martedì 30 novembre 2010



Pensiero,io non ho più parole.

Ma cosa sei tu in sostanza?

qualcosa che lacrima a volte,
e a volte dà luce.

Pensiero,dove hai le radici?
Nella mia anima folle
o nel mio grembo distrutto?
Sei così ardito vorace,
consumi ogni distanza;
dimmi che io mi ritorca
come ha già fatto Orfeo
guardando la sua Euridice,
e così possa perderti
nell'antro della follia.
Alda Merini, da "La terra santa"





lunedì 29 novembre 2010

Orientamento


Primo divagare è la mia specialità
Secondo i ragazzi di quinta M mi hanno per la prima volta quest'anno e in tre sole ore settimanali non posso certo raccontar loro tutto quanto ho modo di comunicare agli alunni che seguo dalla classe prima
Quindi ogni occasione è buona per far riferimenti ai programmi degli anni precedenti
Terzo sono pur sempre biologa indipendetemente dai programmi che devo trattare

Ecco perchè parlando di azimut e distanza mi è sembrato opportuno richiamare come si orientano le api e come riescono a comunicare tra loro, attraverso quella che è stata chiamata la danza delle api

La scoperta della danza valse il premio Nobel al medico e zoologo austriaco Karl von Frish, che per primo comprese che esisteva un sistema di comunicazione tra le api estremamente precisa.

Le api bottinatrici, di ritorno all'alveare, segnalano alle compagne la posizione del bottino con una danza.
L'odore che emana dalla danzatrice darà alle sue compagne un'indicazione sulla specie di fiori che dovranno visitare.
Essa descrive un doppio cerchio a forma di 8, ed ogni volta che ripassa dall'intersezione dell'8 agita rapidamente l'addome.
Questa danza dà diverse informazioni: la distanza del bottino è espressa dalla frequenza della danza; infatti più esso è lontano, minore è il numero dei cicli completi descritti dall'insetto in un determinato tempo.

Tanto più lontano è l'obiettivo, quanto più lunga è la fase di ondeggiamento, con un coefficiente di aumento di circa 75 millisecondi ogni 100 metri.

La direzione del bottino è indicata con riferimento alla posizione del sole in quel momento; ma poiché la danza si svolge sul favo che è verticale, mentre il bottino va ricercato in un piano orizzontale, così le api trasferiscono, nel loro linguaggio, le direzioni di un piano verticale, secondo la regola che lo zenith simboleggia la posizione del sole.
Perciò se l'ape, nel momento in cui giunta all'intersezione dell'8, scodinzola, ha il capo rivolto verso l'alto, ciò significa che il bottino va ricercato in direzione del sole; se quando scodinzola è rivolta verso il basso, il bottino sarà in direzione opposta al sole; se è diretta a 60° a sinistra dello zenith, la fonte del cibo si troverà 60° a sinistra del sole.
La durata e la vivacità della danza forniscono indicazioni sulla qualità del cibo trovato.

La divagazione però ci stava portando lontano: il comportamento animale è infatti un campo molto vasto da esplorare

E nella prossima verifica ci saranno gli esercizi sui movimenti della terra, il calcolo delle latitudini e delle longitudini, la misura del tempo, non la comunicazione tra le api

Donne nell'arte

Ringrazio l'amica Maria Teresa per avermi passato quanto segue.

Veramente bello



La vidéo "Women in Art", réalisée par Philip Scott Johnson, est une hymne impressionnante consacrée à l'histoire de l'art à travers l'image de la femme.

La musique est celle de Yo-Yo Ma jouant la Sarabande de la Suite pour Violoncelle n° 1 de Bach.

Cette vidéo, téléchargée sur de nombreux sites vidéo collaboratifs, a créé une vraie euphorie sur le web. Rien que sur le site You tube, elle a été visionnée par plus de 5,3 millions visiteurs et elle a suscité plus de 10.000 commentaires endéans 2 mois. Le nombre de visions atteint 10 millions en mi-2009. La vidéo est référencée sur des centaines de blogs à travers le monde.

Cette vidéo est un vrai chef d'oeuvre d'art digital sur les plans de la maîtrise technique et de la créativité artistique.

Propongo un gioco: provate a riconoscere le opere d'arte e poi fate il controllo al seguente indirizzo: http://www.maysstuff.com/womenid.htm

Inverno

Ormai ci siamo




La fanciulla di neve

La fata Primavera era molto triste.

Avrebbe dovuto porre fine al freddo e con ciò abbandonare Snegurocka, la figlia avuta dal vecchio Inverno.

Il Sole, geloso, condannò la bimba a morire se mai si fosse innamorata di un uomo.

Inverno temendo che il Sole infondesse sentimenti d'amore nel cuore della figlia, tali da fondere il suo cuore fatto di ghiaccio, la nascose nella casa di un contadino

Lasciata dunque la foresta dove viveva sola, Snegurocka si trasferì nella nuova casa, ma non era felice, e per distrarla, Kupava, la sua migliore amica, la invitò alle proprie nozze e le presentò Mizguir, il fidanzato.

Questi si invaghì subito di Snegurocka e abbandonò Kupava, che si rivolse allo zar per averne protezione.

Lo zar non sapendo come risolvere la faccenda le invitò alla festa di propiziazione della fine dell'inverno.

Durante la festa la fanciulla di neve restò immobile immersa nella sua tristezza glaciale

A sera Mizguir le confessò il suo amore.

Snegurocka ne restò colpita e decise di tornare nei boschi a supplicare la madre di farle dono dei sentimenti d'amore.

La fata Primavera apparve portando una ghirlanda di fiori per la figlia: la giovane sentì mutare dentro di sé qualcosa e andò incontro a Mizguir.

Un sentimento nuovo, un'emozione mai provata prima, spinse la fanciulla ad accettare la proposta di matrimonio.

Sulle nozze che si stavano per celebrare, Mizguir invocò la benedizione dello zar, ma un raggio di sole, simbolo dell'amore, colpì la fanciulla che, sciogliendosi, scomparve.

Il giovane disperato e affranto dal dolore si gettò nel lago.

Dissoltasi la figlia del gelido Inverno, il sole ricominciò a splendere.

(favola russa)

domenica 28 novembre 2010

Ille




Ille mi par esse deo videtur,
ille, si fas est, superare divos,
qui sedens adversus identidem te
spectat et audit
dulce ridentem, misero quod omnis
eripit sensus mihi: nam simul te,
Lesbia, aspexi, nihil est super mi
* * * * * * * *
lingua sed torpet, tenuis sub artus
flamma demanat, sonitu suopte
tintinant aures, gemina et teguntur
lumina nocte.
otium, Catulle, tibi molestum est:
otio exsultas nimiumque gestis:
otium et reges prius et beatas
perdidit urbes.

sabato 27 novembre 2010

Punizione



Esamino le fotografie scattate all'Hermitage di San Pietroburgo
Tutte piuttosto orrende.
In genere mosse oppure con tutti i riflessi dei vetri che impediscono di apprezzare l'opera.

Un quadro in particolare vorrei recuperare
Ricordo solo che descrive come gli animali, stanchi di essere cacciati, prendano il sopravvento sull'uomo, lo conducano a giudizio insieme ai cani da caccia ed emettano la sentenza.

Nessun altro ricordo: nè autore, nè titolo dell'opera, nè numero o piano della sala dove è esposto

La ricerca generica su google non è di molto aiuto

Provo con il sito ufficiale del Museo: ricordassi qualcosa di più sarebbe molto più semplice

Addirittura ti permettono di cercare l'opera sulla base dei colori che presenta

Strabiliante

Trovo il mio quadro: "La punizione del cacciatore" di Paulus Potter



Certo che gli animali che impiccano i cani da caccia non mi sembrano molto meglio del cacciatore

giovedì 25 novembre 2010

Dedicato agli alunni


Nessuno puo' rivelarvi nulla
se non cio' che già si trova

in stato di dormiveglia
nell'albeggiare della nostra conoscenza.


L'insegnante che avanza
nell'ombra del tempio,
fra i suoi discepoli,
non trasmette la sua sapienza,

ma piuttosto la sua fede
e la sua amorevolezza.

Se è veramente saggio,

non vi introdurrà
nella casa della sua sapienza,
ma vi accompagnerà

alla soglia

della vostra mente.
Kahlil Gibran"Il profeta"