre piante col loro bel cartellino in mostra sbucano in ogni angolo

La maggior parte è in ottimo stato e spero lo restino fino a primavera, grazie anche alla buona volontà dei nostri bidelli che pure i vegetali devono adesso curare

L'altro giorno stavano procedendo all'abbellimento del tutto: sono state acquistate tante piccole viole del pensiero e con quelle coprivano la superficie libera dei vasi
Ho chiesto se il personale dell'orto botanico fosse stato informato dell'operazione in atto
"Non abbiamo idea. Ci dicono di fare e noi eseguiamo"
Speriamo bene

Anche per la tossicità di alcune delle piante presenti dovrebbero essere messi opportuni avvisi.
Non si sa mai che qualche studente si metta a trafficare con le foglie
Ma mettere cartelli procurerebbe allarme
Dopo tutto chi mette cartelli di quel tipo vicino ai nostri oleandri?
Speriamo bene anche in questo caso

Ultima speranza: mi piacerebbe veder fiorire a primavera la pianta del caffè




Briciole

Sempre è commovente il tramonto
per indigente o sgargiante che sia,

ma più commovente ancora
è quel brillìo disperato e finale

che arrugginisce la pianura
quando il sole ultimo si è sprofondato.

Ci duole sostenere quella luce tesa e diversa,
quella allucinazione che impone allo spazio

l'unanime paura dell'ombra
e che cessa di colpo

quando notiamo la sua falsità,

come cessano i sogni
quando sappiamo di sognare.


J.L.Borges "Fervor de Buenos Aires "
 
 
Quando l'amore vi chiama,
seguitelo.

Anche se le sue vie sono
dure e scoscese.

E quando le sue ali vi avvolgeranno,
affidatevi a lui.

Anche se la sua lama,
nascosta tra le piume vi può ferire.

E quando vi parla,
abbiate fede in lui.

Anche se la sua voce
può distruggere i vostri sogni

come il vento del nord devasta il giardino.

Poiché l'amore come vi incorona
così vi crocefigge.

E come vi fa fiorire così vi reciderà.

K.Gibran


Attraverso le rapide
della tristezza,

sfiorando
il nudo specchio delle piaghe inferte:

lì si fanno fluttuare i quaranta
tronchi di vita
scorticati.

Unica tu, nuoti
controcorrente, tu
li conti, li tocchi
tutti.



Paul Celan

mercoledì 16 novembre 2011

Viaggio

Sempre preziosi i suggerimenti di Annarita Ruberto


martedì 15 novembre 2011

Fitosanitari



Per poter acquistare e gestire in modo appropriato i prodotti più o meno tossici che si usano in agricoltura è necessario essere muniti dell'apposita autorizzazione conseguibile, in mancanza di titoli, dopo la frequenza di adeguato corso di formazione e prova d'esame finale.

E fu così che cinque anni fa mi imbarcai anche in questa impresa.

Mai acquistato un bel nulla da allora ad oggi

Ma perchè lasciar perdere tale preziosa acquisizione?
Ed è così che, scaduto il patentino, mi rimetto a seguire il corso per poterlo rinnovare.
Forte dell'esperienza precedente ci riducono la frequenza a due soli incontri. 
Nessun sconto per l'esame che si dovrà rifare

Son passati cinque anni ma non mi sembra sia cambiato nulla.
La dispensa è ancora la stessa.
La sala è ancora la stessa: gli stessi animali impagliati che ci osservano dalle vetrinette o dall'alto degli armadi (marmotte, rapaci, un'upupa, altri volatili non meglio identificati perchè sono seduta un po' lontana, un'oca enorme, un sacco di scalpi con relative corna attaccate)
Il relatore chissà se è lo stesso
I compagni di corso, una cinquantina di persone, dovrebbero esserlo, ma mi sembra di non averle mai viste
Salvo quando qualcuno petulante interviene e mi ricordo benissimo gli stessi noiosi, polemici, insensati interventi della volta precedente
Brontolamenti prolungati per l'esser obbligati di nuovo a impiegar ore per formalità che ritengono praticamente inutili, scetticismo acuto quando il relatore si lancia in una campagna a favore delle acque distribuite dal servizio pubblico o alla difesa dei farmaci generici ( riconosco che gli interventi non siano proprio a tema ma assomiglia tanto a me, il nostro istruttore, quando faccio lezione e non perdo occasione di tener un mezzo comizio), richieste a volte arroganti sui cetrioli infettati da non si sa che e di cui non si parla più, sulla commercializzazione di prodotti fitosanitari a sospetta cancerogenicità o sulle merci provenienti dalla Cina e trattati con chissà quali veleni, come se il povero avesse in tasca tutte le risposte.

Oltre a me c'è un'unica signora la quale è venuta per far compagnia al marito.
Probabilmente di imprenditrici agricole desiderose di comperare fitosanitari ce ne sono in giro poche.

Leggo velocemente le 120 domande stile quiz patente a cui dovrò rispondere, giusto per focalizzare che dovrò almeno ripassare perchè non mi ricordo granchè.
Per fortuna alcune sono così ovvie che fanno sorridere:
"Il titolare del patentino può regalare ad altre persone prodotti fitosanitari molto tossici, tossici e nocivi?"
"Gli imballaggi dei prodotti fitosanitari possono essere usati per altri scopi?"
"Gli operatori agricoli possono usare prodotti revocati?"

Per altre bisognerà invece riguardarsi il tutto
"Con quali colori è contrassegnato un filtro combinato per polveri e vapori organici?"
"Cosa si intende per lotta integrata?"
"A quanti metri si riferisce il divieto legale d'impiego dei prodotti fitosanitari in aree di rispetto intorno a pozzi o sorgenti di acque destinate al consumo umano?"
Ovviamente nessun metro è la risposta sicuramente sbagliata, ma tra cinquanta e duecento scelgo in base al principio che la sicurezza non è mai troppa?



Se tutta la faccenda non mi divertisse, non l'avrei nemmeno cominciata

lunedì 14 novembre 2011

Carso II

Trascrivo le leggende che più mi sono piaciute

Leggenda del Carso
Narra la leggenda che in principio il Carso era una terra verde e feconda, piena di prati , boschi e torrenti dalle fresche acque. 
Un giorno il buon Dio si accorse che, in un angolo della terra, c'era un grosso cumulo di sassi che danneggiava l'agricoltura e incaricò l'Arcangelo Gabriele di raccoglierli e gettarli in mare. 
Allora Gabriele riempì un pesante sacco e si diresse in volo verso l'Adriatico. 
Quando si trovò in prossimità del Carso il diavolo lo vide e incuriositosi bucò il sacco con le corna. 
Tutte quelle pietre si riversarono a terra e ridussero l'altopiano in una enorme pietraia. 

Però l'uomo tanti ne ha raccolto e i muretti a secco che bordano le strade ti danno l'impressione di viaggiare tra le campagne di cinquant'anni fa
Qua e là si stanno sgretolando, franano come franano i rilievi trattenuti dalle reti
Tra poco tempo si perderanno così come si sono persi i nostri
Un po' di malinconia



 
Leggenda della bora
Un tempo l’altopiano carsico era una terra felice abitata da poche famiglie di agricoltori e pastori che
conducevano una vita semplice. 
A quel tempo s’aggirava nei boschi e nei prati una bellissima creatura avvolta in una candida veste, una ninfa boschiva di nome Bora. 
Una mattina durante la solita passeggiata, Bora si ritrovò in una radura mai vista prima in cui s’ergeva un’immensa quercia. 
Subito comparve dall’albero un giovane dal maestoso portamento che si presentò come Taronis, potente divinità, il cui destino era legato agli uomini in quanto quest’ultimi erano in grado di cacciarla semplicemente abbattendo la sacra quercia.
L’amicizia tra i due giovani con il passare del tempo si trasformò in un amore che, nonostante il passare dei secoli, sembrva essere immutabile ed eterno. 
Il tempo trascorse anche per gli uomini che iniziarono a venerare altre divinità al posto di Taronis. 
Un anno, l’inverno fu così freddo e nevicò talmente tanto che Bora fu costretta a rimanere chiusa nella sua caverna e quindi non venne a sapere che gli uomini avevano abbattuto la sacra quercia e che Taronis, dopo aver invano invocato l’aiuto della sua amata, aiuto che ella, profondamente addormentata, non udì, se ne era andato.
Quando la bufera cessò, la ninfa corse immediatamente alla radura per incontrare il bel dio ma l’unica cosa che trovò fu il moncone del tronco della quercia. 
Iniziò a chiamare ed invocare Taronis ma comprese che se ne era andato via per sempre. 
Bora decise di sfogare la sua rabbia sugli uomini e scatenò una furia che nemmeno lei sapeva di possedere.
Il Carso non era più la terra felice di un tempo.
Sono passati millenni, ma ancora oggi, quando i violenti refoli soffiano nelle strade, secondo la leggenda si possono udire i disperati richiami di Bora.


Ieri non soffiava la bora
Il vento arava semplicemente il mare
Due gigantesche meduse circondate da una nuvola di pesciolini tra quei solchi