venerdì 14 ottobre 2011

Sole

Nelle linee fondamentali le lezioni si ripetono anno dopo anno

Si potrebbe pensare che dopo tanti anni di insegnamento il bagaglio sia così vasto da permetter tranquilli pomeriggi di svago

In effetti potrei

Eppure ogni volta riprendo i power point degli anni precedenti, controllo i link perchè potrebbero aver rimosso pagine, trovo approfondimenti e filmati nuovi da inserire, riscrivo tutto o quasi

Uno spulciare, rileggere, confrontare
Si trova di volta in volta materiale sempre interessante, come il filmato che segue

 
E nel complesso mi piace farlo

giovedì 13 ottobre 2011




I am sailing, I am sailing,
home again 'cross the sea.
I am sailing, stormy waters,
to be near you, to be free.

I am flying, I am flying,

like a bird 'cross the sky.
I am flying, passing high clouds,
to be with you, to be free.

Can you hear me, can you hear me

thro' the dark night, far away,
I am dying, forever trying,
to be with you, who can say.

Can you hear me, can you hear me,

thro' the dark night far away.
I am dying, forever trying,
to be with you, who can say.

We are sailing, we are sailing,

home again 'cross the sea.
We are sailing stormy waters,
to be near you, to be free.

Oh Lord, to be near you, to be free.

Oh Lord, to be near you, to be free,
Oh Lord

mercoledì 12 ottobre 2011

Transiti inceppati

Giorni fa ho visitato la mostra allestita nello spazio Viterbi della Provincia  "Transiti inceppati"

Era esposto materiale dell'archivio storico dell'Ospedale psichiatrico. 

Il percorso ricostruiva storie di donne e di uomini che si sono avvicendati tra le mura del manicomio, tra la fine dell'800 e i primi anni settahta del '900 (poco prima della chiusura dei manicomi determinata nel 1978 dall'approvazione della legge 180): i frequenti rapporti tra questo luogo, a torto ritenuto estraneo alla normalità del mondo, e la società civile.
Rapporti tanto intensi quanto conflittuali perché spesso finalizzati a restituire i pazienti ormai guariti alle famiglie e alle istituzioni, restii però ad accogliere soggetti considerati alieni alla società. 

Era sera, le stanze vuote, le lettere e i documenti appesi
Ho pensato a quanto quelle grafie assomigliassero a quelle di mio papà, a  quanto quei contenuti potessero essere contenuti odierni

Ormai la mostra è finita ma per l'intero commento è possibile leggere al link
  
Riporto la sezione dedicata agli alcolisti e penso agli interventi di educazione alla salute che partiranno anche quest'anno, ai ragazzi che si avvicinano all'alcool e al rischio di restarne stritolati come tra le spire di un'anaconda




 
 
Bere per abitudine così come fanno tutti in paese “sentendosi così del paese”, bere per consolazione, bere per tirarsi su e andare avanti, bere per avere il coraggio di sentirsi capaci di fare qualcosa che altrimenti non si farebbe, bere per chiudere i morsi della fame, bere per laconsapevolezza della miseria e della propria incapacità e solitudine (molti sono i celibi che appaiono bevitori), bere infine per non esserci o sentirsi per un po’ euforicamente capaci..., fuori dagli schemi, in grado di affrontare risse e anche corteggiamenti o lunghi spostamenti; bere… ieri (più presente l’alcool come causa di malattia a partire dai primi del ‘900 fino agli anni ‘70 del ‘900) come oggi è un modo per non essere del tutto in sé e con sé.

Bere è portarsi fuori dal contesto sociale e quindi da sé anche se accade nell’apparente socialità delle trattorie, cantine, taverne o circoli di amici; socialità che più spesso è già di fondo tetra per poi diventare desolante quando ognuno beve per sé, da solo, seguendo i fili dei propri vuoti.

Vuoti che sono riempiti, per essere tollerati, con un bicchiere in più; per essere allora, come ora, dimenticati, buttati giù, sostituiti da qualcosa che aiuta a non pensare o a pensare melanconicamente in un baratro che si apre sul vuoto di possibilità o anche di vitalità.

È evidente che l’alcoolismo è un segnale, un sintomo e una concausa di e in biografie che hanno altri segni, altri punti di debolezza o di sconnessione, è l’evidenza conclamata di disagi sia materiali che relazionali che precipitano in un bicchiere che li cancelli, per un attimo, alla memoria.

sabato 8 ottobre 2011

Harmonie du soir




Voici venir les temps où vibrant sur sa tige
Chaque fleur s'évapore ainsi qu'un encensoir;
Les sons et les parfums tournent dans l'air du soir;
Valse mélancolique et langoureux vertige!

Chaque fleur s'évapore ainsi qu'un encensoir;
Le violon frémit comme un coeur qu'on afflige;
Valse mélancolique et langoureux vertige!
Le ciel est triste et beau comme un grand reposoir.

Le violon frémit comme un coeur qu'on afflige,
Un coeur tendre, qui hait le néant vaste et noir!
Le ciel est triste et beau comme un grand reposoir;
Le soleil s'est noyé dans son sang qui se fige.

Un coeur tendre, qui hait le néant vaste et noir,
Du passé lumineux recueille tout vestige!
Le soleil s'est noyé dans son sang qui se fige...
Ton souvenir en moi luit comme un ostensoir!


Les Fleurs du mal - Spleen et Idéal - Charles Baudelaire

mercoledì 5 ottobre 2011

Cellulab


Oggi il mio primo turno di assistenza all'attività di laboratorio organizzata dal Dipartimento per Bergamoscienza

Globalmente tutto perfetto, pochi inconvenienti per la messa a fuoco del microscopio data la poca dimestichezza dell'alunno guida

Anche le membrane semipermeabili hanno fatto il loro dovere

Mi è capitata una classe di prima media

Veramente piccoli rispetto ai miei studenti

Quello che mi ha colpito di più è stato il loro entusiasmo, la gioia con la quale hanno partecipato sia pur marginalmente (versare sale in acqua, fare previsioni, avanzare ipotesi), l'accavallarsi degli interventi

Fino al punto di offrire il braccio per fare un taglio, versarci l'acqua ossigenata e osservare la liberazione delle bollicine di ossigeno

 Una ventata di allegria che ha contagiato anche gli studenti guida.

Non so che abbiano capito della struttura cellulare, sicuramente però la scienza è apparsa loro bella e divertente



martedì 4 ottobre 2011

Il filo di Arianna






Stamani con la classe quarta all'Istituto Natta


Ho scelto tra le diverse offerte di Bergamoscienza l'attività di laboratorio di chimica organica, adatto ad approfondire gli argomenti che stiamo trattando in questi giorni

L'ho scelto per ovviare alla carenza di offerta dei nostri laboratori che privi di cappa aspirante per ogni bancone di lavoro non ci permettono quasi nessuna esperienza.

In realtà le cappe al Natta mi sono sembrate spente, ma forse è stata solo una mia impressione

Ho invece avuto la conferma che il nylon si riesce a ottenere benissimo, senza particolari difficoltà nemmeno da completi inesperti quali i miei alunni, a differenza di quanto riferitomi in risposta alla mia richiesta

Infatti, dopo la presentazione della docente, sono stati chiamati a lavorare direttamente, assistiti dai loro compagni ospitanti a differenza di quanto succede nel nostro laboratorio, Cellulab, durante il quale le prove sperimentali sono condotte dalle nostre guide addestrate mentre il pubblico si limita ad assistere

Due le preparazioni di polimeri: sintesi del nylon 6,6 e realizzazione di una pallina polimerica rimbalzante


Reazione di cross-linking

Primo polimero: colla vinilica
Secondo polimero: amido
Reticolante: sodio tetraborato decaidrato (borace)
Tutti ingredienti di facilissima reperibilità

Procedura altrettanto semplice:
In un beker si aggiungono due cucchiai di acqua calda e tre cucchiaini di borace. Si agita con una bacchetta di vetro
In un altro beker si mescola un cucchiaio di colla vinilica ad un cucchiaio di amido e qualche goccia di colorante (se non piacciono le palline bianche)
A questo secondo beker si aggiunge un cucchiaino della soluzione del primo
Si lascia a riposo per 15 secondi e poi si mescola
Si estrae il miscuglio appiccicoso così ottenuto e si continua ad imnpastarlo con le mani per qualche minuto.
Quando non è più appiccicoso, la pallina è pronta a rimbalzare


In realtà non è che rimbalzassero molto però i ragazzi si sono divertiti lo stesso

Paranoie